Il dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale nelle aziende italiane si è spostato da una mera questione di infrastruttura a una riflessione sul metodo organizzativo. Al centro del confronto, svoltosi nell’ambito di Wave by Vento, c’è il paradosso generato dalla tecnologia: sebbene l’AI permetta di comprimere in pochi minuti attività che richiedevano mesi, questa velocità non si traduce automaticamente in un miglioramento della qualità del lavoro finale. Di conseguenza, le imprese si trovano di fronte a una scelta strategica fondamentale: utilizzare il tempo recuperato per aumentare i volumi di produzione o per elevare la qualità dei processi.
Questo scenario sposta il focus dalla competizione sui modelli più grandi e sui data center più potenti verso una domanda di posizionamento: come investire le competenze umane quando l’esecuzione tecnica diventa economicamente accessibile. La questione riguarda quindi la strategia e il posizionamento aziendale, andando oltre la semplice metrica di produttività. Il confronto ha visto protagonisti Paolo Bonetti, fondatore di Vibe Generation, e il divulgatore scientifico Adrian Fartade.
Bonetti ha rappresentato la prospettiva imprenditoriale, sostenendo una proposta per la competitività italiana basata su design, manifattura e cultura, piuttosto che sulla sola scala computazionale. Fartade ha invece ampliato la visione, riportando il tema alla capacità delle società di comprendere e utilizzare le tecnologie disponibili, offrendo una lettura storica che trascende il perimetro strettamente aziendale. Paolo Bonetti, ingegnere gestionale e imprenditore digitale, è noto per essere l’autore di Dentro la Rivoluzione Artificiale, opera in cui sviluppa il concetto di Ibridocene.
La sua società, Vibe Generation, parte del gruppo Hybrid Digital Consultancy, si occupa dell’integrazione tra competenze umane, strumenti di intelligenza artificiale e processi aziendali. Adrian Fartade, autore e divulgatore, racconta astronomia e storia della scienza attraverso video, libri e incontri pubblici.





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