In occasione della Giornata mondiale contro l’ictus, fissata per il 29 ottobre, il focus si sposta sulla fase successiva al primo evento cerebrovascolare. L’obiettivo principale è garantire il recupero della qualità della vita e ridurre il rischio di nuove crisi. I dati del Ministero della Salute indicano circa 90.000 ricoveri annuali in Italia, di cui il 20% dovuto a recidive.

Uno studio pubblicato sullo European Stroke Journal ha stimato il costo complessivo della malattia a circa 6,9 miliardi di euro nel 2017, includendo spesa sanitaria, sociale e perdita di produttività. L’ictus rappresenta una delle principali cause di disabilità e morte, con ripercussioni significative sull’autonomia e sulla partecipazione sociale e lavorativa dei pazienti. La gestione richiede un approccio integrato che vada dal controllo dei fattori di rischio all’emergenza, fino alla riabilitazione e all’assistenza a lungo termine.

È cruciale rafforzare il collegamento tra emergenza territoriale, Stroke Unit e centri di riferimento per garantire cure tempestive e ridurre le disuguaglianze tra i diversi territori. Dopo la fase acuta, permane un rischio residuo di nuovi eventi, rendendo fondamentale la continuità nella presa in carico, l’aderenza alle terapie e il monitoraggio costante. La prevenzione secondaria deve essere considerata parte integrante del percorso di cura, attraverso una collaborazione strutturata tra specialisti, medicina generale e territorio.

I caregiver, che affrontano un carico assistenziale, emotivo ed economico rilevante, necessitano di supporto, così come i pazienti devono essere in grado di riconoscere rapidamente i sintomi per attivare i soccorsi in caso di un secondo attacco. La senatrice Giusy Versace ha promosso una mozione per definire entro sei mesi priorità attuative, fabbisogni e strumenti di finanziamento. La mozione prevede il monitoraggio dell’intero percorso con il supporto di Agenas e Iss, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze territoriali.

In un evento organizzato da Motore Sanità, intitolato ‘Ictus oltre l’acuto prevenire il primo evento e le recidive. L’impegno delle istituzioni per una presa in carico continua’, sono intervenuti massimi esperti nazionali. L’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo incondizionato di Bayer Italia.

Giusy Versace ha sottolineato l’importanza di riportare le persone al centro del confronto, ricordando che dietro la parola ‘ictus’ ci sono vite che cambiano all’improvviso e famiglie che si riorganizzano. Ha auspicato una riflessione sulla continuità delle cure e sul sostegno alle famiglie, affinché tornare alla propria vita e ai propri affetti sia l’orizzonte di ogni percorso di cura. Andrea Vianello, Presidente di A.L. I. Ce.Italia Odv, ha evidenziato come il primo obiettivo sia salvare la vita, ma sia fondamentale evitare che l’evento si ripeta. Un secondo ictus può compromettere ulteriormente l’autonomia e la qualità della vita, con conseguenze profonde per i familiari e i caregiver. Vianello ha chiesto che la prevenzione delle recidive diventi una componente concreta e continuativa del percorso di cura, accessibile a tutti indipendentemente dal luogo di residenza.

Paola Santalucia, Presidente ISA-AII, ha sostenuto che l’ictus richiede attenzione anche dopo la fase acuta con una gestione continuativa. La prevenzione delle recidive deve iniziare durante la presa in carico del primo evento e proseguire nel tempo con strategie personalizzate. È necessario identificare le cause, intervenire sui fattori di rischio modificabili e garantire l’appropriatezza delle terapie e il monitoraggio nel follow-up.

Questo approccio multidisciplinare richiede una collaborazione strutturata tra ospedale e territorio e il coinvolgimento attivo del paziente. Ridurre il rischio di un nuovo evento cerebrovascolare significa migliorare gli esiti individuali e limitare il carico di disabilità sull’intero sistema sanitario. Fausto Galanti, Chapter Head Market Access, Tenders, Public & Regulatory Affairs di Bayer Italia, ha ricordato che l’ictus è la prima causa di invalidità in Italia secondo i dati del Ministero della Salute.

Per Galanti, la prevenzione significa evitare sia l’insorgenza di un primo evento sia quella di una recidiva. Ha sottolineato come circa un ricovero su cinque sia legato a una recidiva, dimostrando la necessità di garantire continuità di cura, aderenza alle terapie e monitoraggio. Bayer Italia si impegna a contribuire allo sviluppo di evidenze solide e a favorire un accesso equo alle innovazioni di comprovato beneficio, per permettere a più persone di ridurre il rischio di nuovi eventi e preservare la propria autonomia.