Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Funzionari del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti hanno fatto sosta a L’Avana venerdì scorso per incontrare personalità chiave del governo cubano, tra cui il nipote di Raúl Castro. Secondo fonti di Axios, l’obiettivo della missione era spingere l’isola ad adottare misure democratiche e mettere in guardia sulle conseguenze del mancato recepimento dei suggerimenti americani.
Nel corso delle consultazioni la delegazione statunitense ha proposto di ripristinare i servizi internet a Cuba attraverso la rete satellitare Starlink, un’offerta che marca il primo atterraggio di un volo governativo Usa sull’isola da quando Barack Obama la visitò dieci anni fa. Contestualmente, i funzionari di Washington hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di avviare riforme economiche e istituzionali e hanno sottolineato la volontà Usa di agevolare la revoca dell’embargo.
La strategia di lunga data di Washington comprende il risarcimento a cittadini e imprese statunitensi per i beni confiscati dopo la Rivoluzione del 1959, il rilascio dei prigionieri politici e l’istituzione di “elezioni libere ed eque” a favore della popolazione cubana. Le autorità americane hanno inoltre manifestato “preoccupazione per la presenza di servizi segreti, gruppi militari e terroristici stranieri che operano con il permesso del governo cubano a meno di 160 chilometri dal territorio americano”.
“Il presidente Trump è determinato a perseguire una soluzione diplomatica, se possibile, ma non permetterà che l’isola si trasformi in una grave minaccia per la sicurezza nazionale se i leader cubani non saranno disposti o in grado di agire”, ha concluso un funzionario citato da Axios.