Crans-Montana: il sindaco Féraud ammette di essere stato informato delle ispezioni mancate

Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Una nuova svolta investe l’inchiesta sull’incendio di Capodanno a Crans-Montana, dove nella discoteca Le Constellation persero la vita 41 persone, tra cui sei cittadini italiani. Documenti ottenuti dal quotidiano svizzero Sonntagszeitung indicano che il sindaco Nicolas Féraud era a conoscenza della mancata esecuzione dei controlli di sicurezza […]

Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Una nuova svolta investe l’inchiesta sull’incendio di Capodanno a Crans-Montana, dove nella discoteca Le Constellation persero la vita 41 persone, tra cui sei cittadini italiani. Documenti ottenuti dal quotidiano svizzero Sonntagszeitung indicano che il sindaco Nicolas Féraud era a conoscenza della mancata esecuzione dei controlli di sicurezza nel locale gestito dai coniugi Moretti, mai ispezionato tra il 2020 e il 2025.

Secondo il giornale, le difficoltà economiche del Comune, che già dal 2018 non disponeva di fondi sufficienti per sostenere l’ufficio preposto alle verifiche antincendio, erano note anche al responsabile della sicurezza del bar. Nonostante ciò, nessun controllo è stato effettuato dal 2019 fino al tragico rogo di fine anno.

Dopo la tragedia, Féraud aveva dichiarato di ignorare le ragioni delle ispezioni mancate e, davanti alla procura di Sion, si era difeso affermando di aver rispettato «tutte le leggi cantonali in materia di sicurezza». In una successiva intervista aveva precisato di non sapere «che ci fossero dei problemi nei controlli di sicurezza dei locali» legati alla «carenza di personale. Nessuno me l’aveva detto prima della tragedia e ne sono rimasto scioccato. Ero convinto che tutto funzionasse bene: siamo sempre stati orgogliosi del nostro servizio di sicurezza, citato anche come esempio nel Cantone».

Oltre al primo cittadino, risultano indagati sei collaboratori dell’ufficio sicurezza del Comune e i coniugi Jacques e Jessica Moretti. Con l’interrogatorio di Féraud, l’inchiesta per la prima volta si estende ai vertici della politica locale. «Siamo a un livello più alto delle indagini, fino a ora abbiamo sentito i Moretti e tutti i tecnici, il fatto che adesso ci siano le istituzioni è un buon segno per le indagini», commenta l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, difensore della famiglia di una giovane italiana rimasta ferita nell’incendio.