Fulmini e sport: il rischio spesso sottovalutato negli eventi all’aperto

Uno studio su 215 incidenti in oltre 10 anni segnala che il 60% delle vittime era all’aperto; la regola dei 30 minuti resta fondamentale.

 

La sospensione della partita Francia–Iraq a causa di un temporale ha richiamato l’attenzione sulla gestione del rischio legato ai fulmini negli eventi sportivi all’aperto. Secondo l’analisi condotta da Meteorage, esperto europeo nella rilevazione dei fulmini, molti incidenti potrebbero essere previsti e gestiti con protocolli strutturati.

Lo studio, realizzato in collaborazione con la Scuola Nazionale di Meteorologia (Météo‑France, Tolosa) e basato su oltre dieci anni di dati, prende in esame 215 casi di incidenti legati ai fulmini in Europa. Dall’analisi emerge che il 60% delle vittime era impegnato in attività ricreative all’aperto e che l’11% degli eventi si è verificato in stadi o impianti sportivi.

I ricercatori osservano inoltre che la maggior parte dei temporali responsabili di incidenti poteva essere anticipata, in molti casi con oltre 30 minuti di anticipo. Un numero significativo di eventi, però, avviene proprio al momento della ripresa delle attività, quando il temporale sembra attenuarsi e crea un falso senso di sicurezza: per questo motivo la regola dei 30 minuti rimane centrale nelle pratiche di sicurezza.

Negli Stati Uniti, spiegano gli analisti, sono adottati protocolli chiari: le attività vengono sospese non appena vengono rilevati fulmini entro un raggio di circa 13 km e la ripresa è consentita solo dopo 30 minuti senza nuova attività elettrica, con il conteggio che si azzera ad ogni nuovo impatto. Oltre alle regole, negli Usa sono state diffuse campagne di sensibilizzazione come “When Thunder Roars, Go Indoors” e sono stati potenziati sistemi di allerta temporali anche in scuole e luoghi pubblici.

“Queste pratiche si basano su un principio fondamentale: le decisioni non devono basarsi unicamente sulla percezione umana. I segnali visivi o acustici (fulmini visibili, tuoni udibili) sono per natura variabili e talvolta fuorvianti. I messaggi di prevenzione sono efficaci a livello individuale, ma non sono sufficienti per garantire la sicurezza di un gruppo o di un intero stadio. In un contesto collettivo, le decisioni devono basarsi su sistemi di rilevazione dei fulmini precisi e su protocolli definiti in anticipo, al fine di evitare qualsiasi forma di improvvisazione.”, afferma Stéphane Schmitt, esperto di fulmini di Meteorage.

A latitudini europee il rischio è considerato relativamente contenuto, un fattore che può favorire la sottovalutazione della minaccia. Tuttavia, l’analisi sottolinea come incidenti ed esposizioni al rischio esistano e siano spesso legati a una mancanza di anticipazione o consapevolezza.

Meteorage segnala che molte organizzazioni e federazioni europee hanno già integrato protocolli basati su sistemi di rilevazione, monitoraggio e allerta in tempo reale, strumenti che possono supportare decisioni rapide e ridurre l’esposizione di giocatori, personale e pubblico. In questo quadro, la sospensione temporanea delle attività, pur risultando vincolante, rappresenta un compromesso volto a contenere conseguenze potenzialmente gravi.