WWF: incendi 2026 +133% in Italia, richiesta sospensione caccia a settembre

WWF: in Italia gli incendi 2026 +133% sulla media ventennale. Report: 70.000 ettari bruciati, richiesta sospensione caccia a settembre.

Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.

L’estate 2026 si conferma un anno critico per gli incendi boschivi in Italia, con un aumento del 133% degli ettari bruciati rispetto alla media degli ultimi vent’anni. Secondo il nuovo report del WWF Italia, intitolato “È stata la mano dell’uomo. Cambiare strategia per prevenire gli incendi estremi”, i roghi hanno interessato circa 70.000 ettari nel Paese, colpendo quasi un terzo delle aree protette.

La situazione è particolarmente grave in Abruzzo, regione che dopo i drammatici anni del 2017 e del 2021 registra nuovi incendi di grandi dimensioni. Il rogo scoppiato a Lucoli il 22 luglio si è esteso verso Roio e Bagno per circa 1.200 ettari, mentre altre zone colpite includono Rocca di Mezzo, Pescina, Collarmele, il Pescarese e la periferia di Chieti. A livello continentale, l’Europa ha già registrato la combustione di circa 435.000 ettari, un dato che supera di 100.000 unità le superfici bruciate nello stesso periodo del 2025.

Il bollettino climatico di Copernicus sottolinea come l’Europa abbia appena vissuto il bimestre giugno-luglio più caldo mai registrato, con luglio 2026 che si conferma il mese più caldo di sempre a livello globale. In questo scenario, il WWF Italia ha inviato una nota alle Regioni per chiedere la sospensione dell’attività venatoria a settembre, evidenziando come le eccezionali condizioni climatiche stiano mettendo sotto pressione fauna ed ecosistemi. Francesco Cerasoli, presidente del WWF Abruzzo, ha dichiarato: “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è oggi espressamente tutelata, con la biodiversità tutta, dall’articolo 9 della Costituzione.

In una fase caratterizzata da ondate di calore durature e intense, che provocano siccità persistente e incendi diffusi, consentire il regolare svolgimento dell’attività venatoria a partire da settembre rischia di aggravare ulteriormente una situazione già estremamente critica per molte specie”. L’organizzazione ricorda che l’articolo 19 della legge 157/1992 attribuisce alle Regioni il potere di vietare o ridurre la caccia in presenza di particolari condizioni ambientali o climatiche. Il WWF chiede quindi alla Regione Abruzzo, come già fatto con altre Regioni, l’apertura di istruttorie tecnico-scientifiche sugli effetti della crisi climatica sulla fauna e, nelle more, provvedimenti cautelativi per la sospensione della caccia a settembre.

Il report del WWF individua dieci priorità per le istituzioni, tra cui aumentare gli investimenti nella prevenzione, rafforzare il coordinamento tra enti, migliorare il monitoraggio del rischio e integrare la prevenzione nelle politiche di adattamento al cambiamento climatico.