Il Sindacato dei giornalisti abruzzesi ha segnalato un aumento dei casi in cui persone non iscritte all’Ordine svolgono attività riconducibili al giornalismo tramite social network, pagine online e canali YouTube non registrati come testate. Secondo la segnalazione, queste figure sono sempre più presenti in conferenze stampa, eventi pubblici e contesti di cronaca locale.
Le attività contestate comprendono interviste, raccolta di dichiarazioni e diffusione di notizie e aggiornamenti continui rivolti a un pubblico stabile e fidelizzato. In molti casi le pagine e i canali vengono aggiornati con regolarità e si propongono come punti di riferimento informativo per le comunità locali.
Il sindacato precisa che la questione non riguarda il diritto di espressione né l’uso degli strumenti digitali da parte dei cittadini, ma il confine tra libera comunicazione e un’attività sistematica e continuativa che assume caratteristiche professionali. In questo quadro, l’esercizio della professione giornalistica comporta l’osservanza di norme deontologiche quali la verifica delle fonti, la tutela delle persone coinvolte nelle notizie, il rispetto della privacy e la correttezza dell’informazione, oltre alle responsabilità civili e penali connesse ai contenuti pubblicati.
L’assenza di registrazione editoriale o di riferimenti professionali, avverte il Sindacato, può creare spazi al di fuori di controlli e garanzie, con possibili ricadute sulla qualità dell’informazione e sulla tutela dei cittadini. Per questi motivi il Sindacato dei giornalisti abruzzesi chiede che l’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo monitori la situazione e valuti, caso per caso, eventuali situazioni riconducibili all’esercizio abusivo della professione da segnalare alle autorità competenti, come già avviene in altre regioni.
L’obiettivo indicato è garantire che chi svolge stabilmente attività informativa verso le comunità locali operi nel rispetto delle regole, della trasparenza e delle responsabilità connesse al lavoro giornalistico.