Moda: il comparto italiano vale 87,4 miliardi; in Abruzzo 1.147 imprese, Teramo leader provinciale

Il comparto moda italiano vale 87,4 mld; il settore abbigliamento 40 mld. In Abruzzo 1.147 imprese e 5.523 addetti, Teramo la provincia più numerosa.

Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.

Il sistema moda italiano mantiene un peso rilevante nell’economia nazionale: nel 2025 il comparto ha registrato un fatturato complessivo di 87,4 miliardi di euro, di cui 40 miliardi riferiti al solo settore dell’abbigliamento, con un export pari a 27,3 miliardi. I dati sono stati presentati durante il Congresso Internazionale SAMAB 2026, momento di confronto tra imprese, istituzioni e centri di innovazione sul futuro della filiera.

Nel primo trimestre del 2026 l’industria manifatturiera nazionale del settore (codice ATECO C14) conta 37.099 imprese attive. A livello regionale spicca la Toscana, con 7.645 imprese (20,6% del totale nazionale) e 38.915 addetti; seguono Lombardia (5.608 imprese, 42.203 addetti) e Campania (4.300 imprese, 18.346 addetti). L’Abruzzo registra 1.147 aziende nel comparto, con 5.523 addetti: la provincia di Teramo è la più rappresentativa con 600 imprese, seguita da Pescara (247), Chieti (230) e L’Aquila (70).

Dalla discussione emersa al congresso è stato sottolineato come l’adozione di tecnologie digitali sia ormai centrale per rafforzare competitività, efficienza produttiva e capacità di internazionalizzazione del fashion manufacturing. Automazione, intelligenza artificiale, Big Data, Internet of Things, digital twin e sistemi di monitoraggio in tempo reale vengono indicati come strumenti in grado di rendere i processi più tracciabili, flessibili e sostenibili.

Secondo l’analisi di scenario curata da PwC Italia, la tecnologia è uno dei fattori chiave per sostenere la competitività della filiera: aziende più snelle e tecnologicamente attrezzate possono ottimizzare pianificazione e decisioni, ridurre sprechi e comprimere i tempi di immissione dei prodotti sul mercato. In quest’ottica, il mercato italiano dell’Internet of Things ha raggiunto i 10,9 miliardi di euro nel 2025, rilevazione attribuita all’Osservatorio del Politecnico di Milano.

Accanto alle opportunità, restano ostacoli da affrontare: costi iniziali degli investimenti, carenza di competenze, difficoltà di integrazione con sistemi esistenti e una barriera culturale che ancora porta alcune imprese a percepire la tecnologia come un costo più che un investimento. Alla lista delle sfide si aggiungono le nuove richieste normative e di mercato in tema di sostenibilità, tracciabilità e trasparenza della filiera.

SAMAB si propone come piattaforma per accompagnare questa transizione, promuovendo il dialogo tra industria, istituzioni e operatori dell’innovazione. L’evento è organizzato da Senaf in collaborazione con il Gruppo Tecniche Nuove e Technofashion, con il patrocinio di diverse associazioni di settore e la collaborazione di PwC Italia. La prossima edizione fieristica di SAMAB è programmata dal 25 al 27 maggio 2027 a Fiera Milano Rho; la manifestazione si era tenuta in precedenza a Milano dal 27 al 29 maggio 2025 presso il Superstudio Maxi.

“Con il Congresso Internazionale SAMAB 2026 abbiamo voluto creare un momento di confronto concreto per una filiera che sta vivendo una trasformazione profonda, in cui tecnologia, competenze e cultura produttiva sono sempre più interconnesse”, ha dichiarato Ivo Alfonso Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf. “Il sistema moda italiano ha una forza straordinaria, che nasce dal saper fare, dalla qualità manifatturiera e dalla capacità delle imprese di interpretare i cambiamenti del mercato. Oggi, però, per continuare a competere a livello internazionale è necessario affiancare a questo patrimonio strumenti capaci di rendere i processi più efficienti, aiutando le aziende a innovare, ridurre gli sprechi, migliorare la qualità e rispondere con maggiore rapidità alle esigenze dei mercati. SAMAB nasce proprio per questo: essere una piattaforma di dialogo tra industria, istituzioni e innovazione per supportare gli imprenditori nel loro percorso di crescita.”

“In un momento di forte ripensamento dei mercati, vincono i modelli di business che puntano su una profonda integrazione verticale dei flussi aziendali, dal cliente finale alla materia prima”, ha aggiunto Marc Sondermann, Chairman di CEO Circle e moderatore del convegno. “Chi sa valorizzare gli asset manifatturieri del made in Italy in un’ottica di accesso diretto al mercato, comunicandone i pregi direttamente al consumatore e convertendo l’interesse in vendite, ha una marcia in più quando si tratta di progettare le collezioni, di programmare la produzione e di allocarla ai canali distributivi. Evitare una cattiva allocazione delle capacità produttive e degli stock è da sempre il fattore di successo più importante nei conti economici delle nostre eccellenze.”