Una retrospettiva dedicata a Cosmo Sallustio apre a Roma dal 6 al 28 giugno 2026 presso La Vaccheria. L’esposizione, curata da Marco Nocca e Monica Sallustio, presenta circa quaranta opere — tra oli, disegni, acquerelli, tecniche miste, chine e sculture — molte delle quali esposte per la prima volta nella capitale. L’inaugurazione è stata celebrata il 6 giugno alla presenza di Titti Di Salvo, presidente del Municipio IX Roma Eur.
La mostra, promossa con il patrocinio del Municipio IX Roma Eur in collaborazione con Aurorart e con il Main Sponsor Fondazione Elisabetta Sgarbi, è accompagnata da un catalogo pubblicato da Ceribelli Editore con testi di Valentina Ferranti, Marco Nocca, Monica Sallustio, Elisabetta Sgarbi e Vittorio Sgarbi; le schede tecniche sono a cura di Francesca Bozza. L’ingresso è libero.
Il percorso mette a fuoco la figura poliedrica dell’artista nato a Molfetta nel 1930 e scomparso a Roma nel 2010. Dopo gli studi classici e il trasferimento a Roma nel 1958, Sallustio conciliò per oltre trent’anni l’attività di insegnamento con un’intensa produzione artistica che comprende pittura, disegno e sperimentazione scultorea. Negli anni Settanta e Ottanta la sua ricerca si è estesa alla tematica religiosa e, progressivamente, a soggetti di attualità e cronaca che riflettono i conflitti e le tensioni del mondo contemporaneo.
Il percorso espositivo documenta questa evoluzione: dalle tavole a olio e dai numerosi studi preparatori a china e acquerello, alle sculture in cartone e in lamiera zincata. Sono presenti opere che trattano eventi storici recenti, come dipinti ispirati alla Guerra del Golfo e all’11 settembre, e lavori che utilizzano iconografie religiose per esplorare il conflitto tra bene e male.
Sui legami stilistici e sulle possibili ascendenze critiche, Vittorio Sgarbi osserva: “L’ho guardato nei suoi quadri accompagnati da lunghe didascalie illustrative, e ho provato a collocarlo nel tempo e nello spazio: anni trenta? Anni quaranta? Anni cinquanta? No.” Nel testo critico di Marco Nocca si legge inoltre che “nella stasi assoluta, magia da decifrare, teorema da risolvere. Sta in questo il vero miracolo della pittura di Sallustio: produrre delle immagini senza tempo, avvolte da un’aura d’incantamento”.
Il catalogo e i testi critici esplorano anche il rapporto dell’artista con la dimensione domestica e con le figure femminili del suo nucleo familiare, ricorrenti nella sua iconografia. Tra le opere citate nel percorso figura la grande tavola Mercatino rionale ristrutturato (1999) e interventi scultorei realizzati con materiali e tecniche sperimentali, come un Cristo risorto in lamiera di zinco saldata a stagno datato 1980.
Informazioni pratiche: la mostra è ospitata a La Vaccheria, Via Giovanni L’Eltore 35 (00144) Roma, e rimane aperta dal martedì al giovedì con orario 9:00–13:00 e dal venerdì alla domenica 9:00–19:00 (chiuso il lunedì). Per informazioni è disponibile il numero +39 392 0923625; il sito dell’artista è https://sallustiocosmo.it. Per materiale fotografico è indicato un link a una cartella esterna e sono forniti contatti dell’ufficio stampa.