Il settore agricolo italiano registra una media di oltre 130 decessi l’anno, con quasi tre morti su quattro causate da ribaltamenti o schiacciamenti. Per affrontare questa criticità, Federacma ha presentato al CNEL un piano strutturale che prevede un investimento di 350 milioni di euro in cinque anni per la rottamazione dei mezzi più obsoleti e 25 milioni annui per l’ammodernamento di quelli ancora recuperabili. L’iniziativa mira a intervenire su un parco macchine che conta circa 2,15 milioni di trattori, di cui 1,2 milioni privi di cinture di sicurezza e 670 mila senza sistemi anti-ribaltamento.
La strategia proposta include anche la formazione di una rete qualificata di officine, con l’obiettivo di raggiungere almeno 500 strutture certificate, partendo dai 300 tecnici già formati nelle precedenti collaborazioni con l’INAIL. Durante i lavori, il vicepresidente del CNEL Claudio Risso ha sottolineato l’importanza di rendere la sicurezza accessibile anche alle piccole imprese e alle aree interne, puntando su rinnovo del parco macchine e responsabilità chiare lungo la filiera. Il presidente di Federacma, Andrea Borio, ha definito la sicurezza delle macchine agricole una questione che riguarda vite umane, richiedendo una strategia integrata che unisca prevenzione, controlli e sostenibilità economica.
I dati del Centro Studi Federacma, elaborati su fonti stampa per il periodo 2023-2026, indicano una media di 132 decessi annui, di cui circa 97 riconducibili a incidenti da ribaltamento o schiacciamento. Alla tavola rotonda hanno partecipato rappresentanti di CIA-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Legacoop, AGCI, FederUnacoma, CAI Agromec e UNCAI, insieme a dirigenti di INPS e INAIL. Federacma ha inoltre sollecitato il completamento del quadro attuativo per le revisioni, proponendo un tavolo permanente di coordinamento tra MASAF, Ministero del Lavoro, MIT, INAIL e ISMEA per evitare che la procedura diventi un mero adempimento burocratico.





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