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La Confederazione generale del lavoro (Cgt) stima in 450mila i manifestanti scesi in piazza in tutta la Francia per la terza giornata di mobilitazioni studentesche. Il ministero dell’Interno ha invece rilevato la partecipazione di 86mila persone nelle manifestazioni tenutesi nella mattinata di martedì 6 ottobre. Il premier Sébastien Lecornu ha annunciato la sospensione delle lezioni nelle scuole superiori fino a fine settimana, con l’obiettivo di organizzare un momento di democrazia interna.

Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha precisato che gli orari scolastici saranno completamente flessibili per consentire a ogni gruppo dirigente e a ogni preside di dedicarsi a un momento di democrazia interna all’interno del liceo. A Parigi, il corteo partito da Place de la République in direzione di Place de la Nation ha visto la partecipazione di 100mila persone. Prima degli scontri, la manifestazione si era svolta pacificamente.

Tensioni con le forze dell’ordine sono esplose in Place de la Nation, dove uomini vestiti di nero e incappucciati hanno lanciato petardi e fumogeni. Gli agenti hanno risposto con i gas lacrimogeni. Disordini si sono verificati anche a Rennes, dove la situazione si è fatta improvvisamente tesa in Place Charles-de-Gaulle.

Le forze dell’ordine hanno fronteggiato giovani vestiti di nero, avvolti in una nube di lacrimogeni. A Lione, la manifestazione ha registrato momenti di tensione in Place Guichard, dove un rogo appiccato nel mezzo della strada ha bloccato i manifestanti. Il leader de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, presente al corteo parigino, ha dichiarato: “State facendo una cosa incredibile e non ve ne rendete conto – ha detto Mélenchon -.È il movimento giovanile più potente che si sia visto negli ultimi 50 anni e nessuno può dire che avete torto, perché avete ragione. Siate prudenti”. Il segretario del Partito socialista, Olivier Faure, ha commentato l’intervento della polizia affermando: “Quando il futuro si presenta alle nostre porte non bisogna aspettarlo con un manganello”.

Lecornu ha riferito che sono 215 gli studenti feriti dall’inizio delle mobilitazioni a metà settembre. Il premier ha inoltre evocato il ferimento di 85 dipendenti dell’Istruzione pubblica, definendo il bilancio il più grave degli ultimi decenni per l’istruzione pubblica in termini di numero di dipendenti pubblici feriti. Lecornu ha denunciato una banalizzazione della violenza che non è accettabile.

Secondo il capo del governo, sono 715 tra gendarmi e poliziotti i membri delle forze dell’ordine feriti durante le dimostrazioni, molti dei quali hanno subito insulti e intimidazioni.