L’Europa reagisce alla crisi del jet fuel con riserve d’emergenza, acquisti comuni e collaborazione Usa

Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – L’Europa si trova a un bivio riguardo alle forniture di cherosene: la scarsità del carburante per l’aviazione rischia infatti di tradursi, già nelle prossime settimane, in interruzioni di rifornimento per alcuni Paesi dell’Unione. Martedì i ministri dei Trasporti si sono riuniti in videoconferenza per fare il punto […]

Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – L’Europa si trova a un bivio riguardo alle forniture di cherosene: la scarsità del carburante per l’aviazione rischia infatti di tradursi, già nelle prossime settimane, in interruzioni di rifornimento per alcuni Paesi dell’Unione. Martedì i ministri dei Trasporti si sono riuniti in videoconferenza per fare il punto sulla situazione e avviare un coordinamento che punti a rafforzare l’autonomia energetica del continente.

Dalla Commissione europea filtrano due linee guida principali. La prima è ridurre gradualmente la dipendenza dal greggio del Medio Oriente, affidandosi al petrolio statunitense. Si tratta di un percorso di medio periodo, benché il “greggio a stelle e strisce” abbia già contribuito a colmare il fabbisogno ad aprile. La seconda misura consiste nell’attivazione di un osservatorio europeo sul jet-fuel, incaricato di fornire dati in tempo reale sullo stato delle scorte e sui livelli di raffinazione.

Sul breve termine Bruxelles sta valutando il rilascio delle riserve strategiche. “Non tutti, però, sono uguali e Bruxelles lo sa bene”, ha dichiarato Dan Jorgensen, commissario all’Energia, in un’intervista al Financial Times. Portogallo e Paesi Bassi appaiono più tranquilli: Lisbona, grazie alla produzione interna e a forniture dal Brasile, garantisce scorte fino a fine agosto; l’Olanda, dotata di grandi raffinerie e depositi, stima di poter gestire l’emergenza per altri cinque mesi.

Per compensare la diminuzione delle importazioni, la Commissione ha chiesto agli impianti di produzione di operare ininterrottamente, nel rispetto della “sostenibilità” del carburante. Si sta inoltre prendendo in considerazione l’acquisto centralizzato di scorte aggiuntive da costituire come “fondo comune” e da redistribuire ai Paesi membri secondo le necessità.

Le future linee guida potrebbero includere norme operative per affrontare eventuali carenze: la gestione degli slot di decollo e atterraggio – con la possibilità di mantenere per alcune compagnie le finestre orarie “più pregiate” anche in caso di indisponibilità di cherosene – e possibili modifiche alla norma “anti-tankering”, pensata per evitare che gli aerei imbarchino carburante in eccesso negli scali dove costa meno.