La crisi nello Stretto di Hormuz e il suo impatto sull’economia europea sono stati al centro dell’incontro tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi. Tra i temi principali, le conseguenze sulle esportazioni farmaceutiche italiane e sulle catene di approvvigionamento.
Tajani ha evidenziato il peso strategico del settore: nel 2025 l’Italia ha esportato farmaci per 69,2 miliardi di euro, pari al 10,8% dell’export nazionale, confermandosi tra i principali player globali. Tuttavia, il blocco di Hormuz rischia di colpire soprattutto i mercati del Golfo, fondamentali per il comparto.
Preoccupazione anche sul fronte logistico: la crisi potrebbe ridurre la capacità del trasporto aereo tra il 4% e il 12%, con effetti diretti su tempi di consegna, costi e disponibilità dei medicinali.
Nel confronto si è discusso anche di dazi internazionali, accordi commerciali UE e controlli sanitari sui prodotti importati. Tajani ha ribadito la necessità di rafforzare la competitività europea e garantire standard elevati per la tutela della salute pubblica.