Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Negli ultimi mesi l’amministrazione Trump ha registrato una serie di avvicendamenti di rilievo, interrompendo un periodo di relativa stabilità nel secondo mandato presidenziale. La pratica dei “mini-rimpasti”, già osservata nel primo mandato, si è riproposta con frequenti rotazioni di alti funzionari, coinvolti in licenziamenti, dimissioni o trasferimenti.
Il primo cambiamento di spicco ha riguardato Mike Waltz, consigliere per la sicurezza nazionale, rimosso dopo la divulgazione non autorizzata di informazioni militari. Poco dopo, Waltz è stato nominato ambasciatore alle Nazioni Unite.
In testa alla Marina, il segretario John Phelan è stato licenziato a seguito di mesi di tensioni con il segretario alla Difesa Pete Hegseth. I media americani attribuiscono lo scontro al rapporto privilegiato di Phelan con il presidente.
Qualche giorno prima, la segretaria al Lavoro Lori Chavez-DeRemer aveva lasciato l’incarico in seguito ad accuse di abusi di potere, tra cui una presunta relazione extraconiugale con un subordinato e il consumo di alcolici in orario di lavoro.
Sempre nel settore della Difesa, Hegseth aveva già allontanato il generale Randy George, capo dell’Esercito, insieme ad altri due generali di alto rango, consolidando un clima di rinnovata centralità del Pentagono.
Tra le uscite dal Gabinetto, in aprile il presidente ha sostituito la procuratrice generale Pam Bondi, dopo tensioni legate alla gestione di dossier sensibili e alla lentezza nel perseguire avversari politici. Bondi è stata comunque ringraziata pubblicamente. A marzo Kristi Noem ha lasciato la carica di segretaria alla Sicurezza interna, contestata per la gestione delle politiche migratorie e per operazioni dell’Ice in Minnesota che hanno causato vittime civili. Noem ha quindi ricevuto un nuovo incarico come inviata speciale.
Oltre ai membri del Gabinetto, altri dirigenti hanno visto sfumare la loro nomina o sono stati rimossi, tra cui Vivek Ramaswamy ed Elon Musk, coinvolti nel Dipartimento per l’efficienza governativa Doge.
Nel gennaio scorso è stato sostituito anche Gregory Bovino, ex comandante del Border Patrol, in seguito alle polemiche per le operazioni anti-immigrati a Minneapolis, degenerate in sparatorie con due civili uccisi.
Nel campo sanitario, Susan Monarez è rimasta alla guida dei Cdc solo poche settimane, licenziata nell’agosto 2025 dopo pressioni interne. Secondo due fonti anonime della Cnn, la decisione è maturata in seguito al contrasto con il vice capo dello staff di Robert Kennedy Jr.; Monarez ha affermato di essere stata penalizzata per aver rifiutato direttive «non scientifiche».
Anche l’Internal Revenue Service ha vissuto un periodo turbolento: nel medesimo agosto 2025, Billy Long è stato rimosso dall’incarico di commissario dopo meno di due mesi, per essere poi destinato all’ambasciata in Islanda. Breve è stata pure l’esperienza di Cameron Hamilton come leader ad interim della Federal Emergency Management Agency (Fema), anch’essa interessata da rapidi turnover.
Secondo indiscrezioni, il presidente starebbe valutando altri cambiamenti: tra i possibili “silurati” vengono fatti i nomi della direttrice dell’Intelligence nazionale Tulsi Gabbard, accusata di aver protetto un ex deputato repubblicano critico verso la guerra in Iran, e di Kash Patel, direttore dell’Fbi, recentemente protagonista di un episodio di panico legato a un problema tecnico con le credenziali d’accesso.