“Pulviscolo…antidemocratico”

Signor Presidente, Le parlo a proposito della spiacevole turbativa sorta intorno alle prossime elezioni elettorali. Mi trovo a riflettere – spero non con eccessiva semplificazione – che regole cui la società è tenuta ad attenersi siano previste un po’ dovunque, intendo anche in Paesi non democratici ma costituiti in entità nazionali. Suppongo anche che un […]

Signor Presidente,
Le parlo a proposito della spiacevole turbativa sorta intorno alle prossime elezioni elettorali. Mi trovo a riflettere – spero non con eccessiva semplificazione – che regole cui la società è tenuta ad attenersi siano previste un po’ dovunque, intendo anche in Paesi non democratici ma costituiti in entità nazionali. Suppongo anche che un po’dovunque esista una magistratura che ne garantisce il rispetto o, in assenza di una magistratura, persone particolari deputate a svolgere tale funzione. Se questo risponde a realtà mi chiedo: “In che cosa differiscono le regole che contraddistinguono un Paese democratico dalle regole di un Paese che democratico non è?”
La risposta sembra essere semplicissima: in un Paese democratico troviamo la tutela costituzionale del cittadino e quindi la salvaguardia dei suoi diritti; in un Paese non democratico il cittadino mi pare del tutto vassallo di chi lo governa senza avere norme sicure a tutela della sua libertà e dignità.
Allora, se quanto detto risponde a una sia pure sommaria verità, ciò che differenzia le regole di un Paese democratico da quelle di un Paese non democratico sono i diritti del cittadino (con implicita la certezza che vengano tutelati) e non di certo le regole in sé stesse.
Se però in un Paese democratico un disguido, una trascuratezza, un inciampo forse anche dovuto a complessità banali della macchina elettorale, intralciano il regolare svolgimento previsto per le elezioni e la mannaia delle regole si abbatte a dividere i cittadini italiani in due categorie, quella nel pieno dei diritti costituzionali e quelli che ne sarebbero privati, senza alcuna diretta responsabilità, le regole avrebbero prevalso su i diritti Costituzionali.
Ma se le regole possono scavalcare i diritti Costituzionali io non vedo più la differenza tra Paesi democratici e Paesi non democratici.
Non so come sia possibile risolvere questo increscioso dilemma, mi rimane l’opinione che bisognerebbe lavorare sulle regole, le quali vanno drasticamente rispettate ma sempre se la loro applicazione non comporti una menomazione antidemocratica dei diritti dei cittadini.
La prego di tenerne conto.
Con deferenti saluti

Gloria Capuano