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	<title>Save the Children Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ebola in Congo, allarme Save the Children: 52 bambini contagiati, 19 morti. I minori sotto i 14 anni sono i più a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 15:40:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A un mese dalla dichiarazione dell&#8217;emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), Save the Children lancia un nuovo allarme sull&#8217;impatto dell&#8217;epidemia di Ebola sui più piccoli. Secondo i dati diffusi dall&#8217;organizzazione umanitaria, almeno 52 bambini hanno contratto il virus dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza, tra cui 16 neonati e lattanti. Di questi, 19 hanno perso la vita. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A un mese dalla dichiarazione dell&#8217;emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), Save the Children lancia un nuovo allarme sull&#8217;impatto dell&#8217;epidemia di Ebola sui più piccoli. Secondo i dati diffusi dall&#8217;organizzazione umanitaria, almeno 52 bambini hanno contratto il virus dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza, tra cui 16 neonati e lattanti. Di questi, 19 hanno perso la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attuale focolaio, dichiarato ufficialmente il 15 maggio, è già diventato il terzo più grave mai registrato nel Paese. I dati del Ministero della Salute congolese parlano di circa 782 casi confermati e 181 decessi, mentre cresce la preoccupazione per la vulnerabilità dei minori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I bambini sotto i 14 anni hanno oltre il doppio delle probabilità di morire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;analisi condotta da Save the Children evidenzia un dato particolarmente allarmante: i bambini di età inferiore ai 15 anni hanno una probabilità più che doppia di morire dopo aver contratto l&#8217;Ebola rispetto agli adolescenti più grandi e agli adulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tasso medio di letalità tra i bambini da 0 a 14 anni raggiunge infatti il 38,6%, contro il 18,1% registrato tra le persone di età superiore ai 15 anni. Numeri che confermano quanto i più piccoli rappresentino una delle categorie più esposte agli effetti devastanti della malattia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti sottolineano come i bambini molto piccoli possano peggiorare rapidamente una volta infettati e necessitino di diagnosi precoce, assistenza specialistica e cure intensive per aumentare le possibilità di sopravvivenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Povertà, malnutrizione e conflitti aggravano il rischio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione dell&#8217;Ebola si inserisce in un contesto già estremamente fragile. Molti bambini vivono infatti condizioni di forte vulnerabilità, caratterizzate da malnutrizione, malaria, anemia, povertà estrema, sfollamenti forzati e accesso limitato ai servizi sanitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A peggiorare ulteriormente la situazione contribuiscono l&#8217;interruzione delle vaccinazioni di routine e la difficoltà di accesso ai trattamenti essenziali e al supporto nutrizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Save the Children, le conseguenze dell&#8217;epidemia vanno ben oltre il contagio. I minori rischiano infatti separazioni familiari, traumi psicologici, abbandono scolastico, sfruttamento lavorativo e un aumento dei matrimoni precoci nelle aree più colpite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Disinformazione e paura ostacolano la risposta sanitaria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle province interessate dall&#8217;epidemia, molte strutture sanitarie continuano a registrare carenze di dispositivi di protezione individuale, disinfettanti, farmaci essenziali e spazi di isolamento sicuri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, la diffusione di informazioni errate e il timore della malattia stanno rallentando le attività di prevenzione e contenimento. In molte comunità, infatti, le famiglie esitano a rivolgersi alle strutture sanitarie, a segnalare tempestivamente i sintomi o a collaborare con il tracciamento dei contatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa epidemia è molto più di un&#8217;emergenza sanitaria: rappresenta una crisi sociale che colpisce profondamente bambini, famiglie e comunità&#8221;, ha dichiarato Greg Ramm, Direttore di Save the Children nella Repubblica Democratica del Congo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Save the Children: &#8220;I bambini devono essere al centro della risposta&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;organizzazione umanitaria sottolinea come la risposta all&#8217;emergenza debba mettere i bambini al centro delle strategie di intervento. Oltre alle misure per contenere la diffusione del virus, è fondamentale garantire la continuità dei servizi essenziali di salute, nutrizione e accesso all&#8217;acqua potabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa è la diciassettesima epidemia di Ebola registrata nella RDC dal 1976 e si somma a una crisi umanitaria già devastante, caratterizzata da conflitti armati, sfollamenti e sistemi sanitari fragili&#8221;, ha aggiunto Ramm.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Save the Children, un intervento rapido, coordinato e su larga scala potrebbe ancora contenere la diffusione del virus e limitare le conseguenze sui minori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli interventi sul campo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per contrastare l&#8217;epidemia, Save the Children sta rafforzando le attività di ricerca attiva dei casi sospetti e il tracciamento dei contatti nelle comunità e nelle strutture sanitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le iniziative avviate figurano la formazione di operatori sanitari e insegnanti per individuare rapidamente i casi a rischio, la distribuzione di kit igienici d&#8217;emergenza, termometri e materiale informativo destinato alle famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;organizzazione opera nella Repubblica Democratica del Congo dal 1994 e collabora con 13 organizzazioni locali, autorità governative e partner internazionali per fornire assistenza sanitaria, nutrizionale, educativa e servizi di protezione dell&#8217;infanzia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una crisi umanitaria che coinvolge 15 milioni di persone</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;epidemia di Ebola si sviluppa in un contesto umanitario estremamente complesso. Attualmente, nella Repubblica Democratica del Congo circa 15 milioni di persone, quasi una su sette, necessitano di assistenza umanitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente se non verranno garantiti interventi tempestivi e adeguate risorse per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione, a partire dai bambini.</p>
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		<title>Ebola in Congo: Save the Children chiede aiuti urgenti per proteggere bambini e famiglie</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/ebola-save-the-children-chiede-impegno-internazionale-per-proteggere-bambini-e-famiglie-ne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:22:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children chiede interventi urgenti per contenere il focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e proteggere bambini e famiglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/ebola-save-the-children-chiede-impegno-internazionale-per-proteggere-bambini-e-famiglie-ne/">Ebola in Congo: Save the Children chiede aiuti urgenti per proteggere bambini e famiglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Save the Children ha chiesto un impegno internazionale immediato per contenere un nuovo focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e per sostenere le famiglie e i bambini più esposti. L&#8217;Organizzazione afferma che il sistema sanitario locale, già sotto forte pressione, ha tardato a individuare il contagio e non è attrezzato per impedirne la diffusione.</p>
<p>Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, dall&#8217;inizio della nuova epidemia, due settimane fa, sono stati segnalati circa 500 casi sospetti di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, di cui 130 mortali. Save the Children sta predisponendo un intervento su larga scala per rafforzare i sistemi sanitari locali e assistere le comunità colpite.</p>
<p>L&#8217;epidemia presenta criticità particolari: si tratta di un ceppo diverso da quello osservato in precedenti focolai nella provincia, e i test specifici per il ceppo Zaire non avevano inizialmente dato esito positivo. Quando è stato identificato il ceppo Bundibugyo, la malattia si era già diffusa in più aree, rendendo necessario recuperare il tempo perso nelle operazioni di contenimento.</p>
<p>I bambini risultano particolarmente vulnerabili durante le epidemie di Ebola: oltre ai rischi sanitari diretti legati all&#8217;infezione, sono esposti a traumi, sfruttamento e stigmatizzazione. L&#8217;elevato tasso di mortalità può lasciare molti minori senza uno o entrambi i genitori e aumentare il rischio di isolamento o abbandono.</p>
<p>La nuova epidemia si inserisce in un contesto di conflitto e crisi umanitaria prolungata: nel Paese si registra un forte aumento delle violenze e una situazione di emergenza che ha causato milioni di sfollati. Attualmente quasi 5,6 milioni di persone risultano sfollate, tra cui circa 2,5 milioni di bambini, e 15 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria.</p>
<p>Per intervenire sul terreno Save the Children fa leva sulla propria presenza storica nel Paese: opera nella Repubblica Democratica del Congo dal 1994 e collabora con 13 partner locali, oltre a lavorare insieme ad altre organizzazioni internazionali e autorità governative. Le attività dell&#8217;Organizzazione sono concentrate in province orientali particolarmente colpite dalla crisi (Nord Kivu, Sud Kivu e Ituri) e in altre aree come il Kasai, il Kasai Orientale e Lomami, con programmi che riguardano salute, nutrizione, istruzione, protezione dell&#8217;infanzia, sicurezza alimentare e servizi igienico-sanitari.</p>
<p>Save the Children sottolinea la necessità di misure pratiche per fermare la diffusione del virus: informazione sulle pratiche di protezione personale, riduzione dei contatti, prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie e fornitura di materiali essenziali come cloro e disinfettanti. L&#8217;Organizzazione invita la comunità internazionale a mobilitarsi per fornire attrezzature, squadre sul campo e risorse necessarie a tutelare i bambini e le famiglie e a contenere l&#8217;epidemia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/ebola-save-the-children-chiede-impegno-internazionale-per-proteggere-bambini-e-famiglie-ne/">Ebola in Congo: Save the Children chiede aiuti urgenti per proteggere bambini e famiglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Neonata morta a Lampedusa, Save the Children chiede canali sicuri e soccorso strutturato</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/16/save-the-children-neonata-morta-a-lampedusa-ennesima-tragedia-appello-per-canali-regolari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 17:07:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una neonata di circa un mese è morta a Lampedusa. Save the Children chiede canali regolari e un sistema strutturato di soccorso in mare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/16/save-the-children-neonata-morta-a-lampedusa-ennesima-tragedia-appello-per-canali-regolari/">Neonata morta a Lampedusa, Save the Children chiede canali sicuri e soccorso strutturato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Una neonata di circa un mese è morta dopo lo sbarco a Lampedusa insieme alla madre, alla sorellina e ad altre 52 persone. L&#8217;episodio, avvenuto nella notte, è stato segnalato da Save the Children, che definisce la vicenda un&#8217;ulteriore tragedia legata alle rotte migratorie nel Mediterraneo.</p>
<p>L&#8217;organizzazione ha chiesto l&#8217;attivazione di un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso in mare e l&#8217;apertura di canali regolari e sicuri per l&#8217;accesso all&#8217;Europa, sottolineando come l&#8217;assenza di vie legali spinga le persone a intraprendere rotte sempre più pericolose. &#8220;Non è inevitabile: è una scelta. Quando muore una neonata, non è una fatalità, è il fallimento di politiche che continuano a mettere i confini davanti alla vita. Il diritto a vivere e a cercare protezione non può essere negoziabile. Il rispetto del diritto internazionale deve essere pieno e sostanziale, mettendo il Superiore Interesse del Minore al primo posto&#8221; ha dichiarato Giorgia D&#8217;Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children.</p>
<p>Secondo i dati richiamati dall&#8217;organizzazione, dal 2014 sono oltre 34.800 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l&#8217;Europa. Solo nel 2026 le vittime sarebbero già più di 1.200, di cui oltre 800 nel Mediterraneo centrale; tra loro figurano anche numerosi bambini, con oltre 100 minori segnati ogni anno negli ultimi tre anni.</p>
<p>Il team di Save the Children presente sull&#8217;isola è operativo per rispondere alle necessità dei sopravvissuti, tra cui 20 minori non accompagnati. L&#8217;organizzazione insiste inoltre sull&#8217;importanza di garantire che tutte le imbarcazioni impegnate nei salvataggi, comprese quelle delle ong e i mercantili, non vengano ostacolate.</p>
<p>La richiesta avanzata è dunque di mettere al centro la protezione delle persone e dei minori e di predisporre canali regolari e un dispositivo di soccorso in mare in grado di ridurre il numero di tragedie lungo le rotte migratorie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/16/save-the-children-neonata-morta-a-lampedusa-ennesima-tragedia-appello-per-canali-regolari/">Neonata morta a Lampedusa, Save the Children chiede canali sicuri e soccorso strutturato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Nel 2025 oltre 35.000 bambini al giorno costretti a fuggire per i conflitti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/infanzia-save-the-children-nel-2025-record-di-bambini-sfollati-oltre-35-000-al-giorno-per/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 oltre 35.000 bambini al giorno sono stati costretti a fuggire per conflitti: circa 13 milioni di minori sfollati internamente, +46% sul 2024.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/infanzia-save-the-children-nel-2025-record-di-bambini-sfollati-oltre-35-000-al-giorno-per/">Nel 2025 oltre 35.000 bambini al giorno costretti a fuggire per i conflitti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2025 una media di oltre 35.000 bambini al giorno è stata costretta ad abbandonare la propria casa a causa di conflitti e violenze, il livello più alto mai registrato. Lo rileva un’analisi di Save the Children basata sui dati dell’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC), da cui emerge che per la prima volta i conflitti hanno superato le cause climatiche come principale fattore di sfollamento a livello globale.</p>
<p>L’organizzazione stima che, lo scorso anno, circa 13 milioni di minori siano stati coinvolti in sfollamenti interni dovuti a conflitti e violenze, una cifra che rappresenta un incremento del 46% rispetto ai circa 9 milioni stimati per il 2024. L’analisi di Save the Children applica ai numeri complessivi di sfollamento le percentuali di disaggregazione per età pubblicate dall’IDMC per ottenere la stima sui minori.</p>
<p>Tra i Paesi in cui violenze e scontri hanno prodotto il maggior numero di minori sfollati figurano la Repubblica Democratica del Congo (RDC), il Sudan, l’Iran e il Territorio Palestinese Occupato. In RDC, si stima che circa 5,6 milioni di persone siano sfollate all’interno del Paese, delle quali circa 2,5 milioni sono bambini.</p>
<p>La testimonianza di una madre citata dall’organizzazione descrive la perdita delle abitazioni e dei beni: “Abbiamo lasciato tutto: pentole, vestiti, materassi. Abbiamo dovuto ricominciare da zero”, racconta Salama. “La vita qui è molto difficile, soprattutto quando non si ha una terra sulla quale vivere”. Uno dei suoi figli, Gabriel, si è ammalato prima di morbillo e poi di malnutrizione acuta severa; grazie al supporto degli operatori sanitari comunitari e ai servizi sostenuti da Save the Children è stato indirizzato a cure mediche gratuite e ha iniziato a riprendersi, benché la famiglia continui ad affrontare difficoltà quotidiane legate allo sfollamento.</p>
<p>Il quadro globale è preoccupante anche per l’esposizione dei minori ai conflitti: un rapporto dell’organizzazione segnala che nel 2024 circa 520 milioni di bambini vivevano in aree interessate da conflitti attivi—oltre uno su cinque a livello mondiale—con un aumento del 60% rispetto al 2010. Nello stesso periodo, gli episodi di uccisioni, mutilazioni, violenze sessuali e altre gravi violazioni contro i minori verificati dalle Nazioni Unite sono aumentati del 373%.</p>
<p>Nel 2025, 32,7 milioni di bambini vivevano in condizioni di sfollamento interno, oltre quattro su cinque a causa di conflitti e violenze; più di 19 milioni di minori vivevano invece fuori dal proprio Paese come rifugiati o richiedenti asilo (dato riferito al 2024).</p>
<p>“Lo scorso anno, si stima che più di 35.000 bambini, ogni giorno, siano stati costretti a fuggire dalle proprie case a causa di conflitti e violenze. Alcuni di loro, in Paesi come RDC, Gaza e Sudan, obbligati ad abbandonare la propria abitazione due, tre o anche più volte” ha dichiarato Melinda van Zyl, Senior Advisor di Save the Children per Migrazione e Sfollamento. “Le statistiche sono sconvolgenti, ma un minore sfollato non è solo un numero”, ha proseguito van Zyl. “Dietro ogni dato c’è un bambino che, con ogni probabilità, ha assistito a una violenza e a una devastazione che nessuno della sua età dovrebbe mai vedere, prima di essere costretto a lasciare tutto ciò che gli è familiare — la scuola, gli amici, la propria comunità — per affrontare un futuro incerto”.</p>
<p>Save the Children sollecita gli Stati ad intervenire per prevenire i conflitti, promuovere la pace, perseguire le violazioni e assicurare un accesso umanitario sicuro e continuativo, oltre a garantire che i bambini sfollati possano accedere ad aiuti e interventi di lungo periodo adeguati ai loro bisogni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/infanzia-save-the-children-nel-2025-record-di-bambini-sfollati-oltre-35-000-al-giorno-per/">Nel 2025 oltre 35.000 bambini al giorno costretti a fuggire per i conflitti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:20:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 maggio a Roma IMPOSSIBILE 2026: convegno di Save the Children su periferie, diritti dell’infanzia e Dialoghi Possibili all’Acquario Romano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-children-il-21-maggio-torna-impossibile-2026-biennale-dei-diritti-dell-infanzia-e/">A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Save the Children organizza per il 21 maggio IMPOSSIBILE 2026, la terza edizione biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’incontro, in programma a partire dalle 9.15 all’Acquario Romano di Piazza Manfredo Fanti a Roma, propone come tema generale “investire nelle periferie, investire nell’infanzia” e mette a confronto giovani, istituzioni, esperti e rappresentanti del terzo settore su proposte concrete per ridurre le disuguaglianze urbane e sociali.</p>
<p>I lavori saranno aperti dal presidente Claudio Tesauro e moderati dal direttore dell’ANSA Luigi Contu. Tra gli interventi istituzionali sono annunciati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali — componente dell’ufficio di presidenza di Anci con delega a istruzione e politiche educative — e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.</p>
<p>Seguirà il dibattito “I luoghi che contano: evidenze e strategie per il cambiamento”, con la partecipazione di Raffaela Milano, direttrice Ricerca di Save the Children; Antonella Polimeni, rettrice dell’Università di Roma La Sapienza; Marco Rossi-Doria, presidente di Con i bambini; e don Marco Pagniello, direttore Caritas.</p>
<p>La mattinata proseguirà con un secondo momento di confronto, “L’infanzia al centro: costruire alleanze e reti per il cambiamento”, che vedrà tra gli ospiti Daniela Fatarella, direttice generale di Save the Children; Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo; Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio; Antonella Portarapillo, dirigente scolastica dell’IC Ferdinando Russo di Napoli; e Fabrizio Arena, presidente dell’Associazione Zen Insieme di Palermo. È previsto inoltre un monologo dell’attore e regista Claudio Amendola.</p>
<p>Nel pomeriggio si terranno i “Dialoghi Possibili”, tre tavoli di lavoro paralleli realizzati in collaborazione con ANCI. Al primo Dialogo, “Generazione periferia: costruire futuro, creare opportunità”, sono stati invitati tra gli altri Elena Carnevali, Irene Manzi, Mauro Berruto, Giuseppe Pierro e rappresentanti del mondo accademico e della cooperazione. Il secondo Dialogo, “Periferie che parlano: resilienza, appartenenza e partecipazione”, comprende tra i partecipanti amministratori locali, parlamentari, rappresentanti di organizzazioni non profit e giornalisti. Il terzo tavolo, “Culture di periferia: immaginari, legami e futuri condivisi”, coinvolge istituzioni locali, accademici, rappresentanti di fondazioni e operatori culturali.</p>
<p>I risultati dei tre Dialoghi verranno poi illustrati in plenaria; la chiusura dei lavori prevede interventi di Daniela Fatarella e di Veronica Nicotra, segretaria generale di ANCI, con la moderazione della giornalista di Rainews Francesca Biagiotti.</p>
<p>L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio e di Roma Capitale. Media partner dell’evento sono indicati ANSA, RAI, Il Corriere della Sera, Chora &#038; Will Media e AdnKronos.</p>
<p>I giornalisti e gli operatori che intendono accreditarsi sono invitati a inviare entro le 16 del 20 maggio una mail all’indirizzo ufficiostampa@savethechildren.org indicando testata, nome e cognome e numero del documento di identità o della tessera dell’Ordine dei Giornalisti. Per informazioni sono disponibili recapiti telefonici dell’ufficio stampa di Save the Children riportati dall’organizzazione.</p>
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		<title>Ucraina, oltre 3.500 minori uccisi o feriti dall’inizio della guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 09:48:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children: oltre 3.500 bambini uccisi o feriti in Ucraina dall’inizio della guerra; aumento nel 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/ucraina-save-the-children-oltre-3-500-bambini-uccisi-o-feriti-dall-inizio-della-guerra-aum/">Ucraina, oltre 3.500 minori uccisi o feriti dall’inizio della guerra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Save the Children rende noto che, dall’inizio dell’invasione su vasta scala, più di 3.500 bambine e bambini in Ucraina sono stati uccisi o feriti. Tra febbraio 2022 e aprile 2026 le vittime minorenni censite sono 3.543: 791 bambini sono stati uccisi e 2.752 sono rimasti feriti. Nei primi quattro mesi del 2026 sono state registrate 294 vittime minorenni, un aumento del 27% rispetto agli ultimi quattro mesi del 2025.</p>
<p>Secondo l’Organizzazione, l’intensificarsi degli attacchi aerei nell’ultimo anno continua a mettere a rischio la popolazione civile e a compromettere gravemente la vita quotidiana. Le Nazioni Unite, citate dall’analisi, stimano che il conflitto sia giunto al quinto anno causando la morte di 15.850 civili e il ferimento di oltre 44.800 persone.</p>
<p>L’ong esorta le parti in conflitto a garantire la protezione dei civili e a astenersi dall’impiego di armi esplosive nelle aree popolate, sottolineando l’elevato rischio che tali armi rappresentano per i bambini. “Gli oltre 3.500 bambini uccisi o feriti in Ucraina ci ricordano in modo brutale il devastante costo umano della guerra in corso. Dietro questi numeri, si nascondono centinaia di vite di bambini stroncate, altre migliaia segnate per sempre dalle ferite indelebili e molti altri esposti a ripetuti traumi, perdite e insicurezza. Nell’ultimo anno abbiamo assistito a un’escalation degli attacchi contro le zone civili, che denotano un palese disprezzo per i bambini e i loro diritti. Il 2025 è stato l’anno più letale per i bambini in Ucraina dal 2022. È più che mai fondamentale garantire che i civili siano protetti e che i bambini siano al riparo da ogni pericolo, anche ponendo fine all’uso di armi esplosive nelle aree popolate, che possono causare lesioni catastrofiche e danni fisici e psicologici permanenti ai bambini e agli adolescenti” ha dichiarato Sonia Khush, Direttrice Nazionale di Save the Children in Ucraina.</p>
<p>Il dossier riporta anche la vicenda di Nazar, 16 anni, gravemente ferito da un attacco aereo mentre giocava a calcio nello stadio della scuola di Kharkiv. Il ragazzo ha riportato numerose ferite da schegge e la coscia gravemente compromessa; i medici sono riusciti a salvargli la gamba dopo interventi complessi e un lungo percorso di riabilitazione, con il sostegno di partner locali. La madre di Nazar ha raccontato: “All’inizio, dopo il nostro ritorno, non usciva affatto. Aveva paura di tutto. Anche andare in ospedale era stressante per lui”. Nazar ha detto: “Dopo l’incidente, mia madre è rimasta al mio fianco ogni singolo giorno per due anni. È stata il mio più grande sostegno. Onestamente, credo che senza di lei avrei smesso la riabilitazione perchè era davvero dura. Ma mia madre non mi ha mai permesso di arrendermi. Continuava a ripetermi: ‘Non mollare, fai qualcosa’, e questo mi ha aiutato moltissimo”.</p>
<p>Save the Children opera in Ucraina dal 2014 e ha intensificato le attività dopo febbraio 2022. L’organizzazione dichiara un team di circa 200 persone dislocate a Kiev, Kharkiv, Sumy, Mykolaiv e Dnipro; in collaborazione con oltre 25 partner ha fornito assistenza a più di 4,7 milioni di persone, incluse circa 1,9 milioni di bambine e bambini.</p>
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		<title>Libano, Save the Children lancia l’allarme: “Nel cessate il fuoco oltre quattro bambini colpiti ogni giorno”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/12/libano-save-the-children-lancia-lallarme-nel-cessate-il-fuoco-oltre-quattro-bambini-colpiti-ogni-giorno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:12:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Libano il prezzo più alto del conflitto continua a ricadere sui bambini. Secondo Save the Children, nei primi 25 giorni del cosiddetto cessate il fuoco temporaneo oltre quattro minori al giorno sono stati uccisi o feriti, un dato che riaccende l’allarme sulla crisi umanitaria in corso nel Paese. L’Organizzazione internazionale, alla vigilia dei nuovi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/12/libano-save-the-children-lancia-lallarme-nel-cessate-il-fuoco-oltre-quattro-bambini-colpiti-ogni-giorno/">Libano, Save the Children lancia l’allarme: “Nel cessate il fuoco oltre quattro bambini colpiti ogni giorno”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In Libano il prezzo più alto del conflitto continua a ricadere sui bambini. Secondo Save the Children, nei primi 25 giorni del cosiddetto cessate il fuoco temporaneo oltre quattro minori al giorno sono stati uccisi o feriti, un dato che riaccende l’allarme sulla crisi umanitaria in corso nel Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione internazionale, alla vigilia dei nuovi colloqui di pace tra Libano e Israele, chiede con forza alla comunità internazionale un cessate il fuoco permanente e maggiori finanziamenti per sostenere famiglie e minori colpiti dalla guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati diffusi dal Ministero della Salute libanese parlano di 22 bambini morti e 89 feriti dal 17 aprile, data di avvio della tregua temporanea. Dall’inizio dell’escalation, il 2 marzo scorso, il numero totale dei minori uccisi si avvicina a quota 200, mentre le vittime complessive sono circa 2.900.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’emergenza umanitaria resta drammatica. Oltre un milione di persone, pari a circa un sesto della popolazione libanese, è stato costretto a lasciare la propria abitazione. Molte famiglie vivono ancora in rifugi collettivi o presso parenti, senza possibilità di rientrare a causa delle distruzioni e dei danni alle infrastrutture e ai terreni agricoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Save the Children, circa 44.800 bambini si trovano attualmente nei centri di accoglienza temporanei, spesso in condizioni di sovraffollamento e con servizi igienici insufficienti. Crescono inoltre i casi di problemi sanitari, tra cui scabbia e disturbi legati alla mancanza di cure adeguate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pesanti anche le conseguenze psicologiche sui più piccoli. Molti bambini soffrono di insonnia, perdita di appetito e difficoltà scolastiche, aggravate dalla chiusura di numerosi istituti utilizzati come rifugi d’emergenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questo non può essere definito un vero cessate il fuoco se i bambini continuano a morire o a essere feriti ogni giorno”, ha dichiarato Nora Ingdal, direttrice di Save the Children in Libano, sottolineando la necessità urgente di fermare definitivamente le ostilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione ribadisce che senza una tregua stabile e aiuti continuativi sarà impossibile garantire sicurezza, istruzione e futuro alle nuove generazioni libanesi.</p>
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		<title>Medio Oriente, Save the Children: “Le scuole non sono campi di battaglia”. Appello urgente per la protezione dei minori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 19:30:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Escalation di violenze in Medio Oriente e nuove vittime tra i più giovani. Save the Children lancia un appello urgente alla comunità internazionale e a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Iran e nella regione affinché venga garantita la protezione immediata dei bambini e delle infrastrutture civili, in particolare scuole e ospedali. L’Organizzazione interviene [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/01/medio-oriente-save-the-children-le-scuole-non-sono-campi-di-battaglia-appello-urgente-per-la-protezione-dei-minori/">Medio Oriente, Save the Children: “Le scuole non sono campi di battaglia”. Appello urgente per la protezione dei minori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Escalation di violenze in Medio Oriente</strong> e nuove vittime tra i più giovani. Save the Children lancia un appello urgente alla comunità internazionale e a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Iran e nella regione affinché venga garantita <strong>la protezione immediata dei bambini e delle infrastrutture civili</strong>, in particolare scuole e ospedali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione interviene dopo la notizia della morte di oltre 100 bambini negli attacchi che hanno colpito due scuole in Iran, denunciando una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“I bambini devono restare fuori dal conflitto”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children chiede un’immediata cessazione delle ostilità per ridurre i rischi sulla vita e sul benessere dei minori. Fino a quando le violenze continueranno, sottolinea l’Organizzazione, tutte le parti devono rispettare gli obblighi previsti dal <strong>diritto internazionale umanitario</strong> e dal <strong>diritto internazionale dei diritti umani</strong>, garantendo la protezione di civili e infrastrutture civili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare preoccupazione viene espressa per l’uso di <strong>armi esplosive in aree densamente popolate</strong>, che comporta un rischio elevato di danni gravi alla popolazione civile, soprattutto ai bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo sull’orlo di una guerra devastante che sta già producendo conseguenze orrende sui bambini e sulle loro famiglie”, ha dichiarato <strong>Inger Ashing</strong>, CEO di Save the Children International. “I bambini non dovrebbero mai essere coinvolti nei combattimenti e le loro case, scuole e comunità non possono diventare campi di battaglia. Le guerre hanno delle regole”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rischi crescenti per i minori</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’intensificarsi delle ostilità espone i minori a rischi sempre più gravi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sfollamento forzato,</li>



<li>interruzione dell’istruzione,</li>



<li>perdita dell’accesso a cure sanitarie e servizi essenziali,</li>



<li>ferimenti e perdite familiari.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">“Ogni guerra è una guerra contro i bambini”, ha aggiunto Ashing, ribadendo che la comunità internazionale non può restare inerte davanti alla sofferenza dei più vulnerabili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’appello alla comunità internazionale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children invita tutte le parti coinvolte nelle violenze in Iran e nell’area circostante a <strong>ridurre immediatamente le tensioni</strong> e a rispettare pienamente il diritto internazionale, assicurando la protezione dei civili in ogni momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione, attiva in circa 110 Paesi nel mondo per la tutela dei diritti dell’infanzia, precisa di non operare attualmente in Iran, ma continua a monitorare con attenzione l’evolversi della situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio è chiaro: <strong>le scuole non sono obiettivi militari, ma luoghi di protezione e futuro.</strong></p>
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		<title>Save the Children: quasi l&#8217;8% delle famiglie con minori in Italia non riesce a riscaldare casa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/01/11/save-the-children-quasi-l8-delle-famiglie-con-minori-in-italia-non-riesce-a-riscaldare-casa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2026 18:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[caro bollette]]></category>
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		<category><![CDATA[inverno 2026]]></category>
		<category><![CDATA[povertà energetica]]></category>
		<category><![CDATA[povertà infantile in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento casa]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il freddo invernale colpisce duramente le fasce più vulnerabili della popolazione. Secondo l’ultimo allarme lanciato da Save the Children, in Italia il 7,9% delle famiglie con almeno un figlio minorenne non è in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione. Una condizione di povertà energetica che mette a rischio la salute e il benessere di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/01/11/save-the-children-quasi-l8-delle-famiglie-con-minori-in-italia-non-riesce-a-riscaldare-casa/">Save the Children: quasi l&#8217;8% delle famiglie con minori in Italia non riesce a riscaldare casa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il freddo invernale colpisce duramente le fasce più vulnerabili della popolazione. Secondo l’ultimo allarme lanciato da <strong>Save the Children</strong>, in Italia <strong>il 7,9% delle famiglie con almeno un figlio minorenne non è in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una condizione di <strong>povertà energetica</strong> che mette a rischio la salute e il benessere di migliaia di bambini e adolescenti, soprattutto nelle regioni del Sud e nelle aree interne del Paese, dove l&#8217;accesso a servizi e supporti è più difficile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’organizzazione sottolinea come <strong>l’aumento del costo dell’energia, l’inflazione e il caro bollette</strong> abbiano aggravato una situazione già precaria, rendendo urgente un intervento strutturale da parte delle istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Non possiamo permettere che in un Paese avanzato come il nostro, bambini crescano al freddo dentro le proprie case&#8221;</em>, afferma Save the Children, ribadendo la necessità di <strong>politiche di sostegno concrete</strong>, con attenzione specifica alle famiglie con minori in condizione di vulnerabilità economica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/01/11/save-the-children-quasi-l8-delle-famiglie-con-minori-in-italia-non-riesce-a-riscaldare-casa/">Save the Children: quasi l&#8217;8% delle famiglie con minori in Italia non riesce a riscaldare casa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Mozambico: Save the Children, a causa dei pesanti combattimenti nel nord del Paese oltre 30.000 bambini sfollati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2025 16:36:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime due settimane, nel nord del Mozambico, oltre 30.000 bambini, tra i quali alcuni separati dalle loro famiglie, sono fuggiti da una nuova ondata di violenza nella provincia di Cabo Delgado. Uno dei numeri più alti di sfollati registrato in un periodo così breve. È l&#8217;allarme che lancia oggi Save the Children, l&#8217;Organizzazione che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/08/08/mozambico-save-the-children-a-causa-dei-pesanti-combattimenti-nel-nord-del-paese-oltre-30-000-bambini-sfollati/">Mozambico: Save the Children, a causa dei pesanti combattimenti nel nord del Paese oltre 30.000 bambini sfollati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nelle ultime due settimane, nel nord del Mozambico, oltre 30.000 bambini, tra i quali alcuni separati dalle loro famiglie, sono fuggiti da una nuova ondata di violenza nella provincia di Cabo Delgado. Uno dei numeri più alti di sfollati registrato in un periodo così breve. È l&#8217;allarme che lancia oggi <strong>Save the Children, l&#8217;Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella provincia del nord del Paese, l&#8217;escalation delle violenze, iniziata il 20 luglio, ha causato lo sfollamento di quasi 60.000 persone, metà delle quali si ritiene siano bambini, e si prevede che il numero continuerà ad aumentare<a href="https://customer50293.musvc2.net/e/tr?q=4%3d9g3Z7%26I%3d2%26E%3d0Y4R%26s%3dd8T0%26R%3diKxMt_IUzQ_TE_ORtT_YG_IUzQ_SJPbMiQi6gEjChOfE5-Jz.Jl8s6tLjEx.0pD_vxTq_6mq6vPpEeI_srWw_3gq8s0eKh6p8_e0rFdFpF_t2zBu9i0i0pAs6r_Ls8_vxTq_6mEFgRn6rQt_IUzQ_SJkfJoQpG_vxTq_6mDt_vxTq_6b3a5c8_IUzQ_S9YA-_IUzQ_S9YASDY6_IUzQ_S9YA-_IUzQ_S9YAceJc0rF_srWw_3V6gt7sIm2xF_srWw_3V6gjE_vxTq_6b3aQL12q9j4s2e8b_ORtT_Y6SD-g9-aB-YAS9.Ap42_ORtT_Y4_7xK2%265%3dqRtMgY.o6x%26Ft%3dX6X0%26Kw%3dYAS9g9aBX3aDb5%269%3d7a57DB9Vg0c3he4T6ddU5c7Z9A3RCgc2hZ4W9Ce38c76ec3WBYeTDY8TDc9S8Z6V&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il distretto di Chiúre a Cabo Delgado è stato il più colpito dalle violenze dei gruppi armati non statali, che hanno causato panico e sfollamenti. I gruppi armati hanno preso di mira case, stazioni di polizia, scuole e centri sanitari in diversi villaggi della provincia e sono stati segnalati anche saccheggi di forniture mediche. Molte famiglie sfollate si sono rifugiate nelle scuole o presso persone ospitanti. In questi rifugi temporanei, il rischio di sovraffollamento, l&#8217;accesso limitato ai servizi di base e le preoccupazioni sulla sicurezza, aumentano ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I bambini sfollati, soprattutto quelli separati dai genitori o dai loro tutori, sono esposti a un rischio maggiore di violenza, sfruttamento, abusi come matrimoni precoci e reclutamento in gruppi armati non statali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children è presente a Cabo Delgado per fornire sostegno psicologico e psicosociale, spazi sicuri in cui i bambini possano giocare e imparare, supportare la ricerca e il ricongiungimento familiare per i bambini separati e attivare gli screening per la malnutrizione per bambine e madri adolescenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Stiamo assistendo a una situazione straziante nella quale i bisogni dei bambini superano di gran lunga le risorse disponibili. Il disagio che questi bambini e queste bambine hanno sopportato è inimmaginabile. Stiamo lavorando 24 ore su 24 per fornire loro uno spazio sicuro, cibo e assistenza medica, ma con l&#8217;arrivo di sempre più famiglie, è necessario un sostegno immediato della comunità internazionale. I bambini separati dalle proprie famiglie sono particolarmente vulnerabili e i nostri operatori stanno facendo tutto il possibile per identificarli e riunirli ai loro famigliari il più rapidamente possibile&#8221; ha dichiarato <strong>Ilaria Manunza, Direttrice di Save the Children in Mozambico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questi ultimi attacchi rappresentano una grave battuta d&#8217;arresto per gli sforzi nel ricostruire le vite dei bambini e delle famiglie a Cabo Delgado. I più piccoli, infatti, hanno dovuto vivere gli ultimi otto anni in mezzo ad un conflitto che deve essere fermato immediatamente affinché questi bambini possano riavere indietro la loro infanzia&#8221; ha concluso Ilaria Manunza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ormai giunto all&#8217;ottavo anno e senza una fine immediata in vista, il conflitto a Cabo Delgado ha avuto un impatto devastante sui bambini e le bambine che vivono nell&#8217;area coinvolta. Arrivano ripetute segnalazioni di decapitazioni e rapimenti nella provincia e numerose vittime sono minorenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I conflitti in corso hanno portato a massicci sfollamenti, hanno indebolito le infrastrutture rendendo difficile l&#8217;accesso a servizi di base come acqua pulita, istruzione, servizi igienici e assistenza sanitaria. Anche la malnutrizione è una preoccupazione concreta poiché in questa drammatica situazione, molti bambini stanno soffrendo di insicurezza alimentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children lavora in Mozambico dal 1986, fornendo supporto ai bambini e alle bambine attraverso programmi umanitari e di sviluppo. L&#8217;Organizzazione collabora con le comunità e i partner locali oltre che con il governo per progettare e realizzare programmi che rispondano alle esigenze dei bambini più vulnerabili. Promuoviamo, inoltre, un maggiore investimento di risorse pubbliche e private a favore dell&#8217;infanzia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/08/08/mozambico-save-the-children-a-causa-dei-pesanti-combattimenti-nel-nord-del-paese-oltre-30-000-bambini-sfollati/">Mozambico: Save the Children, a causa dei pesanti combattimenti nel nord del Paese oltre 30.000 bambini sfollati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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