Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Secondo alcune indiscrezioni, Kash Patel, attuale direttore dell’Fbi, sarebbe finito al centro di crescenti preoccupazioni all’interno dell’amministrazione Trump. Comportamenti che vanno dall’eccessivo consumo di alcol a ripetute assenze ingiustificate avrebbero allarmato colleghi e vertici della Casa Bianca, tanto da ipotizzare un suo possibile allontanamento.
Il malessere tra gli uffici è esploso lo scorso 10 aprile, quando Patel non è riuscito ad accedere al proprio computer e ha interpretato il problema tecnico come la revoca delle sue credenziali. Convinto di essere stato rimosso, avrebbe chiamato in modo «febbrile alleati e collaboratori» per annunciare il licenziamento, prima di scoprire che si trattava di un banale guasto. Un funzionario dell’Fbi ha definito l’episodio «Un’assurdità».
Al centro delle critiche vi sarebbero anche atteggiamenti ansiosi e una presunta tendenza a formulare giudizi senza attendere prove: «trarre conclusioni prima ancora di avere a disposizione le prove», denunciano fonti interne. Questa condotta, secondo alcuni addetti ai lavori, finirebbe per minare la credibilità delle inchieste federali e rappresentare una vera «debolezza» per la sicurezza interna degli Stati Uniti.
Il timore di Patel di essere licenziato, dal canto suo, rischia di tradursi in una “profezia che si auto-avvera”. La Casa Bianca, dicono diverse fonti, sarebbe pronta a sostituirlo con un successore ritenuto più «affidabile e professionale». «Stiamo solo aspettando la parola definitiva», avrebbe ammesso un alto funzionario, lasciando intendere che l’addio del direttore Fbi potrebbe essere questione di giorni.