Desertificazione bancaria in Abruzzo: l’indice di insoddisfazione al 94%

Rapporto Uilca: in Abruzzo il 94,2% è insoddisfatto per le chiusure. Dal 2020 calano del 21% le filiali, con 164.933 cittadini senza sportelli.

 

La chiusura progressiva degli sportelli bancari in Abruzzo sta accelerando, con un impatto significativo sulla popolazione e sull’economia locale. Secondo il terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, intitolato “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, il 94,2% degli intervistati nella regione esprime insoddisfazione per la riduzione o la totale assenza di filiali nel proprio comune. Il dato evidenzia come la semplice presenza di un bancomat non sia in grado di sostituire il rapporto umano e il presidio territoriale garantito dalle banche fisiche.

I dati demoscopici, condotti dall’istituto di ricerca Lab21.01 con metodologia CATI e CAWI, mostrano una criticità strutturale che va oltre la mera comodità d’uso, toccando temi sociali più ampi come lo spopolamento e la vulnerabilità ai reati finanziari. Dal 2020 al 2025, il numero di comuni serviti da banche in Abruzzo è sceso da 147 a 118, con una diminuzione del 19,7%. Nello stesso periodo, le filiali attive sono passate da 496 a 392, registrando un calo del 21%.

Ad oggi, 164.933 cittadini risiedono in aree prive di qualsiasi sportello bancario, con una media di due chiusure mensili nel periodo considerato. Il rapporto introduce tre focus tematici specifici per l’anno in corso: spopolamento, truffe informatiche e rischio usura. Per l’84,9% degli intervistati in Abruzzo, la chiusura delle filiali rappresenta un fattore di marginalizzazione del territorio, mentre l’83,2% ritiene che la sostituzione degli sportelli con servizi digitali basati sull’intelligenza artificiale aumenti la vulnerabilità alle truffe.

Inoltre, l’81,2% dei rispondenti collega la scomparsa delle filiali al diffondersi dell’usura. La consapevolezza del fenomeno è cresciuta, con il 56,2% degli intervistati che ha acquisito informazioni attraverso i media e il 9% grazie alle campagne di sensibilizzazione promosse da Uilca. Fulvio Furlan, segretario generale Uilca, ha sottolineato che dietro ogni sportello chiuso vi sono anziani con difficoltà nel prelevare la pensione, piccoli imprenditori costretti a lunghi spostamenti e famiglie che perdono un punto di riferimento.

Furlan ha richiesto l’attivazione di Osservatori Regionali con la partecipazione di parti politiche, sindacati, Abi e banche per monitorare le chiusure e tutelare l’occupazione. Maurizio D’Antonio, segretario generale Uilca Abruzzo Molise, ha aggiunto che, sebbene l’Osservatorio regionale sia attivo e si riunisca con le forze politiche, manca ancora il dialogo con le grandi banche presenti in regione, senza il quale risulta arduo invertire la tendenza alla chiusura degli sportelli.