Un violento terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito nelle prime ore di lunedì 8 giugno il sud delle Filippine, provocando crolli, vittime e centinaia di feriti nell’area di Mindanao. La scossa, registrata alle 7.37 ora locale — l’1.37 in Italia — ha avuto epicentro in mare, al largo della provincia di Sarangani, ed è stata avvertita con forza anche nella zona di General Santos.
Secondo i primi bilanci diffusi dai media internazionali, il sisma ha causato almeno 35 morti e oltre 200 feriti, ma le verifiche sono ancora in corso nelle aree più colpite.
La scossa ha provocato danni estesi a edifici pubblici, abitazioni, scuole e infrastrutture. A General Santos e in diverse aree di Mindanao sono stati segnalati crolli parziali e strutture gravemente lesionate. Il terremoto è avvenuto nel giorno di avvio del nuovo anno scolastico, aumentando la paura tra studenti, insegnanti e famiglie.
Filippine ad alto rischio sismico
Le Filippine si trovano lungo la cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, una delle aree più sismicamente attive del pianeta. Secondo Phivolcs, il terremoto sarebbe collegato ai movimenti della Cotabato Trench, una faglia sottomarina già responsabile in passato di eventi sismici molto violenti.