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La trentesima edizione dell’Umbria Film Festival prosegue giovedì 16 luglio con un programma che spazia dall’inclusione sociale alla narrazione dei conflitti. Dopo la cerimonia di apertura dedicata a San Francesco e la consegna delle Chiavi della Città a Elio Germano, il festival punta l’attenzione su accessibilità, cinema di prossimità e vite sotto assedio, proponendo una serie di incontri e proiezioni gratuite senza necessità di prenotazione. La giornata si articola in tre momenti distinti, distribuiti tra Cinema Ed Lewis, Teatro San Fedele e Piazza Fortebraccio a Montone. Alle 11:00, Cinema Ed Lewis ospita ‘Oltre la visione: accessibilità, cultura e inclusione’, un incontro curato dalle associazioni CO.FA.D. e Atlante Servizi Culturali, volto a esplorare il rapporto tra disabilità e fruizione culturale, ribadendo la vocazione del festival a costruire un’esperienza cinematografica aperta a pubblici diversi. Nel pomeriggio, alle 18:30, il Teatro San Fedele torna a ospitare ShortsUp, il concorso internazionale di cortometraggi rivolto al pubblico giovane. La seconda selezione propone titoli come ‘The Cowboy’, ‘Il nemico’, ‘Backstreet Birds’, ‘Aller et retour’, ‘Full Nest’, ‘Scuritate’ e ‘First Flight’, seguiti da un dibattito con i registi. La serata, alle 21:15 in Piazza Fortebraccio, è dedicata alla sezione ‘The Square: film sotto le stelle’ e si concentra sulla quotidianità nei territori di guerra. Apre le danze ‘Everyday in Gaza’ di Omar Rammal, cortometraggio che racconta la resilienza della famiglia Farra e di Wafa, impegnata nella cura di bambini vulnerabili, restituendo un’immagine di dignità e legami comunitari in condizioni estreme. A seguire, la proiezione di ‘Chronicles from the Siege’ di Abdallah Al-Khatib, presente a Montone per incontrare il pubblico. Nato nel 1989 nel campo profughi di Yarmouk a Damasco, il regista palestinese-siriano ha documentato la vita assediata tra il 2011 e il 2015, materiale poi utilizzato per ‘Little Palestine, Diary of a Siege’. Con il suo nuovo film, Al-Khatib passa alla finzione mantenendo al centro la guerra, lo sfollamento e la memoria. Ambientato in una città senza nome sotto assedio, il film intreccia cinque storie di civili costretti a confrontarsi con la scarsità di risorse e la perdita della normalità. Il lungometraggio, presentato nella sezione Perspectives del Festival di Berlino 2026, ha ricevuto il GWFF Best First Feature Award.