A due anni dalla morte di Satnam Singh, la FLAI-CGIL ha presentato il calendario delle “Brigate del Lavoro 2026” insieme ai dati provvisori dell’Osservatorio Placido Rizzotto, che fotografano una situazione critica per i lavoratori agricoli stagionali in Italia.
“Il 19 giugno del 2024 moriva Satnam Singh. Sono passati due anni. I più lo chiamarono incidente, la FLAI ha sempre parlato di omicidio e speriamo che così venga riconosciuto dall’imminente sentenza del primo grado di giudizio del processo. Un essere umano, un lavoratore, trattato alla stregua di un vecchio attrezzo agricolo rotto, da buttare via” afferma Giovanni Mininni, segretario generale della FLAI-CGIL. “Oggi purtroppo poco è cambiato come ci testimonia la tragica recente vicenda di Amendolara. Satnam e tutti gli altri operai agricoli morti ci ricordano che le condizioni di lavoro non dignitose costano vite umane — e che questo non è accettabile.”
La confederazione ricorda di essersi costituita parte civile nei procedimenti relativi alla morte di Satnam e di aver fornito patrocinio legale ai lavoratori vittime di sfruttamento. Per l’incendio di Amendolara la FLAI ha invece prestato protezione, assistenza e tutela legale e sindacale ai due unici sopravvissuti citati dall’organizzazione, Taj Mohammad Alamyar e Hazrat Helal Armani.
I dati dell’Osservatorio, resi noti in occasione del lancio della nuova campagna sindacale di strada, indicano che nel 2024 l’occupazione agricola dipendente stagionale ha superato il milione di lavoratori. L’89,5% degli occupati risulta assunto con contratto a tempo determinato e quasi il 25% della platea è esposto a sacche storiche di sommerso, sfruttamento e caporalato, fino a forme di paraschiavismo.
La componente straniera rappresenta una quota rilevante: il 21% è composto da cittadini della Comunità europea, mentre il 27,6% proviene da Paesi non comunitari (oltre 280 mila persone), con presenze significative di lavoratori originari di Marocco, Albania, India, Bangladesh e Pakistan. Le donne costituiscono il 30,2% della forza lavoro stagionale (circa 310 mila), concentrate per lo più nel Mezzogiorno, dove si registra il 55% della loro presenza.
La distribuzione territoriale evidenzia una forte concentrazione nel Sud e nelle Isole: oltre la metà degli operai agricoli a tempo determinato si trova in queste ripartizioni (491.381 lavoratori, pari al 54,4% del totale). Tra le regioni con il maggior numero di stagionali figurano Puglia (16,8%) e Sicilia (14,9%), mentre a livello provinciale spiccano Foggia (4,5%), Ragusa (3,7%) e Bari (3,6%).
La FLAI segnala inoltre che lo sfruttamento non è un fenomeno circoscritto al Mezzogiorno. “Lo sfruttamento non ha confini geografici, ma risponde alle medesime logiche di compressione dei diritti lungo le filiere agroalimentari, tanto nelle pianure del Settentrione quanto nei campi del Mezzogiorno. Sfruttamento che, ribadiamo, non riguarda unicamente i lavoratori e le lavoratrici di origine straniera, ma anche tantissimi italiani” dichiara Giovanni Mininni.
Per affrontare questa emergenza nazionale, la FLAI ha organizzato le Brigate del Lavoro 2026: una campagna articolata in sei tappe che attraverserà il Paese da Nord a Sud. Il percorso inizierà il 29 giugno da Ravenna e Ferrara; a fine luglio è prevista una tappa speciale a Paestum, in Campania, realizzata con il mondo studentesco; il mese si chiuderà in Lombardia, nella provincia di Mantova. L’autunno porterà le brigate in Piemonte, con appuntamenti nelle province di Torino e Cuneo, seguiti da una nuova tappa in Campania (Caserta). Il tour si concluderà in Calabria, nei territori di Amendolara e Castrovillari.
Le brigate agiranno insieme a strutture territoriali e realtà impegnate nell’insegnamento della lingua italiana, nel supporto legale e nell’accompagnamento ai servizi sociosanitari, oltre che con i presidi della rete di solidarietà. “Per rispondere a questa emergenza nazionale, la Flai lancia la nuova stagione delle ‘Brigate del Lavoro’. Centinaia di attivisti e sindacalisti porteranno tutele, informazioni e diritti direttamente dove i lavoratori e le lavoratrici vivono e lavorano, senza distinzioni di territorio” conclude Mininni.
Oltre alle sei tappe nazionali, le strutture territoriali promuoveranno numerose iniziative collaterali, a dimostrazione della diffusione capillare del modello di sindacato di strada che la FLAI intende consolidare nelle campagne italiane.