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Un report decennale su studenti delle scuole superiori che hanno trascorso un periodo di studio fuori dall’Italia disegna una mobilità sempre più diversificata. L’analisi 2016-2025 intitolata “Un anno all’estero… e dopo?”, realizzata da Astudy International Education, conferma la predominanza delle destinazioni anglofone ma registra una crescita dell’interesse per mete più lontane e immersive.
Quasi uno studente su due sceglie gli Stati Uniti, richiamato dall’High School Spirit e da un contesto scolastico percepito come molto inclusivo. Tra le altre destinazioni tradizionali figurano Regno Unito, Canada e Irlanda: il Regno Unito è apprezzato per l’elevata qualità dell’insegnamento e per l’attenzione al percorso individuale dello studente, mentre il Canada viene scelto da chi privilegia un equilibrio tra qualità accademica, crescita personale e contatto con la natura.
Accanto ai poli consolidati emergono scelte meno convenzionali: Australia, Nuova Zelanda e Costa Rica compaiono con numeri in crescita nelle richieste di programmi per l’anno scolastico all’estero. La presenza di queste mete indica, secondo il report, una nuova generazione di studenti orientata verso esperienze originali, immersive e culturalmente distintive. Anche la mobilità verso Paesi europei resta significativa: Spagna, Germania e Francia sono scelte da chi intende apprendere una seconda lingua europea, mentre i Paesi nordici — in particolare Svezia, Danimarca e Norvegia — attraggono per sistemi scolastici inclusivi e innovativi.
Sulla durata dell’esperienza, il 62% degli studenti opta per un intero anno scolastico all’estero e il 34,2% per un semestre. I dati segnano inoltre un impatto positivo sul rendimento: l’81,9% mantiene o migliora i risultati al rientro in Italia, con il 51,7% che conserva la stessa media e il 30,2% che la migliora. Anche gli esiti alla Maturità risultano favorevoli, con circa il 73% degli exchange students che ottiene un voto superiore a 80/100.
Oltre agli aspetti accademici, il report sottolinea il valore delle competenze trasversali sviluppate durante il soggiorno: più dell’80% degli studenti ritiene fondamentali per il proprio futuro lavorativo capacità come autonomia, adattabilità, sicurezza personale, gestione delle responsabilità e abilità comunicative.
“Le destinazioni raccontano molto bene l’evoluzione degli studenti italiani negli ultimi anni – commenta Beate Lenzbauer, Country Manager di Astudy International Education -. Gli Stati Uniti restano un punto di riferimento fortissimo, ma vediamo crescere sempre di più la curiosità verso mete meno convenzionali, percepite come esperienze autentiche e trasformative. Il Sudafrica, ad esempio, sta emergendo rapidamente perché unisce lingua inglese, multiculturalità, natura e forte impatto umano. Oggi gli studenti non cercano soltanto una scuola all’estero, ma un’esperienza capace di farli crescere davvero, dal punto di vista personale, culturale e relazionale”.