L’Abruzzo risulta tra le regioni italiane più bilanciate nel percorso di transizione energetica, con performance positive su emissioni e agricoltura ma ritardi in alcuni settori chiave. I dati provengono dalla piattaforma CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA.
Le emissioni pro capite della regione sono inferiori alla media nazionale e gli assorbimenti forestali appaiono elevati rispetto alla superficie regionale. La quota di energia coperta da fonti rinnovabili raggiunge il 23% dei consumi complessivi, rispetto al 18% medio nazionale. Tuttavia, il ritmo di sviluppo resta più lento della media: la quota di conseguimento del target 2030 è pari al 27% (contro il 31% nazionale) e nel 2024 risultano attive solo 6 comunità energetiche.
Sul fronte dei consumi, gli edifici mostrano valori più efficienti rispetto alla media nazionale: 198 kWh/mq contro 222. La quota di edifici in classe A e il tasso di elettrificazione degli edifici sono però lievemente sotto la media (29% contro 31%). Nel settore industriale le emissioni in rapporto al valore aggiunto sono significativamente più basse della media, mentre risultano meno positive i consumi energetici e la quota di consumi elettrici.
Il settore dei trasporti evidenzia punti critici: la media di passeggeri trasportati dal trasporto pubblico locale è bassa (28 passeggeri per abitante, a fronte di una media nazionale di 82) e il tasso di motorizzazione è leggermente superiore alla media. La quota di veicoli elettrici tra le nuove immatricolazioni è contenuta (3,7%) e le emissioni pro capite del settore sono di poco inferiori alla media nazionale.
L’agricoltura registra invece risultati favorevoli: emissioni pro capite del settore, uso di fertilizzanti e numero di bovini per abitante sono tutti sensibilmente inferiori alla media nazionale (46 bovini ogni 1.000 abitanti contro una media di 98). La quota di agricoltura biologica è pari al 17%, leggermente sotto la media nazionale del 20%.
Sulla vulnerabilità ai cambiamenti climatici, l’Abruzzo non figura tra le regioni più esposte: conta il minor numero di eventi meteoclimatici estremi, presenta un consumo di suolo contenuto (5% contro 7% nazionale) e una minore percentuale della popolazione esposta al rischio alluvione. Tra gli aspetti critici, però, la regione registra perdite idriche tra le più elevate in Italia.
“Attraverso la piattaforma CIRO abbiamo voluto fornire alle regioni uno strumento per misurare le proprie performance in materia di clima e transizione energetica attraverso 8 temi, 27 indicatori e un’unica metodologia in grado di garantire la comparabilità dei risultati. L’obiettivo non è quello di fare delle classifiche, quanto piuttosto di far emergere le peculiarità spesso uniche dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni ad individuare le proprie priorità di azione. Ma CIRO ha anche l’obiettivo di promuovere nei territori un dibattito sulla transizione informato e basato su dati quanto più possibile attendibili e scientificamente fondati, frutto del costante lavoro di confronto con i tecnici di Ispra e con altre istituzioni scientifiche di rilievo nazionale.” – Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate.
I dati riportati offrono un quadro articolato: punti di forza sono emissioni contenute, buone performance agricole e capacità di adattamento, mentre permangono criticità nella mobilità pubblica, nell’infrastruttura idrica e nel ritmo di diffusione delle rinnovabili.