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Il quadro normativo italiano sui sistemi di vendita dei biglietti online finisce sotto la lente delle istituzioni europee. Il 4 giugno 2026 quattro eurodeputati — Georgia Tramacere, Sandro Ruotolo, Pina Picierno e Brando Benifei — hanno depositato un’interrogazione alla Commissione europea per chiarire se le disposizioni italiane siano compatibili con le regole del mercato unico digitale e del commercio elettronico.
L’interrogazione richiama in particolare il principio del “Paese d’origine” previsto dalla normativa UE, chiedendo alla Commissione di valutare la corretta disciplina da applicare alle piattaforme estere che vendono online biglietti per attrazioni e attività turistiche in Italia. Nel mirino sono finite le limitazioni alle vendite digitali introdotte per contrastare bagarinaggio e secondary ticketing: meccanismi concepiti per gli eventi dal vivo che oggi vengono estesi anche ai parchi divertimento, settore che secondo la ricostruzione non rientra nella stessa categoria.
AssoParchi segnala che queste restrizioni ostacolano l’integrazione digitale con le principali piattaforme internazionali di distribuzione turistica e potrebbero ridurre la visibilità dei parchi italiani sui mercati esteri. L’associazione stima che un accesso più agevole ai canali internazionali di vendita online potrebbe portare a una crescita dei volumi del comparto compresa tra il 3% e il 5%, con ricadute positive su turismo e gettito locale.
“Sintesi delle posizioni dell’associazione” si riassume nelle parole del direttore Maurizio Crisanti: “L’industria dei parchi divertimento è costretta a competere con il freno a mano tirato a causa di una disciplina antiquata e non automatizzata. In un momento in cui si parla di commercio agentico, il settore non può neanche avvalersi, liberamente e digitalmente, del commercio elettronico di biglietti, introdotto in Italia 28 anni fa”.
Luciano Pareschi, presidente di AssoParchi, sottolinea l’importanza del passaggio europeo: “L’interrogazione rappresenta un passaggio rilevante perché consente di riportare a livello europeo una riflessione sull’impatto delle norme esistenti in settori ingiustamente soggetti a tale disciplina. L’obiettivo è garantire un equilibrio che consenta ai parchi italiani di competere in condizioni paritarie sui mercati internazionali e di valorizzare pienamente la propria attrattività turistica”.
Per ulteriori informazioni, nell’ambito della richiesta di chiarimenti alla Commissione, sono segnalati i contatti indicati dall’associazione: Tiziana Pini (392 8084857) e Carlo Menegazzi (338 8525200).