Neonata morta a Lampedusa, Save the Children chiede canali sicuri e soccorso strutturato

Una neonata di circa un mese è morta a Lampedusa. Save the Children chiede canali regolari e un sistema strutturato di soccorso in mare.

Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.

Una neonata di circa un mese è morta dopo lo sbarco a Lampedusa insieme alla madre, alla sorellina e ad altre 52 persone. L’episodio, avvenuto nella notte, è stato segnalato da Save the Children, che definisce la vicenda un’ulteriore tragedia legata alle rotte migratorie nel Mediterraneo.

L’organizzazione ha chiesto l’attivazione di un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso in mare e l’apertura di canali regolari e sicuri per l’accesso all’Europa, sottolineando come l’assenza di vie legali spinga le persone a intraprendere rotte sempre più pericolose. “Non è inevitabile: è una scelta. Quando muore una neonata, non è una fatalità, è il fallimento di politiche che continuano a mettere i confini davanti alla vita. Il diritto a vivere e a cercare protezione non può essere negoziabile. Il rispetto del diritto internazionale deve essere pieno e sostanziale, mettendo il Superiore Interesse del Minore al primo posto” ha dichiarato Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children.

Secondo i dati richiamati dall’organizzazione, dal 2014 sono oltre 34.800 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Solo nel 2026 le vittime sarebbero già più di 1.200, di cui oltre 800 nel Mediterraneo centrale; tra loro figurano anche numerosi bambini, con oltre 100 minori segnati ogni anno negli ultimi tre anni.

Il team di Save the Children presente sull’isola è operativo per rispondere alle necessità dei sopravvissuti, tra cui 20 minori non accompagnati. L’organizzazione insiste inoltre sull’importanza di garantire che tutte le imbarcazioni impegnate nei salvataggi, comprese quelle delle ong e i mercantili, non vengano ostacolate.

La richiesta avanzata è dunque di mettere al centro la protezione delle persone e dei minori e di predisporre canali regolari e un dispositivo di soccorso in mare in grado di ridurre il numero di tragedie lungo le rotte migratorie.