Non una semplice presentazione editoriale, ma un’occasione di riflessione sul rapporto tra letteratura, memoria e identità collettiva. Al Palazzetto dei Nobili si è svolto il terzo appuntamento del ciclo di incontri promosso dal Premio Letterario Internazionale L’Aquila – BPER Banca, inserito nel programma che celebra i venticinque anni della manifestazione e dedicato alla figura di Laudomia Bonanni.
Al centro dell’incontro il saggio “In difesa delle imputate”, pubblicato da Solfanelli, nel quale la scrittrice Patrizia Tocci propone una lettura inedita dell’universo narrativo bonanniano partendo da tre figure femminili che attraversano la sua opera: Anna, Linda e La Rossa. Personaggi diversi tra loro ma accomunati da un destino segnato dalla sofferenza, dal giudizio degli altri e dalle ferite lasciate dalla storia.
Più che raccontare tre protagoniste, il volume mette in luce il modo in cui Laudomia Bonanni abbia saputo dare voce alle donne quando ancora la loro esperienza faticava a trovare spazio nella narrativa italiana. Le sue pagine restituiscono una realtà fatta di conflitti interiori, emarginazione e desiderio di riscatto, offrendo ancora oggi spunti di straordinaria attualità.
Nel corso del confronto con il pubblico, Patrizia Tocci ha posto l’attenzione anche sul legame profondo tra la scrittrice e il capoluogo abruzzese, spiegando come L’Aquila non rappresenti soltanto il luogo in cui sono ambientate molte delle sue storie, ma diventi una componente essenziale della sua scrittura.
«La scrittrice è metafora di una città e la città è la scenografia della sua opera», ha osservato l’autrice, ricordando come ogni romanzo di Bonanni conservi un filo diretto con il territorio che l’ha ispirata. Da qui la proposta di immaginare un percorso culturale permanente dedicato alla scrittrice, capace di trasformarne l’eredità letteraria in un patrimonio condiviso e in una risorsa per la città. «La ricchezza culturale paga», ha aggiunto, definendo Laudomia Bonanni «uno stemma per L’Aquila».
A dialogare con Patrizia Tocci sono stati Stefania Pezzopane, presidente della Giuria del Premio Bonanni, Gianfranco Giustizieri e Maria Elena Cialente, protagonisti di un confronto che ha evidenziato l’attualità della produzione bonanniana e il ruolo della letteratura nel raccontare le trasformazioni della società.
Nel suo intervento conclusivo, Pezzopane ha sottolineato come il saggio riesca a restituire centralità alle donne dei romanzi di Bonanni, ricordando che dietro le loro vicende il vero protagonista è il dramma della guerra. «Il vero imputato non sono loro – ha affermato – ma la violenza del conflitto, capace di spezzare vite e destini». Un invito a rileggere l’opera della scrittrice aquilana superando i giudizi e riconoscendo la forza umana delle sue protagoniste.
A chiudere l’iniziativa sono state le letture di Adriano Sabatini, che hanno riportato in sala la potenza narrativa di Laudomia Bonanni, accompagnando il pubblico in un viaggio tra memoria, letteratura e coscienza civile.
L’incontro ha confermato la volontà del Premio Bonanni di affiancare alla storica competizione letteraria un percorso di approfondimento culturale che valorizzi il patrimonio lasciato dalla scrittrice aquilana e ne rinnovi il dialogo con il presente.