Donald Trump ha confermato ufficialmente che l’esecuzione di Nidal Hasan, responsabile della strage di Fort Hood, non verrà trasmessa in diretta streaming. La decisione è stata comunicata dal presidente statunitense attraverso il suo social network Truth, chiarendo una situazione che da alcuni giorni alimentava speculazioni e dibattiti politici negli Stati Uniti. Trump ha specificato che, sebbene la diretta sia esclusa, i familiari più stretti delle vittime avranno la possibilità di assistere fisicamente all’evento, se lo desidereranno, in quanto meritano di vedere la giustizia in azione.

Il presidente ha descritto Hasan come un uomo malvagio e spregevole, definendolo un traditore che ha ucciso 13 persone, tra cui una soldatessa incinta morta insieme al figlio in grembo, e ne ha ferite gravemente altre 32. Secondo quanto riportato dal portale Axios, Trump aveva iniziato a nutrire dubbi sulla trasmissione in diretta dopo essere stato sommerso da pareri negativi da parte di membri del Congresso e dei suoi consiglieri. Nonostante ciò, il presidente ha ammesso che la diretta avrebbe potuto rappresentare un forte deterrente per mostrare al mondo come l’America affronta i terroristi, ma ha riconosciuto che molte persone in buona fede preferirebbero non assistere alla morte di Hasan.

La scelta di Trump segue una lettera firmata da 72 generali, ammiragli e altri alti ufficiali militari Usa in pensione, che chiedevano di impedire questo barbaro abuso di potere per evitare di trasformare Hasan in un martire. La strage di Fort Hood si è verificata a novembre 2009 nella base militare in Texas, quando Nidal Malik Hasan, allora psichiatra militare di origine palestinese, aprì il fuoco contro i soldati in un edificio di supporto medico, causando 13 morti e oltre 30 feriti prima di essere immobilizzato dalla polizia.