Di Marco chiede chiarimenti sulle 42 Case di Comunità in Abruzzo

Di Marco presenta una mozione per chiarire stato e operatività delle 42 Case di Comunità in Abruzzo e chiede dati su personale e cronoprogrammi.

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Il consigliere regionale Antonio Di Marco, vicepresidente della II Commissione, ha presentato una mozione per ottenere dalla Giunta regionale un quadro dettagliato sullo stato di attuazione e sulla piena operatività delle 42 Case di Comunità previste in Abruzzo.

“Non bastano i muri, servono servizi, personale e una vera sanità di prossimità”, afferma Di Marco, che mette in guardia dal rischio che le strutture finanziate con il PNRR restino solo “contenitori vuoti”. “La sanità territoriale non si misura con il numero dei cantieri inaugurati o con le fotografie davanti alle nuove strutture. Si misura sulla capacità concreta di dare risposte alle persone, soprattutto a quelle più fragili. E oggi, purtroppo, il rischio è che le Case di Comunità finanziate con il PNRR si trasformino in contenitori vuoti”, scrive il consigliere richiamando le cifre degli investimenti.

“Parliamo di oltre 213 milioni di euro investiti sulla Missione Salute del PNRR e di quasi 60 milioni destinati alle Case di Comunità”, sottolinea Di Marco, che definisce l’intervento del PNRR «una straordinaria occasione di riforma» solo se accompagnato da risorse umane e organizzative adeguate. Nella mozione si richiede alla Regione dati puntuali sul fabbisogno di personale, sui cronoprogrammi e sul coinvolgimento dei medici di medicina generale, oltre all’individuazione di eventuali criticità che possano compromettere il raggiungimento degli obiettivi del Piano e delle conseguenze correlate.

Secondo il consigliere, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche impongono una modifica del modello assistenziale: “La persona viene prima di tutto. Non può essere costretta a peregrinare tra uffici, distretti sanitari e servizi comunali. Le Case di Comunità devono diventare il luogo della presa in carico multidisciplinare e della prossimità”. Di Marco conclude invitando la politica a invertire la priorità dall’«ospedalocentrismo» verso una rete di servizi di prossimità: “La politica deve avere il coraggio di dire che la sfida non è più costruire muri, ma costruire comunità. E una comunità si costruisce mettendo al centro la persona e garantendo il diritto alla cura vicino ai luoghi di vita delle persone”.