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	<title>argentina Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Qatar 2022. Stampa Argentina: &#8220;Sconfitta storica, tempesta di sabbia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 17:18:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un &#8220;duro colpo&#8221;, una &#8220;sconfitta storica&#8221;, il &#8220;meno desiderato dei debutti&#8221;. La stampa argentina commenta così, in apertura di tutte le testate, la sconfitta dell&#8217;albiceleste contro l&#8217;Arabia Saudita&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un &#8220;duro colpo&#8221;, una &#8220;sconfitta storica&#8221;, il &#8220;meno desiderato dei debutti&#8221;. La stampa argentina commenta così, in apertura di tutte le testate, la sconfitta dell&#8217;albiceleste contro l&#8217;Arabia Saudita al primo match dei mondiali del Qatar 2022 lungo e tirato, e che si è concluso 2-1 per la compagine araba. Parte proprio da suggestioni geografiche, buone sia per il Paese ospitante che per quello avversario, il quotidiano La Naciòn: l&#8217;Argentina, si legge nel titolo &#8220;resta travolta da una tempesta di sabbia che le oscura l&#8217;orizzonte&#8221;. L&#8217;articolo si fa ancora più grave: dal ricordo e &#8220;l&#8217;onnipresenza&#8221; di Maradona al sostengo alla stella Lionel Messi, &#8220;tutto resta bloccato in gola&#8221; dopo i 90 minuti, terminati con 8 minuti di recupero che non hanno risparmiato il disastro per gli argentini guidati dal ct Lionel Scaloni. L&#8217;agenzia di notizie Télam parla del &#8220;debutto meno desiderato&#8221; fra tutti quelli possibili e di una &#8220;delle peggiori sconfitte&#8221; nella storia dei mondiali per l&#8217;Argentina, che di questa manifestazione vanta ben due vittorie: nel 1978 e nel 1986. El Clarìn, quotidiano storico e fra i più letti, ricorda che la squadra argentina si è presentata in Qatar con alle spalle 36 partite senza sconfitte, per poi definire il match di esordio &#8220;un colpo durissimo&#8221;. Mentre sui social impazzano i meme, a partire da quelli che ironizzano sull&#8217;utilizzo del Var, foriero dell&#8217;annullamento di ben tre goal per fuorigioco, c&#8217;è già chi fa mente locale: Pagina 12 analizza le &#8220;ragioni della sconfitta&#8221;. Olè, principale rivista sportiva del Paese, guarda già al futuro e alle possibili combinazioni per il passaggio del turno nonostante la questa prima impensabile battuta d&#8217;arresto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photo: NurPhoto.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/22/qatar-2022-stampa-argentina-sconfitta-storica-tempesta-di-sabbia/">Qatar 2022. Stampa Argentina: &#8220;Sconfitta storica, tempesta di sabbia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Argentina: Allarme femminicidi: nel 2020 uno ogni 35 ore</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/05/31/argentina-allarme-femminicidi-nel-2020-uno-ogni-35-ore/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2021 10:50:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Argentina nel 2020 si sono contati 247 femminicidi, un dato che secondo il Registgovernoro Nacional de Femicidios de Justicia equivale a un&#8217;uccisione ogni 35 ore. Secondo l&#8217;organismo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Argentina nel 2020 si sono contati 247 femminicidi, un dato che secondo il Registgovernoro Nacional de Femicidios de Justicia equivale a un&#8217;uccisione ogni 35 ore. Secondo l&#8217;organismo statale, dei casi di femminicidio registrati, in soli quattro casi i responsabili sono stati condannati dalla giustizia. Per altri 209 il processo è tuttora in corso, mentre 32 sono stati archiviati. Lo studio ha permesso di mettere in luce altri due fenomeni: da un lato, a causa di queste uccisioni, 290 minori sono rimasti senza madre; dall&#8217;altro è stato possibile evidenziare che i femminicidi hanno riguardato anche migranti, native oppure donne incinte, e che quindi vivevano in alcuni una condizione di vulnerabilità. La stampa locale ricorda che il governo ha messo in atto varie politiche per frenare le violenze contro le donne, che a volte possono essere letali, tuttavia il fenomeno resta allarmante. L&#8217;associazione Mujeres de la Matria Latinoamericana (Mumalá) ha avvertito che in questi primi mesi del 2021 si sono registrati 115 casi di violenza di genere, 74 tra femminicidi e omicidi di persone transessuali, e 109 tentativi di omicidio. L&#8217;8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, le reti associative hanno indetti manifestazioni e scioper in tutto i lpaese denunciando proprio che solo nei primi due mesi del 2021 c&#8217;era stato &#8220;un femminicidio ogni 29 ore&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/05/31/argentina-allarme-femminicidi-nel-2020-uno-ogni-35-ore/">Argentina: Allarme femminicidi: nel 2020 uno ogni 35 ore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Trovato Santiago: il Comunicato della famiglia Maldonado</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2017 21:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Santiago Maldonado]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corpo trovato nel fiume Chubut è quello di Santiago. L’incertezza sul suo destino è terminata. Il calvario iniziato per la nostra famiglia il giorno in cui abbiamo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/21/trovato-santiago-il-comunicato-della-famiglia-maldonado/">Trovato Santiago: il Comunicato della famiglia Maldonado</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il corpo trovato nel fiume Chubut è quello di Santiago.</p>
<p>L’incertezza sul suo destino è terminata. Il calvario iniziato per la nostra famiglia il giorno in cui abbiamo avuto notizia della sua scomparsa non terminerà fino a quando non otterremo giustizia.</p>
<p>Davanti alla conferma dell’identità di Santiago possiamo dire ben poco sui nostri sentimenti: questo dolore non si può esprimere a parole.</p>
<p>Le circostanze del ritrovamento del corpo ci suscitano molti dubbi. Crediamo che sia il momento di avanzare con fermezza nelle indagini, lasciando lavorare senza pressioni il giudice Lleral. Abbiamo bisogno di sapere cos’è successo a Santiago e chi sono i responsabili della sua morte. Tutti i responsabili. Non solo quelli che gli hanno tolto la vita, ma anche chi, per coinvolgimento diretto od omissione, ha collaborato all’insabbiamento e ha pregiudicato le ricerche.</p>
<p>Avevamo ragione a protestare per l’inerzia, l’inefficacia e la parzialità del giudice precedente nella gestione della causa. Continua a risultarci inspiegabile il rifiuto opposto dal governo nazionale all’offerta di collaborazione da parte di specialisti dell’ONU di provata esperienza internazionale. Niente potrà toglierci dalla testa l’idea che si sarebbe potuto fare molto di più e molto prima.</p>
<p>Chiediamo ai mezzi di comunicazione, alle organizzazioni sociali, sindacali e per i diritti umani e alle persone che ci hanno accompagnato nelle marce per Santiago di continuare a reclamare giustizia con più forza che mai e in modo pacifico. Chiediamo alle forze politiche che facciano il massimo sforzo per appoggiare e garantire tutte le azioni che ci aiutino a trovare la Verità e a fare Giustizia.</p>
<p>La morte di Santiago non dev’essere motivo di divisioni o di offerte interessate. Nessuno ha diritti sul dolore di questa famiglia, per la quale chiediamo rispetto.</p>
<p>Per Santiago, per noi.</p>
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		<title>Sandra Russo: “Milagro prosegue salda e forte&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/11/22/sandra-russo-milagro-prosegue-salda-e-forte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2016 10:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sandra russo, giornalista argentina, si è occupata di radio e televisione e scrive per il quotidiano Página 12 fin dall’inzio della sua attività. Nel 2010 ha scritto “Jallalla:&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/22/sandra-russo-milagro-prosegue-salda-e-forte/">Sandra Russo: “Milagro prosegue salda e forte&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sandra russo, giornalista argentina, si è occupata di radio e televisione e scrive per il quotidiano Página 12 fin dall’inzio della sua attività. Nel 2010 ha scritto “Jallalla: la Tupac Amaru, utopia in costruzione”, il primo libro su Milagro Sala. Insieme a lei cerchiamo di approfondire la questione della detenzione di Milagro Sala e l’attuale situazione argentina.</p>
<p>Sandra, prima di tutto, hai notizie della situazione di Milagro e degli altri prigionieri politici?</p>
<p>Da un lato, le notizie che arrivano da Jujuy sono preoccupanti, sia per Milagro che per gli altri militanti detenuti. La scorsa settimana, in quello che è sembrato essere il primo dato oggettivo di riconoscimento di quanto sta chiedendo l’ONU, sono state liberate due degli undici tupaqueros che erano detenuti insieme a Milagro. Dall’altro, benché abbia dei comprensibili crolli, Milagro è perfettamente cosciente della responsabilità della sua leadership. Si mantiene in contatto costante, manda periodicamente messaggi per comunicare che è ancora integra, questa settimana abbiamo potuto ascoltare la sua voce in una radio nazionale, ed era salda e forte. In galera dallo scorso gennaio, continua la sua lotta e continua a essere la leader della Tupac Amaru.</p>
<p>I recenti interventi internazionali e la visita di Trudeau con le sue dichiarazioni stanno modificando la situazione a Jujuy?</p>
<p>Senza dubbio sì, benché il governo di Macri si muova come se fosse coperto di burro e tutto gli scivoli addosso. Quando è arrivata la richiesta dell’ONU, il governatore Gerardo Morales ha rilasciato una dichiarazione che ha soffiato sul fuoco di questa situazione di sospensione dello Stato di diritto a Jujuy. Ha detto: “Non ho intenzione di liberare questa donna”. Un governatore non deve imprigionare né liberare nessuno. Non sono funzioni che gli appartengono. La brutalità di Morales gli ha fatto dire la verità: è lui, per conto dell’esecutivo, che la tiene prigioniera. Per questo non c’è alcun dubbio sul fatto che stiamo parlando di prigionieri politici. Questo, prima o poi, finirà con un processo politico contro Morales, e il Potere Giuridico tornerà a funzionare normalmente. Bisogna intervenire urgentemente su quello di Jujuy, perché nessun cittadino jujeño gode delle benché minime garanzie costituzionali. Sembra che il governo, dopo l’intervento di Trudeau, si stia rendendo conto che non è un paese bolivariano a protestare, bensì un paese di prim’ordine, e quelle gerarchie, per questo governo, non sono indifferenti. Il Canada è parte di quel mondo cui presumibilmente Macri vuole avvicinare l’Argentina.</p>
<p>Numerosi osservatori hanno sottolineato l’influenza dei media nei processi di destabilizzazione dei governi progressisti. Come mai in anni di governo non si è riusciti a ottenere una legge di controllo e democratizzazione dei mezzi di diffusione? Che è successo nello specifico in Argentina e in Brasile?</p>
<p>In Argentina, perlomeno, abbiamo trascorso cinque anni con una legge sui Media approvata da una chiara maggioranza, dopo ampi dibattiti in ambiti di discussione di tutto il paese. Per tutto questo lungo tempo, più lungo di un mandato presidenziale, un settore della Magistratura, lo stesso che ora accusa Cristina Kirchner e cerca di impedirle la partecipazione alle prossime elezioni, ha imposto un’infinità di misure cautelari che hanno reso impossibile la piena applicazione della legge. Sono stati anni dove si discuteva se quella legge avrebbe diminuito o meno la libertà di espressione. Non lo avrebbe mai fatto. Restringeva solamente a 24 il numero delle licenze che un gruppo mediatico poteva avere. Oggi ci sono delle liste nere, io stessa non ho potuto fare la giornalista da quando Macri è salito al potere, e certamente la libertà di espressione non è argomento di nessuna agenda. Non gli è mai importato nulla della libertà di espressione, ciò che difendono sempre è la propria libertà di espansione a spese dei media comunitari e indipendenti, che ora stanno affogando, come già accadde negli anni ’90. Il potere politico, quello giudiziario e quello mediatico sono le tre gambe di un’associazione illecita (perché viola l’indipendenza dei poteri) che è la struttura quasi mafiosa che sta devastando la democrazia argentina. Si indagano gli avversari, si spiano profili di Facebook, si ferma gente per strada perché indossa magliette di qualche organizzazione politica, si mantiene un buon numero di giornalisti senza media in cui lavorare. La legge è fallita perché il kirchnerismo non ha mai avuto il potere sufficiente per ridisegnare questa democrazia, regolata dalla Costituzione del 1994, fatta in piena epoca neoliberale. Abbiamo imparato con dolore, e collettivamente, che il potere politico è uno tra vari, per nulla la cuspide del potere, e nei dodici anni di kirchnerismo i poteri di fatto, che ora governano direttamente con un amministratore delegato in ogni ministero, hanno protetto il gruppo Clarín, che è il portavoce dell’attuale governo corporativo: il portavoce e spesso quello che decide politiche di comunicazione. I suoi quasi trecento media e i suoi satelliti sono quelli che proteggono Macri: non coprono nessuna protesta sociale, né la bestiale repressione di quelle proteste, né la corruzione su grande scala che ora occupa la Casa Rosada. Non stiamo parlando di un caso di corruzione, che esiste in qualunque governo e che anche il kirchnerismo ha avuto, stiamo parlando di corruzione assolutamente trasversale in tutte le aree di governo e di una concezione politica che naturalizza e include la corruzione come un normale modo di fare affari. I Macri sono questo: gente che ha corrotto funzionari di tutti i governi a partire dalla dittatura militare e che ha accumulato una fortuna grazie alle opere pubbliche.</p>
<p>Credi che il caso Tupac sia isolato o che faccia parte di un processo più ampio di criminalizzazione delle organizzazioni sociali? Fino a dove può arrivare questo processo?</p>
<p>Il governo di Macri, attraverso il governatore Morales, ha dato quel segnale a gennaio, appena insediatosi: un cittadino può essere privato della sua libertà a causa della sua posizione politica, così come può essere licenziato dal suo lavoro. Le migliaia di licenziamenti di dipendenti pubblici che hanno avuto luogo dopo la revisione che i burocrati hanno fatto dei loro profili di Facebook o dei loro account di Twitter lo dimostrano. Questo è un governo persecutorio e repressivo. Milagro Sala è la dirigente della Tupac Amaru dal 1991, quando cominciava l’orgia neoliberale degli anni ’90. E’ una delle organizzazioni sociali più grandi della regione, e in Argentina è l’espressione di un settore finora totalmente occultato, perché la Tupac Amaru, di origine quechua, è un ponte con il paese che crede che tutti i suoi abitanti discendano dagli europei che arrivarono tra la fine del XIX e il principio del XX secolo. L’establishment che ha governato questo paese, salvo in rare pieghe della storia come per i governi kirchneriani, hanno raccontato una storia in cui noi argentini siamo arrivati tutti con le navi. La Tupac Amaru rivendica altre origini, ci unisce alla regione andina, e ne fa parte uno dei nuclei di povertà strutturale più profondi del paese. Milagro ha dato a quella gente molto più di ciò che avessero mai ricevuto, cominciando dall’autostima. La sua opera è grande, meravigliosa. Morales ha distrutto il parco acquatico, per esempio. Avrebbe potuto renderlo agibile per i poveri di Jujuy, ma lo ha distrutto. Questo è il messaggio del neoliberismo in tutto il mondo, ma specialmente in Argentina: vengono a dirci che siamo un povero popolo condannato alla sofferenza. E questa è una menzogna. La sofferenza non è una condizione naturale, bensì il risultato delle politiche estrattive che loro applicano. E’ ciò che condanna il Papa, è la feticizzazione del denaro, è il rifiuto dell’altro. Milagro è l’esempio e la sintesi del proposito del PRO, che è ridurre il popolo a servitù del mercato.</p>
<p>Cosa potrebbero imparare i progressisti di tutto il mondo dalla sconfitta elettorale argentina?</p>
<p>Che quando la classe politica è composta da gente senza scrupoli o corrotta, gli imprenditori, le corporazioni e la concentrazione dei capitali la usano come esempio per mettere in guardia gli elettori sul fatto che la politica è sporca, che non serve, che sono tutti uguali, così che la gente finisca per votare imprenditori come Macri, Temer o Piñera, o strumenti delle corporazioni come Peña Nieto. Bisogna fare politica in un altro modo, dalla base, con una soggettività diversa, direi quasi ascetica, trasparente, che abbia vasi comunicanti con altri settori, specificando bene a cosa ci si riferisce quando si parla di democrazia, libertà o repubblica, perché al potere sono arrivati governi di destra facendo appello a quelle parole, mentendo, ma protetti da mezzi di comunicazione concentrati che oggi, invece di portare informazione al proprio pubblico, operano come una barriera tra i cittadini e la verità. Le agende giornalistiche sono vergognose in tutto il mondo. Ci sono interi continenti cancellati da quelle agende, ed è dove paesi dell’Unione Europea e gli Stati Uniti bombardano e forzano le loro strategie geopolitiche. Vogliono fare dell’America Latina quello che hanno già fatto in Africa. Vogliono spostare gente per poter deforestare. Vogliono installare basi militari nordamericane per trasferire e ampliare gli eterni conflitti del Medio Oriente. In questa fase del capitalismo, i territori sono sacrificabili perché servono per le risorse naturali. Solo la politica, la vera politica, quella profondamente militante e storica, in tutto il mondo, li può fermare. E infine direi che così come la destra si è globalizzata, anche la sinistra deve farlo. E’ necessario rafforzare i legami intellettuali e fisici tra tutta la dirigenza e la base della resistenza nel mondo, perché dobbiamo rispondere il più globalmente e in modo più organizzato possibile a questa aggressione.</p>
<p style="text-align: right;">Olivier Turquet-Pressenza<br />
Traduzione dallo spagnolo di Matilde Mirabella</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/22/sandra-russo-milagro-prosegue-salda-e-forte/">Sandra Russo: “Milagro prosegue salda e forte&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Argentina: una svolta a sorpresa, accordi con i creditori italiani</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/02/05/89860/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 20:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che la telenovela argentina sia alla fine? Il condizionale resta d&#8217;obbligo, ma il 2 febbraio è stato annunciato un accordo tra la TfArgentina (l’ente di emanazione bancaria che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/05/89860/">Argentina: una svolta a sorpresa, accordi con i creditori italiani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Che la telenovela argentina sia alla fine? Il condizionale resta d&#8217;obbligo, ma il 2 febbraio è stato annunciato un accordo tra la <em>TfArgentina</em> (l’ente di emanazione bancaria che segue i  <em>bondisti</em> che avevano tango <em>bond</em>) e il nuovo governo di Buenos Aires di Macri. Il neopresidente sta, infatti, dando una svolta importante al Paese e sembrerebbe più incline a seguire i mercati che a remare contro. È una sostanziale novità nella politica del paese dopo molti anni di <em>Kirchnerismo</em>(dal cognome dei due presidenti, marito e moglie che han preceduto Macri) e una forte rottura con la politica tenuta fin qui dal Paese.</div>
<div>Che cosa prevederebbe l’accordo? A fronte di una richiesta di circa 2,5 miliardi di dollari da parte della <em>TfArgentina </em>riguardanti circa 900 milioni di dollari di <em>bond</em>argentini in mano a 50.000  creditori italiani (insomma capitale più interessi), l’Argentina si impegna a pagare il 150% del valore dei <em>bond</em> (ossia 1,35 miliardi di dollari) e la <em>TfArgentina</em> a non chiedere altri soldi. La proposta deve essere approvata dalla <em>TfArgentina</em> e, a marzo, dal parlamento di Buenos Aires.</div>
<div>È una buona proposta? Non piacerà certo ai duri e puri che volevano tutti gli interessi, ma dopo 14 anni dal crack è quantomeno realistica e consente ai tangobondisti di uscire con un piccolo guadagno. Unico problema è che al momento l’Argentina non si è ancora accordata con gli altri creditori (i cosiddetti fondi avvoltoio che han comprato i <em>bond</em> argentini a prezzi stracciati), anche se è in trattativa. Non sono esclusi altri colpi di scena.</div>
<div>Se non hai partecipato alle varie ristrutturazioni del debito argentino e hai ancora<em>bond</em> argentini (quelli originali) dovrebbe venirti chiesto l’assenso all’accordo. Sembrerebbe un’occasione per farla finita e una soluzione conveniente. Attendiamo, comunque, di capire bene come vanno avanti le trattative con i fondi avvoltoio e di capire quale documentazione ti verrà chiesto di firmare.</div>
<div> Se avevi precedentemente partecipato alla ristrutturazione del debito questa iniziativa non ti riguarda.(Altroconsumo.it)</div>
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		<title>Buenos Aires: lacrimogeni su avversari, superclasico sospeso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 10:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza Stadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incredibile in Argentina. A Buenos Aires, la storia del calcio e del tifo violento si arricchisce di una nuova, grottesca pagina. Allo stadio La Bombonera, il derby della&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile in Argentina. A Buenos Aires, la storia del calcio e del tifo violento si arricchisce di una nuova, grottesca pagina. Allo stadio <em>La Bombonera</em>, il derby della capitale argentina tra il <strong>Boca Juniors</strong> ed il <strong>River Plate</strong>, valido per gli ottavi di finale della <em>Copa Libertadore</em>s, equivalente sudamericano della Champions League, è stato sospeso perché nel corso dell’intervallo della partita, <strong>alcuni tifosi del Boca si sono riusciti ad introdurre nel tunnel che porta dallo spogliatoio al campo, portando con se dei lacrimogeni al peperoncino, che hanno poi fatto esplodere vicino ai giocatori del River Plate.</strong> I gas hanno provocato forte irritazione e addirittura delle ustioni ai giocatori della formazione biancorossa, che in quel momento stavano tornando in campo per disputare il secondo tempo.</p>
<p>Una vicenda irreale, probabilmente impensabile anche per la mente più creativa, avvenuta dopo che il primo tempo del <em>Superclasico</em> (così è soprannominata la sfida tra le due più prestigiose formazioni di Buenos Aires), che assegnava un posto per i quarti di finale della manifestazione continentale, si era concluso sul punteggio di 0-0 (nella gara andata, disputata al “Monumental”, il River aveva vinto 1-0). I sostenitori del Boca sono riusciti a rompere, con un saldatore, le reti di protezione che separano gli spalti dal campo e ad introdursi nel tunnel. Non contenti, per aumentare l’effetto dei lacrimogeni, <strong>hanno piazzato gli stessi al ridosso del compressore</strong>, utilizzato per tenere gonfio il tunnel temporaneo che accompagna i giocatori dallo spogliatoio al campo. <strong>L’azione ha ovviamente generato caos e panico tra i calciatori e dopo circa un’ora l’arbitro dell’incontro ha optato, saggiamente, per la sospensione della partita. </strong></p>
<p>Non si sa ancora se l’incredibile episodio porterà alla sospensione definitiva del match, oppure se il secondo tempo del derby verrà recuperato successivamente. Nella prima eventualità, per quello che può contare dopo quanto accaduto, a passare il turno sarebbe il River Plate, in ragione del risultato dell’andata.</p>
<p style="text-align: right">Luca Marrelli</p>
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		<title>Aylen Nail Maranges è Miss Italia nel Mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2012 07:58:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Aylen Nail Maranges]]></category>
		<category><![CDATA[miss italia]]></category>
		<category><![CDATA[rosario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nata 25 anni fa a Rosario Santa Fe, in Argentina e residente a Ispica, Ragusa, in Sicilia, è alta 1,70, ha occhi verdi e capelli castani. Aylen Nail&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/10/aylen-nail-maranges-e-miss-italia-nel-mondo/">Aylen Nail Maranges è Miss Italia nel Mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nata 25 anni fa a Rosario Santa Fe, in Argentina e residente a Ispica, Ragusa, in Sicilia, è alta 1,70, ha occhi verdi e capelli castani. Aylen Nail Maranges ha il diploma di Scuola superiore ed ha studiato da stilista, ma solo nel primo dei tre anni previsti ed ora lavora come commessa. E’ venuta in Italia tre anni fa, da sola, in vacanza; si è fidanzata con Alessandro ed è rimasta in Sicilia. “Questa edizione di Miss Italia nel Mondo &#8211; dice &#8211; è un bel gioco, ma anche un riconoscimento alle ragazze straniere che qui si sono ambientate e lavorano con serietà”.</p>
<p>La vincitrice ha ricevuto la corona, realizzata da Miluna, dall’attrice Natasha Stefanenko nel corso della prima puntata di Miss Italia.</p>
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		<title>Si è concluso in Argentina il terzo congresso Internazionale dei Giovani abruzzesi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/07/02/si-e-concluso-in-argentina-il-terzo-congresso-internazionale-dei-giovani-abruzzesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 09:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[riunione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 21 al 24 giugno la città di Buenos Aires ha ospitato il Congresso dei Giovani abruzzesi nel mondo. La riunione ha visto la partecipazione di tre consiglieri&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/02/si-e-concluso-in-argentina-il-terzo-congresso-internazionale-dei-giovani-abruzzesi/">Si è concluso in Argentina il terzo congresso Internazionale dei Giovani abruzzesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 21 al 24 giugno la città di <strong>Buenos Aires</strong> ha ospitato il <strong>Congresso dei Giovani abruzzesi</strong> nel mondo. La riunione ha visto la partecipazione di tre consiglieri regionali, due membri del Cram &#8211; <strong>Franco Caramanico</strong> e <strong>Antonio Prospero &#8211;</strong> e <strong>Marinella Sclocco</strong>, la più giovane nel Consiglio Regionale d’Abruzzo. Hanno preso parte all’incontro anche la presidente della FEDAMO (la Federazione di Istituzioni Abruzzesi in Argentina), <strong>Alicia Carosella</strong>, e il consigliere del Cram, <strong>Giovanni Scenna</strong>. Nel pomeriggio di giovedì 21 giugno il gruppo di politici abruzzesi è stato accolto nell’Ambasciata italiana di <strong>Buenos Aires</strong>. Il Congresso è stato aperto ufficialmente il giorno successivo, 22 giugno, e ha visto la partecipazione del Console Generale d’Italia a Buenos Aires, <strong>Giuseppe Scognamiglio</strong>, e dei rappresentanti della Città Autonoma di <strong>Buenos Aires</strong>, tra i quali <strong>Irma Rizzuti</strong>, Assessore Generale nel Governo della Città di Buenos Aires.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hanno preso parte al congresso i giovani abruzzesi di tutto il mondo, provenienti da <strong>Brasile</strong>, <strong>Australia</strong>, <strong>Sudafrica</strong>, <strong>Svizzera</strong>, <strong>Paraguay</strong>, <strong>Uruguay</strong>, <strong>Venezuela</strong>, <strong>Canada</strong> e naturalmente, per la vicinanza, un gran numero proveniente dall’<strong>Argentina</strong>. I delegati di ogni paese hanno presentato le loro realtà: <strong>Giulia Costa</strong> dal Brasile, <strong>Alejandro Costantini</strong> e <strong>Silvana Lopez Milani</strong> dall’Uruguay, <strong>Johnny Margiotta</strong> e <strong>Giuliano Corrado </strong>dal Venezuela, <strong>Manuela Lalli</strong> dall’Australia, la quale ha spiegato la situazione della nuova emigrazione di abruzzesi verso il suo paese, <strong>Aldo Di Iorio</strong> dalla Svizzera, <strong>Najeeba Di Loreto</strong> dal Sudafrica, che ha spiegato la possibilità per l’Abruzzo di introdurre i propri prodotti sul mercato sudafricano e <strong>Joaquin Negri</strong>, in qualità di  delegato dell’Argentina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella giornata di sabato i giovani congressisti hanno affrontato le problematiche riscontrate da ognuno di loro, una tra tutte l’impossibilità di essere rappresentati nel proprio paese. Le altre importantissime questioni affrontate sono state: l’importanza di stringere un legame ancora più saldo tra i giovani che vivono in <strong>Abruzzo</strong> e quelli che si trovano fuori da questa splendida regione; la realizzazione di scambi culturali a livello universitario, per poter studiare nei paesi verso i quali sono emigrati gli abruzzesi e nell’Abruzzo stesso; la necessità di continuare a realizzare tali incontri per mantenere vivi i legami che uniscono tutti gli abruzzesi nel mondo. A seguire è stato firmato un documento finale, nel quale sono stati individuati alcuni punti da portare a conoscenza del <strong>Consiglio Regionale d’Abruzzo</strong>, in una prossima seduta; ogni giovane si è impegnato per riuscire a concretizzare e portare a termine ciascuno dei progetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È importante sottolineare anche la partecipazione della dottoressa <strong>Renata Mascitti</strong>, Vice Console onoraria di <strong>Los Teques</strong> in Venezuela e di <strong>Sandro Di Fazio</strong>, entrambi figli di abruzzesi in America Latina. Tra gli ospiti anche il cantante <strong>Odino Faccia</strong>, figlio di abruzzesi emigrati in <strong>Argentina</strong>, <em>singer</em> di talento, designato “cantante per la pace” in onore di <strong>Giovanni Paolo II</strong>. Il congresso si è concluso sabato sera con la conviviale di chiusura alla quale hanno partecipato tutti i congressisti e le delegazioni delle Associazioni abruzzesi in Argentina aderenti alla <strong>Fedamo</strong>. Intorno alla mezzanotte la presidente della Fedamo, <strong>Alicia Carosella</strong>, e il Consigliere regionale <strong>Franco Caramanico</strong> hanno dichiarato concluso il Congresso, manifestando il proprio plauso per i quattro giorni di lavori, durante i quali i giovani abruzzesi hanno dimostrato le proprie capacità e la volontà di proseguire lavorando per rafforzare i legami con l’<strong>Abruzzo</strong>, mantenendo vivo l’amore per la terra d’origine dei propri genitori e nonni. Questo è il momento di unire le forze per poter attuare i punti fissati durante questo fruttuso Congresso.</p>
<p style="text-align: right;">Federico Mandl</p>
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