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La protesta studentesca in Francia si intensifica, con numerosi istituti scolastici bloccati in tutto il Paese. La tensione è particolarmente alta a Marsiglia, dove la Région Paca (Provence Alpes Cote d’Azur) ha denunciato gravi incidenti davanti al Lycée Victor Hugo. Secondo l’autorità regionale, ”il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’équipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina ”.
Sempre nella città portuale, un camion dei pompieri è stato accerchiato e incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry, come riportato da Le Figaro . La mobilitazione sta estendendo la sua portata anche al mondo universitario, con almeno 30 atenei bloccati, tra cui quelli di Strasburgo, Poitiers, Nanterre e Montpellier. A Parigi, le proteste hanno impedito il regolare svolgimento delle attività in almeno 14 scuole, mentre scontri si sono verificati a Pantin, alle porte della capitale.
A Nizza, gli studenti si sono radunati davanti al liceo Albert-Calmette, mentre a Lione la contestazione si è concentrata davanti all’Ampère. A Nantes, il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio durante la mobilitazione, che richiede più risorse per l’istruzione. I trasporti pubblici sono stati interrotti e, secondo testimoni citati da Le Figaro , la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere la folla.
I liceali denunciano carenze strutturali, ritmi scolastici eccessivi e contestano il meccanismo di accesso all’università. Dall’inizio delle proteste, 625 persone sono state arrestate e si contano oltre 119 feriti tra studenti e dipendenti scolastici, oltre a 83 agenti delle forze dell’ordine. L’Ispettorato di polizia ha avviato tre indagini per il ferimento di studenti a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-L’Aumône (Val-d’Oise) e Tours.
A Tours, un giovane è rimasto gravemente ferito alla testa; secondo il procuratore, le lesioni sono ” compatibili ” con un colpo di Lbd (lanciatore di proiettili di difesa). La polemica politica continua dopo le dichiarazioni del sindaco de La France Insoumise di Saint Denis, Bally Bagayok o, il quale ha affermato che ”la violenza, a un certo punto, può essere legittima” e ha confermato le sue parole.





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