La popolazione di orso bruno marsicano nell’Appennino centrale mostra segni di ripresa, con una nuova stima che porta il numero degli esemplari a 81. Il dato, che include 43 femmine e 38 maschi, è stato presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e rappresenta un incremento significativo rispetto ai 50 individui censiti nel 2014. Questo aumento numerico, unito all’espansione dell’areale di distribuzione, è considerato un indicatore positivo per il futuro della specie, definita il plantigrado più raro d’Europa.
Lo studio ha utilizzato nuovi protocolli di campionamento sviluppati da Ispra e dall’Università La Sapienza di Roma, permettendo di indagare anche le zone periferiche non considerate nelle rilevazioni precedenti. Nell’area centrale, che comprende il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e le zone contigue, la popolazione appare stabile con un lieve incremento da 51 a 56 orsi, suggerendo una densità elevata prossima alla saturazione. I segnali più incoraggianti provengono invece dalle aree periferiche, dove le segnalazioni sono aumentate negli ultimi anni.
La Val Roveto a ovest e le aree a est, come la Riserva Regionale del Monte Genzana e l’Oasi WWF Gole del Sagittario, hanno registrato una presenza stabile con buone densità. A conferma di questo fenomeno, nelle Gole del Sagittario sono state riprese da fototrappole almeno cinque individui diversi nell’ultimo anno. Numeri positivi si registrano anche nel complesso Simbruini-Ernici, nel Parco Nazionale della Maiella e nel Parco Regionale del Sirente-Velino, sebbene con densità inferiori rispetto al nucleo storico.
Nelle zone di nuova espansione il rapporto tra i sessi è ancora sbilanciato a favore dei maschi, tipici dei primi colonizzatori, ma sono già state osservate le prime riproduzioni femminili. Gli sforzi di conservazione, che hanno visto il WWF Italia in prima linea, iniziano a dare frutti concreti. La sfida principale per la specie si sposta ora fuori dalle aree protette tradizionali, richiedendo interventi per migliorare la connettività ambientale e ridurre la mortalità di origine umana.
Il WWF Italia ha contribuito a questi risultati attraverso la campagna Orso 2×50 e il progetto Life Arcprom, terminato nel 2025, focalizzandosi sull’accettazione sociale e sulla mitigazione dei conflitti. L’associazione intende mantenere alta l’attenzione sul territorio con attività di sensibilizzazione e distribuzione di recinti elettrificati per allevatori e apicoltori. In programma sono inoltre nuovi campi famiglia nelle Gole del Sagittario e il Tour della coesistenza uomo-orso nella Maiella a inizio agosto.