La Somalia rischia una nuova emergenza umanitaria di proporzioni drammatiche. A quindici anni dalla carestia del 2011, che causò oltre 257mila morti, il Paese affronta una siccità sempre più grave mentre i finanziamenti internazionali sono scesi ai minimi storici.
A lanciare l’allarme è Save the Children, che nel nuovo rapporto “Quando gli aiuti scompaiono, scompare anche l’infanzia” denuncia il rapido peggioramento della situazione. Secondo l’Organizzazione, oltre 6,5 milioni di persone avranno bisogno di assistenza, quasi il doppio rispetto alle stime iniziali del 2025.
La crisi è aggravata dalla scarsità di piogge, dal conflitto prolungato e dal drastico calo degli aiuti umanitari. Nel 2024 il Piano di risposta umanitaria per la Somalia era finanziato al 57,7%; nel 2025 la copertura è scesa al 28,8%, mentre ad aprile 2026 risulta finanziato solo circa il 15%.
Le conseguenze sono già pesanti: oltre 300 centri nutrizionali sono stati chiusi nel Paese, riducendo l’accesso alle cure per bambini malnutriti e famiglie vulnerabili. Senza nuovi fondi, avverte Save the Children, altri servizi essenziali rischiano di fermarsi.
«Questa non è una crisi inevitabile, ma una tragedia prevenibile», ha dichiarato Mohamud Mohamed Hassan, direttore di Save the Children in Somalia, chiedendo alla comunità internazionale di ripristinare subito i finanziamenti.
L’Organizzazione sollecita interventi urgenti per rafforzare i programmi di nutrizione, salute, istruzione e resilienza climatica, garantendo che gli aiuti raggiungano le comunità più colpite.
Save the Children opera in Somalia dal 1951, con interventi sanitari, educativi, nutrizionali e di protezione dell’infanzia.