La UGL Salute ha segnalato la situazione critica degli specializzandi non medici, indicando come il progressivo impoverimento delle borse di studio e la carenza di programmazione finanziaria stiano mettendo a rischio migliaia di percorsi formativi indispensabili per il servizio sanitario. Tra le professionalità coinvolte il sindacato cita veterinari, biologi, chimici, farmacisti, fisici medici e psicologi, figure che seguono percorsi quadriennali e che spesso devono completare la specializzazione per poter partecipare ai concorsi nelle ASL, negli Istituti Zooprofilattici e nei laboratori ospedalieri.
Secondo la UGL Salute, questi specializzandi affrontano condizioni contrattuali svantaggiate rispetto ai medici: contratti precari, tutele assistenziali limitate e borse di studio insufficienti o assenti impediscono a molti giovani laureati di immatricolarsi per mancanza di coperture economiche. Il sindacato accoglie positivamente l’assegnazione dei fondi per i contratti relativi all’anno accademico 2024-2025, ma avverte che non esistono allo stato risorse programmate per le borse del 2025-2026, una lacuna che rischia di desertificare le file di queste professionalità.
La richiesta avanzata è quella di un cambio di passo a livello governativo e l’apertura di un tavolo di confronto ministeriale per garantire voce, dignità e parità di trattamento a tutte le professioni sanitarie non mediche. La UGL Salute mette in evidenza anche le conseguenze sul funzionamento del servizio sanitario: la mancanza di veterinari comprometterebbe la sicurezza della filiera alimentare e la prevenzione epidemica; l’assenza di biologi e chimici rallenterebbe diagnostica e ricerca; la carenza di farmacisti e fisici medici ostacolerebbe terapie complesse; senza psicologi si indebolirebbe il supporto mentale sul territorio. Le richieste del sindacato sono state illustrate dal Segretario Nazionale Gianluca Giuliano.