Chiodi: Valorizzazione energetica dei rifiuti e maggiore sostenibilita’

 “L’obiettivo che ci siamo posti è quello di adeguarci alle disposizioni delle direttive comunitarie che obbligano lo smaltimento dei rifiuti attraverso la valorizzazione energetica dei rifiuti per una maggiore sostenibilità rispetto alle attuali discariche e un notevole risparmio da parte dei cittadini. Sugli effetti che l’impianto termovalizzatore può produrre sul territorio, invece, temo che la […]

 “L’obiettivo che ci siamo posti è quello di adeguarci alle disposizioni delle direttive comunitarie che obbligano lo smaltimento dei rifiuti attraverso la valorizzazione energetica dei rifiuti per una maggiore sostenibilità rispetto alle attuali discariche e un notevole risparmio da parte dei cittadini. Sugli effetti che l’impianto termovalizzatore può produrre sul territorio, invece, temo che la minoranza abbia dedotto conclusioni affrettate, sommarie e piuttosto confuse”. E’ la risposta del Presidente della Regione, Gianni Chiodi alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere Walter Caporale a proposito di raccolta differenziata e costruzione di termovalorizzatori. “Qui, non è in discussione la valorizzazione energetica del rifiuto – ha proseguito Chiodi – che è l’unico e riconosciuto percorso possibile – basti guardare le esperienze di altri paesi europei – bensì, la scelta delle migliori tecnologie da utilizzare in Abruzzo e su cui ho intenzione di sviluppare un confronto tecnico. Il Piano regionale di gestione dei rifiuti approvato proprio dalla passata amministrazione di centro-sinistra, in conformità alle direttive europee in materia, prevede la valorizzazione energetica del rifiuto che non può essere recuperato o riciclato e quello derivante dalla quota di raccolta differenziata. Il Piano regionale di gestione dei rifiuti è stato sottoposto a valutazione ambientale strategica e i singoli interventi di attuazione saranno sottoposti a valutazione di impatto ambientale e alla direttiva europea IPPC in conformità con la normativa europea e nazionale. Ricordo, inoltre, che la proposta del piano che fu sottoposto all’esame del consiglio regionale precedentemente approvato in giunta, da tutte le forze politiche espressione dell’allora maggioranza, nel luglio 2007, prevedeva la soglia del 30 per cento di raccolta differenziata, in base alla quale si poteva poi avviare la valorizzazione energetica dei rifiuti. Il consiglio regionale con l’approvazione definitiva alzò la soglia al 40 per cento su base regionale. La proposta che è oggi in discussione si riferisce ad un 40 % su base di ambito territoriale ottimale solo al fine di creare una positiva competitività territoriale nel raggiungimento della soglia indicata”.

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