L’estate 2026 ha segnato una svolta nelle pratiche vitivinicole del gruppo Fantini Wines, che ha avviato la vendemmia fino a tre settimane prima rispetto all’anno precedente. Questa decisione strategica, dettata da un’estate caratterizzata da ondate di calore e siccità prolungata, ha permesso di preservare il profilo aromatico dei vitigni e di garantire uve sane e di alta qualità tecnica. Il team di enologi e agronomi dell’azienda ha gestito le condizioni climatiche estreme con precisione, ottimizzando i tempi di raccolta per massimizzare il potenziale dei vini bianchi e rossi.

Giulia Sciotti, marketing manager del gruppo, ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineando come la bravura del team emerga proprio nelle annate più difficili, dove la scelta delle date di vendemmia e delle tecniche di vinificazione diventa cruciale. L’enologo capo Dennis Verdecchia ha confermato che la qualità è stata eccezionale, con una raccolta da record che lascia presagire un 2027 di successo sui mercati internazionali. Per i vini bianchi, le varietà come Grillo, Greco, Fiano, Falanghina, Pecorino, Trebbiano e Pinot Grigio hanno mantenuto freschezza ed espressione aromatica grazie alle raccolte tempestive.

I rossi, al contrario, hanno beneficiato delle condizioni calde, sviluppando maggiore maturità, concentrazione e struttura. In Abruzzo, il Pecorino ha conservato acidità e freschezza, mentre il Montepulciano ha mostrato una forte concentrazione e maturità fenolica, con differenze qualitative evidenti tra le diverse parcelle. In Basilicata, l’Aglianico ha raggiunto un’eccellente maturità fenolica, e il progetto “Traminer in purezza” della linea Popoli ha trovato un terreno fertile per valorizzare le sue caratteristiche varietali.

In Campania, il Greco di Tufo ha evidenziato struttura e mineralità, mentre la Falanghina ha offerto un eccellente profilo aromatico e di freschezza. In Puglia, nella zona di Sava, il Primitivo ha mostrato una buona maturità zuccherina e fenolica, producendo vini strutturati e intensi. In Sardegna, il Vermentino ha mantenuto freschezza grazie alla tecnica di non rimozione delle foglie, mentre il Cannonau e il Monica hanno espresso struttura e morbidezza.

In Sicilia, il Grillo e il Nero d’Avola hanno beneficiato della raccolta anticipata, preservando freschezza e sviluppando rispettivamente equilibrio aromatico e intensità. In Toscana, sei ondate di calore sono state mitigate da piogge nei momenti critici, permettendo una vendemmia di inizio settembre con uve sane e un eccellente rapporto tra zuccheri e acidità. Anche in Spagna, ad Almansa, la raccolta anticipata ha favorito il Verdejo, mentre Garnacha Tintorera e Monastrell hanno raggiunto una maturazione soddisfacente con elevata concentrazione.