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	<title>Rubriche Gloria Capuano Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Egitto. Noury (Amnesty ): &#8220;Rinvio senza motivi, Zaki resta in limbo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 11:31:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; il terzo rinvio che cade il 6 aprile nella vicenda giudiziaria di Patrick Zaki, che porterà la sua privazione completa della libertà a oltre 24 mesi&#8221;. Questo il commento per l&#8217;agenzia Dire del portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, dopo la notizia del rinvio al 6 aprile dell&#8217;udienza del processo al ricercatore del master [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/02/01/egitto-noury-amnesty-rinvio-senza-motivi-zaki-resta-in-limbo/">Egitto. Noury (Amnesty ): &#8220;Rinvio senza motivi, Zaki resta in limbo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;E&#8217; il terzo rinvio che cade il 6 aprile nella vicenda giudiziaria di Patrick Zaki, che porterà la sua privazione completa della libertà a oltre 24 mesi&#8221;. Questo il commento per l&#8217;agenzia Dire del portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, dopo la notizia del rinvio al 6 aprile dell&#8217;udienza del processo al ricercatore del master &#8216;Gemma&#8217; di Bologna per un articolo pubblicato nel 2018, di cui deve rispondere delle accuse di diffusione di false notizie in patria e all&#8217;estero. &#8220;In tanti speravamo che oggi fosse l&#8217;ultima udienza&#8221; continua Noury, &#8220;e non è chiaro il motivo di questo rinvio, ma possiamo immaginare l&#8217;intento di prolungare il limbo in cui Patrick è costretto a stare dal febbraio del 2020. Di certo, è un altro periodo di tempo che separa Patrick dal suo desiderio legittimo e sacrosanto di riprendere una vita normale. Continueremo a stargli vicino, a tenere alta l&#8217;attenzione. Speriamo che questo periodo- evidenzia il portavoce- sia tranquillo e che possa continuare a studiare. Gli auguriamo di essere sereno, compatibilmente con la comprensibile amarezza che starà provando in questo momento, e continueremo a svolgere tutte le iniziative necessarie per assicurare la sua libertà definitiva e completa&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/02/01/egitto-noury-amnesty-rinvio-senza-motivi-zaki-resta-in-limbo/">Egitto. Noury (Amnesty ): &#8220;Rinvio senza motivi, Zaki resta in limbo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ancora proposte per ritirare la patente agli ottantenni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2014 19:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2014/12/26/ancora-proposte-per-ritirare-la-patente-agli-ottantenni/">Ancora proposte per ritirare la patente agli ottantenni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2014/12/patente.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-79186" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2014/12/patente.jpeg" alt="patente" width="650" height="365" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2014/12/patente.jpeg 650w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2014/12/patente-156x88.jpeg 156w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2014/12/patente-300x168.jpeg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2014/12/patente-195x110.jpeg 195w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2014/12/patente-468x263.jpeg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2014/12/patente-400x225.jpeg 400w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/01/riflessioni-patente.jpg"><br />
</a><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2013/09/patente.jpg"><br />
</a>Nella proposta riportata su Autoblog in data 16/12/2014 è riportato anche che, su alcune ricerche del 2012, si vedrebbe che sono calati gli incidenti per tutte le fasce di età, ma non per la fascia 80-84 e 85-89. Attribuendo, erroneamente, il numero di decessi di quelle fasce di età ai guidatori anziani. Quella ricerca però, (la ricerca del 2012 dell’Università di Roma Tor Vergata, rintracciabile su internet e allegata alla presente), riporta tali dati statistici, ma riferiti alle persone decedute, senza precisare che si tratti di guidatori, ma solo di numero di persone decedute in incidenti stradali, quindi riferita a tutti i soggetti deceduti, al limite anche pedoni. <strong>Ciò oltre ad essere indicato chiaramente sotto il grafico</strong> (grafico 7 della ricerca qui allegata, rettangolo blu per i maschi e rettangolo grigio per le femmine), <strong>si deduce</strong> per chi ancora non fosse convinto, <strong>dal fatto che sono riportati anche i dati riferiti alle fasce di età :  0-4 , 5-9, </strong><strong>10-14,  15-19  etc. di 4 in 4 anni (fino a 95-99). </strong></p>
<p>Poiché, purtroppo, ci sono vittime anche nelle fasce di età :   0-4 , 5-9, 10-14 , 15-19   è evidente che <strong>almeno</strong> <strong>le prime due fasce di età ( 0-4, 5-9), non sono certamente guidatori</strong>, ma solo vittime, come anche quelli delle fasce di età superiori ( possono essere vittime e guidatori, ma non solo guidatori).  Tra l’altro <strong>è il caso di osservare che le fasce di aumento</strong> (ribadisco di vittime, non solo guidatori perché la tabella indica le vittime come ho spiegato sopra) <strong>non riguardano i maschi</strong>, ma solo le femmine <strong>. Anzi i maschi deceduti sono comunque meno che nelle fasce di età da 15-19 a 50-54</strong>, c’è   una ulteriore riduzione (di deceduti maschi) nella fasce di età da 55-59 a 65-69, <strong>ma il successivo relativo</strong> <strong>aumento (dei deceduti maschi nelle fasce di età da 70-74 a 80-84)) resta sempre sotto le fasce di età da 15-19 a 50-54</strong>, poi <strong>dopo, dagli 85-89 per i maschi già crolla al di sotto delle fasce di età da 15-19 in poi</strong>, e per <strong>le femmine dagli 85-89 scende solo al di sotto delle fasce di età fino a 50-54</strong>, e <strong>crolla poi, dai 90-94</strong> <strong>anche per le femmine  al di sotto di tutte le fasce di età da 15-19 in poi</strong>.</p>
<p>Quindi da questi dati (grafico 7 riportato nella ricerca del 2012 dell’Università Tor Vergata di Roma, qui allegata si deduce che l’aumento di decessi riguarda solo le femmine (rettangolo grigio del grafico) nelle fasce di età 60-64 e da 70 a 84 anni, e non i maschi (rettangolo blu del grafico).</p>
<p>Dagli 85-89 scende di nuovo anche per le femmine.</p>
<p>Perché solo le femmine? Questo dal grafico non è spiegato, potrebbe forse dipendere dal fatto che spesso le  persone anziane che non guidano, vengono fatte sedere avanti a destra, e se non usano le cinture di sicurezza, tale posto è il più pericoloso in auto in caso di incidente.</p>
<p>Comunque sia quel grafico non riguarda solo guidatori ma tutte le vittime.</p>
<p>( Se per assurdo da quel grafico, comunque erroneamente, si ritenesse di individuare categorie di età cui vietare la guida, tali categorie dovrebbero riguardare le fasce di età dai 15-19 ai 50-54 anni .</p>
<p>Per lo stesso motivo, sempre per assurdo, si dovrebbero incoraggiare i maschi dai 55-59 in poi e le femmine dai 55-59, dai 65-69 e dagli 85-89 in poi).</p>
<p><strong>Pertanto si tratta ancora una volta di una lettura errata di dati, che non dicono quello che si è portati a pensare dato il tipo di ricerca.</strong></p>
<p><strong>La stessa ricerca</strong>, che allego alla presente,  <strong>si basava su un campione di sole 34 persone</strong> ricoverate presso una casa di cura per aver già subito un incidente e, come già ho segnalato, senza nulla togliere alla ricerca,  non si può non notare che il campione sia troppo piccolo per essere considerato di valore assoluto.</p>
<p>( Nella ricerca si veda : Risultati 1: Demografici e diagnosi di ricovero -Variabile =34).</p>
<p>Le percentuali successive es. multe, riguardano sempre 34 persone. Es. le multe 5 che sono il 14,7 % di 34. Per la precisione 4,998 arrotondati a 5).</p>
<p><strong>Invece nello studio del prof. Donato Magi, già </strong><strong>docente di Statistica all&#8217; &#8220;Università Cattolica&#8221;   di Roma e all&#8217; Università &#8221; La Sapienza di Roma&#8221;, e presidente della Società Italiana di Medicina Specialistica,  viene riportato il dato statistico basato sulle statiche ACI  ISTAT , aggiornate al 2013, cosa da non sottovalutare rispetto alla rappresentatività del campione.</strong></p>
<p>Il prof. Donato Magi, contesta con dati statistici alla mano, la presunta eccessiva sinistrosità degli anziani con vari studi, in momenti successivi.</p>
<p><strong> Gli ultimi dati elaborati dal prof. Donato Magi, qui allegati, includono anche i dati  dell&#8217;  anno 2013.</strong></p>
<p><strong>Il documento  è raggiungibile anche, più direttamente, cliccando sul sito</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.medicover.it/medicover.it/Versus_Over80.html">www.medicover.it/medicover.it/VersusOver80.html</a></strong></p>
<p><strong> che riporta la corretta interpretazione scientifica dei dati statistici UFFICIALI (ACI e ISTAT).</strong></p>
<p>Nello studio del prof. Donato Magi, al grafico 1  a pag. 9  sotto la voce :</p>
<p><strong>” Tanto accanimento persecutorio contro chi?  Lo dicono forte e chiaro l’  ACI e l’ISTAT per</strong></p>
<p><strong>  il 2013”</strong></p>
<p><strong>“ Composizione % per classe di età  dei conducenti morti e feriti”,  sono riportati i seguenti  </strong></p>
<p><strong>  dati:</strong></p>
<p><strong>0 &#8211; 19 anni 7,6%, 20 &#8211; 34 anni 32,8%, 35 &#8211; 49 anni 31,8%, 50 &#8211; 64 anni 18%, 65-79 8,1%,</strong></p>
<p><strong>oltre 80 anni 1,8%. </strong></p>
<p><strong>Tali   dati mostrano chiaramente che l’ aumento della sinistrosità al volante continuamente invocata per supportare tali proposte, di fatto non esiste</strong></p>
<p>Ricerca Università <a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2014/12/Ricerca-Università-Tor-Vergata-1215pozzi-3-1-Copia-Copia.pdf">Ricerca Università Tor Vergat</a>a</p>
<p style="text-align: right;">Roberto Russo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2014/12/26/ancora-proposte-per-ritirare-la-patente-agli-ottantenni/">Ancora proposte per ritirare la patente agli ottantenni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Incredibile!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 07:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[TOP2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vienro  Russo mi ha informata su una estrema offensiva  contro la civile soluzione della contesa tra patentati ottantenni e coloro che li avrebbero voluto privare del diritto di uso dell’auto. Confesso che sono rimasta senza fiato per la meraviglia. Sicché per queste persone un eventuale incidente automobilistico compiuto da un ottantenne equivale alla dimostrazione che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vienro  Russo mi ha informata su una estrema offensiva  contro la civile soluzione della contesa tra patentati ottantenni e coloro che li avrebbero voluto privare del diritto di uso dell’auto.</p>
<p>Confesso che sono rimasta senza fiato per la meraviglia.</p>
<p>Sicché per queste persone un eventuale incidente automobilistico compiuto da un ottantenne equivale alla dimostrazione che gli ottantenni sono inidonei a condurre un auto, tutti, a priori, in blocco, mentre l’abituale strage sulle strade compiute da giovani sono da considerarsi nel novero della fatalistica precarietà  del traffico su strada. Insomma la sinistrosità attribuita agli anziani non avrebbe diritto di esistere, mentre quella attribuita ai giovani è legittima.</p>
<p>Io mi dolgo e non poco dell’una e dell’altra però ritengo ingiusto e incomprensibile il diverso criterio di giudizio usato da chi vorrebbe reintrodurre l’obbligatorietà di una “visita” della CML per gli ottantenni che si è dimostrata tra l’altro troppo spesso persecutoria, ma non ha nulla da eccepire sulla guida tipica dei giovani alla quale si deve la più grave e numerosa sinistrosità su strada.</p>
<p>Ingiusto, perché provoca senza comprovato motivo un gravissimo danno che penalizza non solo  tutti gli anziani ma anche le loro famiglie, incomprensibile, perché  è privo del tutto di prove obiettive a suo sostegno e disconosce quelle inoppugnabili altrui.</p>
<p>Per caso oggi ho seguito un servizio TV sull’uso massiccio da parte dei giovani di droghe responsabili di gravi malattie psichiatriche. Il medico intervistato dichiarava che la struttura ospedaliera addetta alla cura di questi soggetti era a rischio di chiusura non potendo far fronte a una utenza sempre più numerosa.</p>
<p>Invito le persone di buona volontà a non slittare senza volerlo nel razzismo ponendo l’età come un discrimine  aprioristico per o contro il godimento di un diritto costituzionale e invito la società della quale noi tutti facciamo parte ad adoperarsi di più per il salvataggio dei giovani dalla nefasta azione delle droghe.</p>
<p>E’ probabile che se ne gioverebbe anche la sicurezza collettiva del traffico su strada.</p>
<p style="text-align: right;">Gloria Capuano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/05/incredibile/">Incredibile!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rinnovo patente 80enni: abrogata la legge Valducci</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/02/12/rinnovo-patente-80enni-abrogata-la-legge-valducci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 14:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La norma che imponeva la visita in Commissione per gli ultraottantenni è abrogata dal Decreto Legge 9 febbraio 2012 n° 5 art. 11 comma 1. La battaglia civile condotta da Gloria Capuano è stata vinta. Gli appelli al Parlamento, le proposte, gli articoli e la petizione ospitata sul nostro sito hanno sortito l&#8217;effetto sperato. E&#8217; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La norma che imponeva la visita in Commissione per gli ultraottantenni è abrogata dal Decreto Legge 9 febbraio 2012 n° 5 art. 11 comma 1. La battaglia civile condotta da Gloria Capuano è stata vinta. Gli appelli al Parlamento, le proposte, gli articoli e la petizione ospitata sul nostro sito hanno sortito l&#8217;effetto sperato. E&#8217; bello rileggere gli ultimi commenti dei nostri lettori felici per&#8230; la &#8220;libertà&#8221; ritrovata!</p>
<p>Di seguito pubblichiamo il messaggio rilasciato della Giornalista di Pace Gloria Capuano a tutti i lettori che l&#8217;hanno seguita in questa avventura: stanca ma visibilmente soddisfatta e pronta, con lo spirito che la contraddistingue, ad intraprendere una nuova avventura. Noi  de L&#8217;Impronta saremo al suo fianco. Forza Gloria!</p>
<p style="text-align: center;">***************************************</p>
<p><em>Carissimi coetanei</em></p>
<p><em>                            come comunicato dal sig. Alberto Rametta, con il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, art. 11, comma 1, è stata abrogata la legge Valducci, almeno per quanto riguardava noi, con l’obbligo di sottoporci alla decisione di una Commissione medica locale solo perché ottantenni.</em></p>
<p><em>   Abbiamo vissuto insieme questa incresciosa inutile stupefacente evenienza molto soffrendo ma anche sperando. Vero è che si trattava di una speranza, per i più, con assai poche possibilità di successo, essendo i tempi di ognuno non dilazionabili né ripetibili.</em></p>
<p><em>  Tuttavia almeno un ricordo possiamo portarcelo dietro non dispiacevole, quello del sollievo di non essere stati mai soli, io avevo voi, voi avevate me. Per questo sento l’affettuoso dovere di ringraziarvi per avermi dato credito, per avermi sostenuta sempre con parole cortesi e di apprezzamento, così come ringrazio Donato Magi per il suo fondamentale contributo statistico e tutti coloro che hanno collaborato con notizie e preziosi pareri, e infine ringrazio il sito improntalaquila.org  che ha offerto solidale ospitalità alla nostra  via crucis.</em></p>
<p><em>   Non sappiamo se siamo stati determinanti, ma poco cambia se lo siamo stati insieme a tante altre iniziative dello stesso nostro tenore.</em></p>
<p><em>   Era importante batterci, non solo o precisamente per attaccamento materialistico ad una vita attiva, ma per la consapevolezza che anche un solo giorno di vita impiegata ad adoperarci per il prossimo &#8211; ivi compresi i nostri cari &#8211; è prezioso.</em></p>
<p><em>   Con questa mia mi congedo da voi per occuparmi esclusivamente della splendida utopia del Giornalismo di Pace, nella speranza che il nostro impegno sarà servito anche per dare regole uniformi civili e umane alle Commissioni mediche locali.</em></p>
<p><em>   Ora però, pur non volendo suggerire alcunché, sento il dovere di segnalare come sacrosanta giusta opportunità quanto fermento giudiziario potrebbe sortire da questa vicenda. Di fatto, indipendentemente dall’incostituzionalità della legge razzista che abbiamo combattuta, molte decisioni delle Commissioni a causa del procedimento anarchico, disumano  e tutt’altro che trasparente di alcune di esse, potrebbero e dovrebbero essere invalidate con richiesta di rimborsi e di risarcimento del danno materiale e morale subito.</em></p>
<p><em>   Suppongo però che noi ottantenni chiediamo solo d’essere lasciati tranquilli… ma nel pieno rispetto dei nostri diritti.</em></p>
<p><em>   Ancora grazie.</em></p>
<p><em>         Affettuosamente</em></p>
<p><em>                            Gloria Capuano</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Roma, 12/02/2012</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/02/12/rinnovo-patente-80enni-abrogata-la-legge-valducci/">Rinnovo patente 80enni: abrogata la legge Valducci</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Che cosa è la politica?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 13:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo di Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Top 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è l’interrogativo di un parlamentare in uno dei diversi talk-shows dove si agitava il grave problema – così si sente sempre dire con toni allarmati – dell’antipolitica. Protagonisti almeno di superficie i giovani, gli indignati, i contestatori tranquilli e quelli che tranquilli davvero non sono(vedasi i soliti innocenti cassonetti sfasciati, macchine bruciate, vetri infranti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Questo è l’interrogativo di un parlamentare in uno dei diversi <em>talk-shows</em> dove si agitava il grave problema – così si sente sempre dire con toni allarmati – dell’antipolitica. Protagonisti almeno di superficie i giovani, gli indignati, i contestatori tranquilli e quelli che tranquilli davvero non sono(vedasi i soliti innocenti cassonetti sfasciati, macchine bruciate, vetri infranti, tutti oggetti il cui costo ricade su i loro stessi genitori, uno sciocco sciupio di denaro che poi vai a vedere è quello che questi giovani soprattutto agognano), non è esatto, non tutti i giovani, molti però mi sembra di sì, smaniosi di poter comprare l’ultima trovata pubblicitaria sopratutto tecnologica e, così loro credono, di immagine. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il deputato ha introdotto l’argomento come premessa per spiegare l’assurda pericolosità della disaffezione politica. “Intanto stabiliamo che cosa è la politica”, così ha esordito, poi non so fino a quale punto abbia svolto il tema, dopo poche battute non l’ho più seguito perché &#8211; forse sbagliando &#8211; quel che andava dicendo mi sembrava del tutto inadeguato a spiegare la stringente necessità della politica e della sua antica dignità. Continuando forse a sbagliare ho scelto di svolgere per conto mio il tema ritenendo la mia intelligenza del tutto conforme a quella di chiunque altro, deputati compresi. Anche qui forse sbagliando perché loro, i deputati, la politica la vivono come creta che modellano con le loro mani, mentre gli altri, i cittadini &#8211; quindime compresa – siamo la creta che essi lavorano. Noi, votando, diamo il diritto ad altri di modellarci come fossimo creta, in questo, solo in questo sta la nostra tanto strombazzata sovranità.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Da come parlo sembra che io faccia parte degli indignati, mi preme quindi di chiarire che non è così e per chiarirlo anche io mi affido a una premessa, questa: la politica non è, la politica deriva o si adegua ma soprattutto è in continua metamorfosi, anche se protesa sempre a compiacere dunque a modellarsi ma apparentemente sulle richieste popolari o a schiacciarle con la violenza ora fisica ora culturale. Il tutto anche se a volte o sempre, sembra essere statica, cosa che sotto un certo profilo, un mastodontico profilo, risponde alla realtà.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Lo è statica perché i mali di cui soffre l’umanità continuano ad essere sempre gli stessi, nonostante la grande messe di apporto non solo teorico politico. E cioè la fame che patisce gran parte degli esseri umani, la condizione di “schiavitù” dei più deboli (donne, bambini e anziani, più gli handicappati), la necessità delle nazioni di difendersi, quindi di armarsi, l’insoluto sottaciuto dibattito sul se un’etica che non sia di facciata si addice alla politica o le è estranea fino ad esserle nemica.E qui entra nell’analisi in pompa magna la religione, unico antidoto alla disperazione di esistere di ogni essere vivente che si sa condannato a morte solo nascendo, se non crede nell’aldilà.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Antidoto purtroppo dall’alto costo, visto le guerre di religione che infestano la storia del mondo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">A me sembra rispondere al vero che la politica oggi sia del tutto superata, e lo è perché pervicacemente abbarbicata a vecchi schemi, e cioè alla necessità di allevare aspiranti politici già in partenza secondo appartenenze ideologiche, pur essendo consapevole del declino definitivo delle ideologie. Quel che in realtà si è trasformato sono i soggetti di cui la politica si occupava e cioè l’invasione di campo dei derivati tecnologici, la velocizzazione dell’informazione, il conflitto tra il progresso scientifico e l’etica come superiore esigenza laica dell’evoluzione umana. Tutto questo è dimostrato abbondantemente dalla cosiddetta trasversalità che in Parlamento si manifestata frequentemente &#8211; anche se sottovalutata forse in essenza di alternative &#8211; perché gli ambiti dibattuti investono problemi di coscienza e la coscienza è qualcosa di squisitamente individuale …anche se la politica ha sempre mirato a formare una coscienza collettiva. Io stessa mi sentirei in grande imbarazzo nel dover appoggiare in tutto uno schieramento, mentre mi sarebbe agevole e confortante sostenereod osteggiare ora l’uno ora l’altro non per questioni di appartenenze ma per condivisione o non condivisione d’ogni singola problematica. Da ciò si deduce che oggi a fare da battistrada protagonista è l’agenda e l’ordine delle molte sollecitazioni politiche interne ed esterne al Paese. Ma chi e come le raccoglie e ne scandisce la giusta sequenza temporale?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Non mi sfugge che il mio argomentare mi pare ricadere probabilmente nella politica tradizionale con tutti i suoi collaudati rituali che formano il tecnicismo del funzionamento di un contesto democratico. Ma lo considero inevitabile e non una ricaduta in quanto saggia misura da sottoscrivere non ritenendo possibile creare alcunché da una<em> tabula rasa.</em> Quel che occorre è lavorare sulle vecchie esperienze arricchendole e aprendole a ben diverse e nuove visioni d’indole politica. Insomma utilizzare il passato senza rimanerne imbrigliati e crescere in consapevolezza. Ritorno dunque alle poche ma chiare considerazioni iniziali sul ”Che cosa è la politica”, ma aggiungo, tenterò di enumerarle in forma di interrogativi per rimarcare il vizio sterile d’essere tutti bravissimi nelle analisi critiche e del tutto muti quanto a effettivi rinnovamenti e progettualità:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">1) perché non si riesce a debellare la fame nel mondo nonostante il cosiddetto progresso e il fiume di denaro speso per esso?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">2) perché non si dà inizio nelle università nei corsi attinenti la politica a strategie finalizzate alla prevenzione delle guerre?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">3) perché non si mette in cima alle priorità politiche l’esigenza irrinunciabile dell’Etica quale percorso e traguardo di un’evoluzione umana?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">4) perché la società dell’uomo nelle sue diversità sembra coincidere nella soggiacenza culturale alla sua particolare condizione quale vertice della scala biologica e non come eccezione in grado di superare per l’appunto i crudeli condizionamenti biologici?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">5) perché tutta la cultura politica quindi storica è narrazione di guerre raccontate ovunque con grande enfasi e non di ricerca sulla pace?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">6) perché si accetta supinamente il termine Guerra come lemma fondamentale cui si riferisce tutta la cultura umana, mentre il termine Pace è secondario e riducibile a trattati di pace e a meri intervalli tra una guerra e l’altra?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">7) perché non si lavora su un piano di grande priorità sul principale diritto umano quello della Pace nel mondo?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">8)perché non si comprende a sufficienza che tutto quanto sopra non può essere reificato se</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">non è coltivato fin dalla scuola materna e mantenuto vivo dal mondo della Comunicazione in tutte le diverse civiltà ?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">9) perché infine non si tiene costantemente presente che la politica non è in grado di promettere nulla se non riesce a conciliare l’emergenza con il futuro cioè con l’utopia?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">10) perché non ci si sente fortemente consapevoli che un globalismo privo di un’etica dei diritti</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">umani si è rivelato un sistema di pirateria disumana priva di qualsiasi regola?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">11) perché non ci si rende conto che l’umanità prosegue a scosse urtoni sanguinose zuffe reciproche sopraffazioni, come dadi impazziti in un contenitore, senza una bussola comune che ne indichi direzioni e finalità a dispetto di uno scialo di vanagloria?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Questi solo alcuni dei quesiti cui dovrebbero rispondere gli intenti degli attuali politici. Non credo che né gli atenei né i docenti dalla scuola materna fino alle lauree siano pronti a una trasformazione di questa fatta, essendo viceversa ancora chiusi nel sistema antagonistico pro o contro e non come onesta espressione estemporanea ma come obbedienza a schemi precostituiti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Quindi, così dicendo penso d’essermi dichiarata contro i partiti. Sì, se come ho già detto precedentemente i partiti continuano ad essere brodi di coltura delle antinomie tradizionali, no, se i partiti scelgono ben diversi criteri di coesione e di confronto. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Per concludere nello spazio obbligato di un articolo mi limito a dire che chiunque voglia essere iniziato alla carriera politica, di un assioma deve esseresincero divulgatore, quello cioè che il legittimo concetto di difesa non debba di forza necessitare di una sempre maggiore deterrenza bellica. Questo è lo scoglio più ostico da superare e da qui dobbiamo ricominciare tutto da capo, ma come? Di certo non da soli, ma tutti insieme e contemporaneamente. Già ma in concreto come? Muovendo almeno i primi passi verso una speciale comunicazione che capillarmente in ogni parte del mondo induca a privilegiare i sentimenti e la solidarietà sulle ragioni e sulle passioni o fanatismi che dir si voglia, e non come aneliti volatili ma con realistici progetti. E’ tassativo però essere consapevoli che si tratta di una strada lunghissima quanto forse l’esistenza dell’umana società.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Io ci provo, con il mio Progetto di un Giornalismo di Pace.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;">Gloria Capuano</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;">Giornalista di Pace</p>
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		<title>Gli Italiani del futuro?!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 11:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo di Pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presidente Napolitano, questa è una Sua espressione, più volte ripetuta. E con Lei mi trovo a considerare i sostenitori della cittadinanza italiana degli immigrati in virtù dello ius soli. Ma Presidente, mi perdoni &#8211; non è una provocazione ma un attestato di modestia &#8211; posso chiederLe perché non ce lo spiega? I fatti di cronaca [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Presidente Napolitano, questa è una Sua espressione, più volte ripetuta. E con Lei mi trovo a considerare i sostenitori della cittadinanza italiana degli immigrati in virtù dello ius soli.<br />
Ma Presidente, mi perdoni &#8211; non è una provocazione ma un attestato di modestia &#8211; posso chiederLe perché non ce lo spiega?<br />
I fatti di cronaca nera compiuti da Italiani non rappresentano un modello d’italianità ma sciagurate eccezioni, anche se lo sconsiderato protagonismo che la TV gli riserva li offre non volendo ma di fatto come tali ( ciò che spiega in buona parte l’eccesso e l’ agghiacciante tipologia della attuale criminalità). Ma la cronaca nera compiuta da immigrati mi sembra essere in molti casi tutt’altra cosa. Quando un immigrato musulmano integrato schiavizza la figlia perché colpevole di vestire all’occidentale o semplicemente di non coprirsi il capo con il velo e di avere e frequentare amici italiani non rappresenta una eccezione perché deliberatamente disattende le nostre regole che egli ben conosce. Se osserviamo le diverse proporzioni numeriche tra i crimini degli Italiani in rapporto al totale della popolazione e i crimini dei musulmani in rapporto alla presenza musulmana nel nostro Paese, si staglia ancora di più l’ipotesi che della seconda si tratti non di eccezione ma di eloquente manifestazione di fedeltà a precise regole in netto contrasto con le nostre. Se un padre o un fratello musulmani uccidono una figlia o una sorella colpevole di amare un Italiano, cioè un “infedele”, non possono rappresentare una eccezione ma la prova del nove di regole alle quali non si è mai rinunciato (anche se di certo non sottoscritte dai musulmani cosiddetti moderati).<br />
Non basta, tali accadimenti denunciano un altro aspetto ancora più preoccupante e cioè che in Italia non sia esistito e non esista tuttora – che io sappia &#8211; alcun filtro per l’accoglimento di questo tipo di immigrazione. Eppure si tratta di una immigrazione che si trasferisce da noi con tutte le loro tradizioni con tutta la loro cultura e i loro costumi anche quando dette tradizioni e culture e costumi confliggono con le nostre tradizioni e culture e costumi.<br />
Si noti inoltre che non si è verificata un’assenza di attenzione su questi problemi dovuti all’accoglimento di persone da noi troppo differenti, al contrario molto acceso è stato il dibattito che ne è scaturito e si è anzi specificato che tutte le tradizioni eccetera devono essere da noi accettate e rispettate e se ci si azzarda ad avanzare dei distinguo si viene tacciati di razzismo, quando invece è l’esatto contrario.<br />
Purtroppo il correttivo ”a condizione che non siano in contrasto con le nostre leggi” è detto in pratica sommessamente perché senza strumenti di seria verifica. Non mi risulta infatti che all’atto della richiesta di autorizzazione a vivere in Italia disponendo di un’abitazione e di un lavoro, e di averne la cittadinanza essendoci nato, al futuro cittadino italiano non mi risulta sia stato fatto firmare un documento che lo vincola a comportamenti ben precisi non in contrasto con le nostre leggi. Non mi risulta l’obbligo di firmare un documento del seguente tenore:<br />
1) E’ vietata la poligamia<br />
2) Sono vietati interventi chirurgici limitanti la sessualità nei soggetti femminili<br />
3) E’ vietato impedire con autorità e/o con violenza la libera partecipazione alla vita sociale delle figlie secondo i costumi italiani. Naturalmente parliamo dei buoni costumi e non delle deviazioni ingigantite dalla TV.<br />
Ovvia l’obiezione: ma tutto ciò lo si evince dalle nostre leggi e dalla nostra Costituzione.<br />
Risposta: è vero ma solo in teoria visto che non sono mancati giudici che hanno ritenuto ineccepibile la richiesta al ricongiungimento familiare (con 4 mogli) di un immigrato da questi motivata dal diritto conferitogli dalla sua religione.<br />
Per queste assurde discrepanze mi pare inevitabile che il suaccennato documento dovrebbe rivestire un valore legale ineludibile.<br />
Ebbene, non solo mi pare che tutto ciò non si sia verificato, ma al contrario correnti di opinioni, ad esempio quanto alla poligamia, opponevano l’argomento che in Italia non si contano i bigami né manca mai il riferimento al dissoluto costume degli occidentali che consente agli uomini libertà senza limiti dato che il regime monogamico non impedisce loro rapporti con amanti, donne occasionali, segretarie, escort e prostitute. Come possono certi opinionisti ignorare o tenere in assoluto non cale che certi comportamenti sono sottoposti al vaglio di quel tribunale particolare caratterizzante la libertà che si chiama coscienza?<br />
Presidente non le sembra pericoloso lasciare indecifrato il Suo messaggio che a me pare molto importante?<br />
Ai sostenitori della cittadinanza ius soli, dico, non vi sembra avventato dare diritti di cittadinanza ai figli d’immigrati dei quali non sia stato comprovato il giusto adeguamento alle nostre leggi alle nostre tradizioni al nostro attuale stadio d’evoluzione sociale? Non si pensa che i loro figli al diciottesimo anno potrebbero ancora essere ossequenti alle regole paterne? Non esigere da loro un impegno non di facciata a conformarsi alle nostre regole di quali futuri Italiani possiamo parlare se non di un ibrido magari anche interessante che però di italiano non avrebbe assolutamente nulla?<br />
E come pensa Presidente che questi futuri Italiani possano partecipare agli anniversari dell’Unità d’Italia? Con quale spirito, con quale coinvolgimento patriottico?<br />
Non sarà per caso che anche noi Italiani stiamo slittando nel deprecabile e pericoloso malinteso criterio di eccesso democratico immettendo in parallelo alle nostre leggi le regole della Sharia come è già accaduto in molta parte dell’Europa?<br />
Il mio timore è che l’epoca della civiltà occidentale stia volgendo alla sua conclusione, purtroppo senza che rimanga più alcuna traccia di un nostro stesso superamento di tante pervicaci nostre arretratezze grazie alle nostre conquiste codificate.<br />
Infatti l’obiezione è scontata, ma gli Occidentali non hanno… regalato al mondo l’orrore del comunismo del nazismo e di certo fascismo? Come possono mettersi in cattedra?<br />
E’ vero, ma se la storia mondiale c’insegna qualche cosa, suppongo che nessuno dovrebbe potersi mettere in cattedra, non solo gli Occidentali. Piuttosto perché non proviamo a pensare che è dell’umanità globalmente intesa la facoltà d’imparare da altri il bene che essi sono in grado d’offrire e non di lasciare che si aggiunga al male altro male?<br />
( Quando ci convinceremo che la civiltà di un popolo la si deduce dalla condizione femminile?)</p>
<p style="text-align: right;">Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">Giornalista di Pace</p>
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		<title>Gloria Capuano: Charlie Chaplin e Mario Monti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 19:20:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo di Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provate a immaginare l’ometto alla catena di montaggio del film di Charlie Chaplin “Tempi moderni”, ai nostri tempi. La Borsa si blocca? la catena anche e l’ometto segue; la Borsa va a picco? è l’ometto che ha incrociato le braccia; la Borsa fa un balzo avanti? è l’ometto che lavora di più forsennatamente finché nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Provate a immaginare l’ometto alla catena di montaggio del film di Charlie Chaplin “Tempi moderni”, ai nostri tempi. La Borsa si blocca? la catena anche e l’ometto segue; la Borsa va a picco? è l’ometto che ha incrociato le braccia; la Borsa fa un balzo avanti? è l’ometto che lavora di più forsennatamente finché nel tumultuoso su e giù della Borsa, l’ometto come impazzito si ferma poi accelera, poi rallenta poi ancora lavora a velocità incalcolabile, fino alla follia.</p>
<p>Così immagino quel film.</p>
<p>La realtà è invece un’altra: l’ometto lavora sempre allo stesso modo con il medesimo impegno e la stessa capacità, la Borsa ne prescinde totalmente, da protagonisti giocano altri. Ma giocavano e giocano tutt’ora gli umori degli informatori, a seconda delle cordate pro o contro. Contro chi? Mi pare di capire secondo certi nazionalismi contro altri nazionalismi, ma non solo, anzi, ma di questo mastodontico “anzi” ne parleremo a parte.</p>
<p>Come è noto i suddetti umori si trascinano una folta clientela di speculatori essa stessa trascinatrice, da questo rapido rimbalzo borsistico gli esperti sanno ricavare lauti guadagni nello spazio di attimi, investi quando i titoli sono bassi e incassi alla prima impennata. Chi è fuori dell’agone borsistico invece passa i guai suoi.</p>
<p>C’è di più, oggi. La Borsa sembra essere diventata una pagella dell’operato politico, se va in alto vorrebbe  dire che certe crisi stanno per essere superate, se precipita, vuol dire che un contesto politico sarebbe prossimo al fallimento. “Vorrebbe” e “sarebbe” perché pare che le cose non stiano così, ma di sicuro c’è solo una gran confusione tra i diversi traballanti e saccenti pareri.</p>
<p>Fin qui siamo nella “norma” ma ora c’è da chiedersi che ne è dei colossi che volteggiano come rapaci sul mondo finanziario, ignorando totalmente l’ometto alla catena di montaggio e i piccoli risparmiatori? Essi sono al settimo cielo perché accumulano grandi ricchezze nel pieno del loro diritto grazie a una evoluzione scapigliata della finanza. Colpa del capitalismo secondo alcuni, colpa di una malata superfetazione del capitalismo dovuta alla globalizzazione secondo altri.</p>
<p>Comunque stiano le cose sta di fatto che le realtà tradizionali, le nazioni, ivi compresi gli assemblaggi di più nazioni, vedasi l’Europa, non possono difendersi da questa dannosissima anomalia perché hanno a loro disposizione soltanto strumenti che non prevedevano la globalizzazione.</p>
<p>Ma allora c‘è da chiedersi “di chi è la responsabilità della gobalizzazione?</p>
<p>Io, dalla mentalità deformata dall’essere una giornalista di Pace, ritengo che non trattasi di responsabilità intesa come colpa ma dell’irrisolto quesito se l’umanità sia dotata della capacità di decidere il suo destino di specie.</p>
<p>Allora rimettiamo i pezzi nel più acconcio dei puzzle. Se nutro di questi dubbi mi si può dire come mai insisto a lavorare per un Giornalismo di Pace che di per sé vuole dire che non solo si dispone di un libero arbitrio di specie ma che si crede possibile addirittura di potersi comportare al di sopra delle condizioni imposteci dalla natura? (natura che di tutto parla meno che di pace vista l’ossessionante lunga catena alimentare per la quale ognuno è cibo per altri con al  top l’uomo in senso peggiorativo visto che è stato responsabile dell’antropofagia, non so se del tutto scomparsa).</p>
<p>Risposta: Io, coltivando la splendida utopia della Pace, non appartengo al presente, anche se sono costretta a viverlo perché esisto, appartengo al futuro. Ma così affermando non vuol dire che sono o che siamo (non sono davvero sola) fuori dalla gestione delle idee e delle azioni attuali. Al contrario ne partecipiamo forse a maggior titolo perché non subiamo i trascinamenti tradizionali ripetitivi di cui è tessuta la storia per i quali non è necessario pensare e scegliere, si agisce come di consueto, ad esempio il rito sempre onorato della vittima sacrificale.</p>
<p>L’attualità è Mario Monti. Il solito “straniero” calato a risolvere i conflitti tra gli abitanti del tanto litigioso stivale, come la storia ci insegna.</p>
<p>Non mi soffermo a giustificare l’appellativo di straniero salvo che a indicare la sua formazione culturale nei luoghi del maggiore potere mondiale e quindi la sua tipologia.</p>
<p>A questo punto non so che cosa pensa Monti del gravoso debito che ci incombe, ma da incompetente quale sono, cosa arcinota, un elemento mi convince e cioè che tale debito per sua stessa natura non è esigibile. Neppure se l’Italia mettesse ai lavori forzati tutti gli Italiani, uomini e donne adulti e bambini giovani e anziani, e li mettesse a testa in giù per far cadere dalle loro tasche fino all’ultimo spicciolo, questo debito potrebbe essere onorato. Allora il quesito si fa più interessante. Mi pare essere un quesito matematico, non più un quesito a cavallo tra il mercato, il liberismo e forse la socioeconomia.</p>
<p>La cosa mi stupisce perché ritrovo depositato nel lontano bagaglio delle mie acquisizioni l’idea che la matematica fosse una scienza esatta, quindi indenne per sua natura da errori. Non mi ero mai permessa, all’epoca non mi si era prospettata affatto il sospetto che viceversa anche la matematica potesse essere sì scienza esatta ma oltre certi limiti solo nei confronti di se stessa. Mi spiego: per una mentalità umana di un non matematico, un’operazione ineccepibile qual è il computo degli interessi che maturano durante  l’iter di un debito che esige di essere estinto e di fatto invece non lo consente, potrebbe dimostrare che tale operazione è errata perché sterile, inidonea al fine che si prefigge, oltre che immorale visto che questa sete di moneta inesorabilmente insaziabile riduce una massa di persone a una totale perdita del proprio io; (cioè della conoscenza e consapevolezza della propria storia individuale quindi vite come non vissute, sacrificate come ora appaiono, ai piedi dell’altare di una mera astrattezza quale può apparire l’estremismo matematico).</p>
<p>Conclusione, quel debito dovrebbe essere messo in discussione con pari o più urgenza della richiesta di sacrifici a chi di quel debito tra l’altro non è davvero responsabile.</p>
<p>Qui almeno per ora mi fermo: se quanto ho scritto ha un minimo di attendibilità non sarebbe di buon senso chiedersi se la scelta di Mario. Monti sia stata la scelta opportuna e utile in questo tragico frangente e non piuttosto di ulteriore danno?</p>
<p>(continua)</p>
<p style="text-align: right;">Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">Giornalista di Pace</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/11/16/gloria-capuano-charlie-chaplin-e-mario-monti/">Gloria Capuano: Charlie Chaplin e Mario Monti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Voce di popolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 16:47:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo di Pace]]></category>
		<category><![CDATA[TOP2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premetto che certamente il popolo ne sa più di me se penso (ma non solo) alle generazioni più recenti. Tuttavia poiché il cosiddetto popolo, meglio dire i cittadini, non hanno davvero molto  tempo per scrivere, io che per vocazione scrivo, dico la mia sul marasma politico nel quale annaspiamo, supponendo nella migliore delle ipotesi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che certamente il popolo ne sa più di me se penso (ma non solo) alle generazioni più recenti. Tuttavia poiché il cosiddetto popolo, meglio dire i cittadini, non hanno davvero molto  tempo per scrivere, io che per vocazione scrivo, dico la mia sul marasma politico nel quale annaspiamo, supponendo nella migliore delle ipotesi di dare voce a chi non scrive.</p>
<p>Comincio con il rimandare chi vuole leggermi alla nona fino alla sedicesima lezione del Giornalismo di Pace riguardanti i rapporti tra Giornalismo di Pace e Economia  pubblicate nel sito<em> www.ildialogo.org</em> tra il 2002 e il 2005. La singolarità sta nel fatto che una lezione, che tale sarebbe dovuta essere, cioè una sola lezione, si è dilatata in otto lezioni come se il Giornalismo di Pace si fosse come bloccato vuoi  in quanto Giornalismo vuoi in quanto Pace, come a volermi dire che le due cose sono o sarebbero inconciliabili. O al contrario, che il blocco sia dipeso dall’aver io dovuto soccombere all’idea che la Pace dipenda soprattutto dall’Economia e che il comune giornalismo, pur non dichiarandosi in merito, sembra considerarlo normale.</p>
<p>Ma per me che sono una giornalista di Pace, normale non è.</p>
<p>Andiamo per gradi, quelle “lezioni” altro non sono che una disperato tentativo di capire e, piuttosto, una richiesta di spiegazioni. Ebbene, giunte alla voce “Giornalismo di Pace ed economia” esse si sono moltiplicate fino a dilatarsi da una a otto, appunto perché cercavo, e cercavo perché non accettavo quella supremazia e quella dipendenza.. Che mi apparivano altresì strane in quanto non di economia vera e propria si parlava ma di finanza. Anzi si parlava delle misteriose connessioni tra economia e finanza.</p>
<p>A distanza di anni, cioè dal 2002 ad oggi 2011, i fatti mi hanno dato ragione, e cioè che la realtà preminente dell’umanità di questa epoca non era, e non è l’economia <em>sic et simpliciter,</em> ma i suoi rapporti con la finanza. E già dicevo a me stessa con grande imbarazzo che l’economia mi pareva una povera servitorella presa a pretesto (oggi neppure a pretesto, viene ignorata) dalla finanza.</p>
<p>Feci molta fatica a scriverli gli articoli perché era giocoforza leggere molti libri sull’argomento.</p>
<p>Quel che capivo ma che non osavo dirmi d’aver capito era proprio che la finanza aveva schiacciato l’economia fino al punto di ostentare di poterne fare a meno. La finanza, ora lo dicono più o meno tutti, produce profitti al di sopra dell’economia reale. E’ insomma autonoma, indipendente da tutto e tutti. Mentre l’economia reale è &#8211; lo dico agli inesperti come me &#8211; la fabbrica, gli operai e gli impiegati che in essa operano, è, in una parola che oggi è d’uso comune, l’impresa.</p>
<p>Da tempo si è elevato un coro quasi unanime di condanna di questa diaspora tra economia e finanza, fatta salva forse la compagine governativa che ha avuto la gran brutta ventura di essere alla vetta delle responsabilità proprio in questo periodo.</p>
<p>Quel che a dir poco mi sconcerta è l’intreccio di tutta l’ingarbugliata matassa delle tante e diverse postazioni mentali della società e ancora di più le certezze di non pochi censori del sistema capitalistico, secondo loro, ideale brodo di cultura del malefico strapotere finanziario e della corruzione in genere. Cosa del resto anche verosimile ma fors’anche inevitabile o ancora forse insostituibile.</p>
<p>Ma proviamo a enumerarne qualcuna di queste postazioni e di queste certezze tenendo come comune rapporto differenziale la Finanza e la oramai subordinata Economia.</p>
<p>&#8211;          <strong>Le ideologie delle sinistre.</strong></p>
<p>Premetto che ho finito per non riconoscerle più; intendo dire che non individuo le loro idee per non dire la loro ideologia. Oltre la colpevolizzazione delle idee liberiste, ritenute responsabili di questo abnorme vizio della società dell’uomo, non sono riuscita a identificare i rimedi, non idealistici ma realistici che le sinistre offrono, dopo la tragica sventura del Comunismo staliniano (ma qual è il comunismo non sconfessato?).</p>
<p>&#8211;          <strong>Le religioni. </strong></p>
<p>Purtroppo le conosco poco anche se ho tentato di farmi delle opinioni almeno sul Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islam. Cioè sulle religioni dette del Libro, in quanto avrebbero (spero di non sbagliare) l’identica origine in Mosè e nel Vecchio testamento, e mai si è staccata da me la meraviglia che proprio da questa unità originaria sia scaturito tanto odio.</p>
<p>Pur sapendo d’indulgere nel semplicismo mi pare che il Cristianesimo oggi si limiti agli appelli contro il profitto e a favore dei valori dello spirito. L’Ebraismo non solo israeliano è probabilmente costretto a non impoverirsi per una questione di sopravvivenza di autodifesa. L’Islam è più facile da decifrare perché non trattasi di una semplice religione, ma di una Religione-Stato dove per l’appunto la teocrazia, in più luoghi ma non in tutti, si rivela una vera e propria dittatura, dittatura religiosa densa di buoni valori ma dittatura. Ebbene non so se il costume, cioè la gente tutta, nell’Islam, governanti e governati, vi si comportano  veramente secondo i dettami del Corano a proposito del profitto o è anche lì d’obbligo distinguere il popolo dai governanti, o se solo alcuni corrotti tra questi.</p>
<p>Comunque sia non mi pare che tra i Musulmani  sia emerso un progetto di recupero dell’economia a disfavore della finanza o, addirittura, un progetto che miri a cancellare questa superfetazione del profitto. C’è da chiedersi, se dietro, altro non ci sia che la qualità dell’uomo e chiedersi quindi se anche nell’Islam esista la corruzione che sappiamo nei Paesi non islamici. Tutto questo equivale a chiedersi se esistano o non, grandi finanzieri islamici drasticamente osservanti dei dettami del Corano, ciò che sarebbe una contraddizione in termini essendo Corano e Finanza incompatibili, o così a me sembra.</p>
<p>La mia opinione sulla quale vorrei poi riflettere è che lo svolgersi della società umana parta da un dinamismo mentale del tutto casuale, che poi segue per intrinseco automatismo.</p>
<p>La stessa scienza, le stesse ideologie &#8211; siano politiche o d’altra natura &#8211; tessono mentalmente sistemi a tela di ragno dai quali è difficile poi uscire. O meglio non conviene uscire per via degli enormi investimenti in ricerca e in risorse, insomma per tutte le sovrastrutture culturali. Vedasi la scelta nucleare, che poteva essere evitata ma solo dal suo inizio, ma non lo fu per volontà e opportunità politica e sollecitata come urgenza bellica, l’unica in grado di sopravanzare il “progresso” tecnologico nazista.</p>
<p>Gli scienziati con assai poche eccezioni &#8211; per loro natura mentalmente curiosi di ogni tipo di ricerca –  portarono a segno in tempo utile quella funesta ricerca, funesta anche se non mancano coloro che affermano essere stato il male minore  a confronto di una guerra che sarebbe durata molto più a lungo con dovizia dei micidiali bombardamenti tradizionali.</p>
<p>Non so gli attuali “indignati” che cosa avrebbero detto o pensato all’epoca. Forse esattamente quel che pensano e dicono oggi. E cioè che l’essere umano è tenuto in assoluto non cale di fronte alla ragione politica. E non so se avrebbero aggiunto &#8211; e non so se l’hanno aggiunto  oggi stesso &#8211;  che la ragione politica deriva da quella economica perché solo la supremazia economica garantisce la sopravvivenza politica.</p>
<p>Ma in quale modo i misteriosi burattinai della grande finanza potrebbero essere indotti a tirare i fili delle sorti umane secondo regole che non facciano precipitare nel totale fallimento aree fin qui consolidate secondo canoni che almeno aspirano alla giustizia e alla fratellanza? In quale modo un sistema economico che ha partorito questa abnorme superfetazione finanziaria può disinnescarsi dalla logica del profitto visto che nessuna altra logica che non sia purtroppo vanamente onirica  o meglio spirituale è emersa a sostituirla?</p>
<p>Se ora non si sente altro dire che manca il lavoro per tutti o che è scomparso il lavoro sicuro o persiste solo il lavoro sottopagato leggi sfruttamento, ma che non si sente parimenti dire di quali lavori trattasi, cioè di lavori a  favore dell’uomo  e non a scapito dell’uomo, che altro è se non caccia a un profitto che si differenzia solo dai grandi profitti per la sua eventuale &#8211; meglio dire generalizzata &#8211; esiguità?</p>
<p>(continua)</p>
<p style="text-align: right;">Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">Giornalista di Pace</p>
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		<title>Linciaggio o vittima sacrificale? Ora Gheddafi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2011/10/26/linciaggio-o-vittima-sacrificale-ora-gheddafi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 16:38:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo di Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sì, potrei liquidare il tema in poche parole e cioè col dire che non accaduto nulla di nuovo, l’umanità non offre innovazione quanto a comportamento, che è o dovrebbe essere il vero significato di cultura. So d’invadere campi specialistici, ma lo faccio non perché appartengo alla nutrita schiera dei tuttologi, leggi giornalisti, ma come persona [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, potrei liquidare il tema in poche parole e cioè col dire che non accaduto nulla di nuovo, l’umanità non offre innovazione quanto a comportamento, che è o dovrebbe essere il vero significato di cultura.</p>
<p>So d’invadere campi specialistici, ma lo faccio non perché appartengo alla nutrita schiera dei tuttologi, leggi giornalisti, ma come persona tra persone che osserva e s’interroga nel tentativo di capire e di parlarne al medesimo livello più o meno di chi mi legge.</p>
<p>Quale la differenza tra linciaggio e vittima sacrificale?</p>
<p>Do per scontato che il linciaggio è attuato dalla gente e che viceversa il sacrificio di una “vittima”- tra virgolette perché può essere vittima colpevole o innocente &#8211; è compiuto dalle autorità quand’anche la vittima fosse un re o un eroe o perfino un dio: i racconti mitologici non sono forse storie di sacrifici? Sacrifici con i quali si esorcizzano paure e jattur o si dirotta l’attenzione di sudditi scontenti.</p>
<p>Mi ha indotto a questo genere di riflessioni un articolo di Henry de Saint-Blankquat dallo spiacevolissimo titolo “In principio fu l’omicidio”(Nuova Scienza,gennaio 1979).</p>
<p>Non so come classificare la fine di Gheddafi, il linciaggio certamente c’è stato e per mano di gente non investita d’alcuna verosimile e credibile autorizzazione in merito. Tanto più che si è trattato di un procedimento particolarmente brutale visto che Gheddafi è stato trucidato nel peggiore dei modi e non semplicemente ucciso.</p>
<p>Ma se al contrario fosse stata rispettata la civile regola di tutela del prigioniero, ancorché colpevole d’incalcolabili misfatti, per poi processarlo secondo canoni di giustizia (non so da parte di quale tribunale speciale se libico o internazionalepercrimini contro l’umanità) non si potrebbe forse</p>
<p>parlare di un caso di vittima colpevole sacrificale, cioè idonea a risolvere tutti i mali in questo caso della Libia e non precisamente solo di un normale procedimento giudiziale dato che molto probabilmente il tribunale avrebbe deciso per una condanna a morte?</p>
<p>Come ancora oggi poter parlare di atto di giustizia nei luoghi evoluti dove si parla non più di</p>
<p>Giustizia (inanemente) punitiva ma retributiva se non addirittura di recupero della persona condannata? Me lo domando anche riflettendo banalmente alla sproporzione tra i crimini che si imputano al<em> rais</em> numericamente incalcolabili, sì che una condanna a morte potrebbe essere considerata impari, appunto inane.</p>
<p>A meno che la condanna non riguardasse soltanto l’ultima fase del suo comportamento quella cioè di aver scatenato e favorito una guerra fratricida.</p>
<p>Quest’ultima ipotesi potrebbe essere verosimile dato che Gheddafi era colpevole della sua stessa spietatezza con la quale aveva esercitato il suo assoluto potere di categorico capo della Libia fino all’attuale rivoluzione senza che almeno un tribunale per i diritti umani fosse mai insorto a chiedergli ragione dei suoi misfatti. E la ragione di questa omissione la conosciamo:i civili Stati democratici e quelli meno civili perché non democratici, si regolano nei loro rapporti internazionali prima di tutto su rapporti commerciali e di complessi rapporti economici, l’etica viene dopo.</p>
<p>E’ un’accusa, tra l’altro non originale?</p>
<p>Direi che la mia non sia altro che una triste constatazione d’impotenza della politica, che davvero non dovrebbe continuare a fregiarsi dell’appellativo di “nobile arte”. La politica non basta più,</p>
<p>risulta impotente, ci vuol altro. “Altro” al fine di riscattare dal ruolo subalterno la gente,</p>
<p>il cosiddetto popolo, anche se davvero non possiamo dirci sempre migliori di chi ci governa.</p>
<p>Sì, mi sembra proprio che il linciaggio non sia molto distante da un giudizio emesso da un tribunale accreditato.</p>
<p>Ho forse scritto in sostanza una dichiarazione contro la condanna a morte? Non esattamente.</p>
<p>Ho tentato di spiegare, probabilmente senza esserci riuscita, che né il linciaggio né una regolare condanna a morte insegnano alcunché. Tutto si ripete monotonamente, l’umanità è o ancora è o appare, statica.</p>
<p>Forse non abbiamo ancora capito che non può esistere progresso se non ci si propone di correggere certi crudeli limiti e condizionamenti biologici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E ora che cosa ci attendiamo dalla nuova Libia?</p>
<p>Se diritti e costumi si baseranno sulla <em>Sharia</em> le previsioni non sono davvero rosee specie a proposito delle vittime sacrificali tradizionali, non solo nel mondo musulmano, le donne.</p>
<p>Anche se la nuova Libia si dice agli antipodi del fondamentalismo …e noi lo speriamo.</p>
<p>Ma abbiamo comunque, tutti, molto lavoro da svolgere perché di fondamentalismo è ancora infestato il mondo.</p>
<p style="text-align: right;"> Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">(dal Giornalismo di Pace di Gl.C.)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gloria Capuano: &#8220;Caro Ministro&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2011/10/08/gloria-capuano-caro-ministro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 07:56:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo integralmente la lettera della giornalista di pace Gloria Capuano indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, On.le Altero Matteoli, sull&#8217;iniziativa popolare promossa dalla stessa autrice tramite il nostro quotidiano sul rinnovo della patente per gli ottantenni &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-    On. Altero Matteoli Ministro Infrastrutture e Trasporti &#160; Oggetto: Petizione 1181 Assemblea del 12 Aprile 2011 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/10/08/gloria-capuano-caro-ministro/">Gloria Capuano: &#8220;Caro Ministro&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Pubblichiamo integralmente la lettera della giornalista di pace Gloria Capuano indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, On.le Altero Matteoli, sull&#8217;iniziativa popolare promossa dalla stessa autrice tramite il nostro quotidiano sul rinnovo della patente per gli ottantenni</em></p>
<p style="text-align: center;"><em></em><em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-   </em></p>
<p style="text-align: right;">On. Altero Matteoli<br />
Ministro Infrastrutture e Trasporti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oggetto: Petizione 1181 Assemblea del 12 Aprile 2011</strong></p>
<p>Caro Ministro,</p>
<p>La prego caldamente di mettere fine alla strage degli innocenti in atto grazie a una leggenda metropolitana o luogo comune che ha scelto &#8211; favorita anche da un trascinamento mediatico &#8211; quale capro espiatorio responsabile delle troppo frequenti gravi sinistrosità su strada, cioè con morti e feriti, gli anziani.</p>
<p>Sono fiduciosa nella Sua decisione di riproporre l’emendamento alla legge Valducci con il quale si restituisce al medico di base il vaglio d’inviare o non l’anziano alla Commissione Medica Locale.</p>
<p>In virtù della Sua autorevolezza e saggezza spieghi ai Deputati componenti la IX Commissione Trasporti che l’aver coniato un nuovo discrimine quanto al godimento dei diritti umani e civili nello scoccare degli ottant’anni non solo è incostituzionale ma è del tutto immotivato essendo la realtà, quanto a responsabilità dei gravi sinistri, statisticamente diametralmente opposta.</p>
<p>I concetti chiave del problema sono due, uno che con l’invecchiamento della popolazione i suddetti sinistri sono corposamente diminuiti, l’altro che è proprio la fascia d’età dagli ottanta in su ad esserne la meno responsabile.</p>
<p>La prego di evidenziare che non è accettabile in un Paese democratico attestato sul garantismo dei diritti d’ogni singolo cittadino, scivolare in una sorta di magari involontario “linciaggio” su una spinta esclusivamente emotiva. Per questo, Ministro, La prego di porre rimedio alla non lieve lacuna che si sia potuto formulare una legge, quella del 29 luglio 2010 n.120, lettera C, art.16, comma 1, senza tenere conto del dato fondamentale offerto dai risultati statistici in proposito (qui in allegato).</p>
<p>Questi dati comprovano con chiarezza che non solo gli ottuagenari sono i meno responsabili dei gravi sinistri ma che i più responsabili sono i giovani, in specie fino al 24esimo anno d’età.</p>
<p>Nel ringraziarLa per quanto avrà in animo di fare per correggere gli effetti di un allarmistico fraintendimento &#8211; derivato dall’assenza della necessaria conoscenza del problema – nel pur comprensibile urgente intento – in questo caso errato &#8211; di agire a tutela della sicurezza su strada.</p>
<p>La prego di rispondermi al fine di permettermi di rassicurare le innumerevoli famiglie in preda alla disperazione, tanto è persecutoria spesso la prassi cui si attengono molte C.M.L.</p>
<p>Così pure La prego di mettere in grande rilievo il danno derivato all’economia delle famiglie dal non poter contare, dall’oggi al domani, sulla collaborazione degli anziani.</p>
<p>Anziani peraltro facenti parte della sempre più nutrita popolazione detta della “longevità attiva”.</p>
<p>Con i migliori e deferenti saluti</p>
<p style="text-align: center;">Gloria Capuano</p>
<p>      ********</p>
<p>Roma, 07/10/2011</p>
<p>Dott. Gloria Capuano<br />
Medico – chirurgo<br />
Scrittrice, Giornalista di Pace.</p>
<p>Titolare della rubrica “ Pulviscolo Atmosferico” del giornale on line: www.improntalaquila.org</p>
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