Mobili e lampade verso il passaporto digitale: tracciabilità e dati ambientali obbligatori

Mobili e lampade si preparano a essere accompagnati da passaporti digitali con dati su materiali, impatti ambientali, riparabilità e riciclo.

 

Il settore dell’arredo e dell’illuminazione si avvia a una profonda trasformazione: cataloghi e schede tecniche lasceranno sempre più spazio a informazioni digitali strutturate che accompagnano il prodotto lungo l’intero ciclo di vita. Secondo un’analisi condotta da Ollum, società italiana specializzata in sostenibilità, mobili, sedute e lampade saranno progressivamente dotati di dati su origine dei materiali, impatti ambientali, durabilità, riparabilità e modalità di recupero a fine vita.

La spinta principale proviene dal quadro normativo europeo: il Regolamento Ecodesign per Prodotti Sostenibili (ESPR) introduce il concetto di Digital Product Passport (DPP), pensato per raccogliere informazioni sulla composizione, l’origine, le prestazioni ambientali, la riparabilità e la riciclabilità dei prodotti. Nel primo piano di lavoro della Commissione Europea i mobili figurano tra le categorie prioritarie per i futuri atti applicativi.

L’analisi segnala che questa novità non modifica solo adempimenti tecnici, ma incide sul modo in cui prodotti e filiere vengono progettati e commercializzati. Informazioni che oggi spesso rimangono disperse tra fornitori, uffici tecnici e documentazione interna dovranno diventare accessibili, aggiornate e verificabili. Tra i dati indicati come rilevanti figurano la provenienza delle materie prime, il contenuto riciclato, gli impatti ambientali associati alla produzione, la possibilità di riparazione, la disponibilità di pezzi di ricambio, la durabilità e le modalità di recupero e riciclo a fine vita.

“Per anni il settore dell’arredo ha competuto principalmente su design, qualità e prestazioni tecniche. Oggi stiamo assistendo alla nascita di una nuova dimensione competitiva: la qualità delle informazioni associate al prodotto”, afferma Davide Treghini, Co-founder di Ollum. “Le aziende che sapranno raccogliere, organizzare e rendere verificabili dati su materiali, impatti ambientali, durabilità e circolarità saranno avvantaggiate non solo dal punto di vista normativo, ma anche commerciale. Il prodotto del futuro dovrà essere bello, funzionale e sostenibile, ma anche trasparente.”

Oltre all’ESPR, l’analisi richiama altri strumenti europei che favoriscono la digitalizzazione delle informazioni sui materiali e sui prodotti impiegati in edilizia: il nuovo Construction Products Regulation (CPR), l’evoluzione della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) e l’inclusione di criteri ambientali negli appalti pubblici. In questo contesto, i produttori dovranno dimostrare non solo la conformità tecnica, ma anche le caratteristiche ambientali dei prodotti lungo l’intero ciclo di vita.

Per affermare la tracciabilità e la trasparenza lungo la filiera non basta adottare soluzioni digitali: è necessario costruire sistemi in grado di raccogliere informazioni affidabili da fornitori e partner. Tra le attività oggi sempre più richieste alle aziende del settore figurano analisi del ciclo di vita (LCA), raccolta strutturata dei dati ambientali, misurazione delle emissioni, valutazione della circolarità, progettazione orientata alla durabilità e alla riparabilità e comunicazione ambientale verificata. Strumenti come le LCA e le Environmental Product Declaration (EPD) consentono rispettivamente di quantificare gli impatti e di comunicarli tramite documenti verificati da organismi indipendenti, mentre le metodologie di EcoDesign aiutano a progettare prodotti più durevoli, riparabili e riciclabili.

Secondo l’analisi, nei prossimi anni una parte crescente del valore di un prodotto potrà essere rappresentata dalla qualità dei dati che lo accompagnano: la capacità di documentare l’origine dei materiali, misurare gli impatti ambientali e dimostrare la circolarità potrebbe diventare un fattore competitivo tanto rilevante quanto il design. Per il settore arredo e illuminazione la sfida sarà trasformare questi dati in strumenti concreti di innovazione, competitività e fiducia lungo tutta la filiera.