Al via la Carovana degli Appennini

Far conoscere e riscoprire gli Appennini e le aree protette, custodi di biodiversità, paesaggi, arte, cultura e tradizioni e contribuire a riattivare l’economia di territori spesso deboli come quelli interni o montani, ma straordinariamente ricchi di risorse a volte ancora inutilizzate. Nell’Anno internazionale della biodiversità sono questi gli obiettivi della Carovana degli Appennini, la nuova […]

Far conoscere e riscoprire gli Appennini e le aree protette, custodi di biodiversità, paesaggi, arte, cultura e tradizioni e contribuire a riattivare l’economia di territori spesso deboli come quelli interni o montani, ma straordinariamente ricchi di risorse a volte ancora inutilizzate.
Nell’Anno internazionale della biodiversità sono questi gli obiettivi della Carovana degli Appennini, la nuova campagna itinerante di Legambiente dedicata a uno dei più importanti sistemi montuosi europei che conserva specie e habitat prioritari, comprendendo un patrimonio storico e culturale di assoluto valore nazionale e internazionale.Un viaggio nei borghi incastonati tra montagne e colline o immersi nei parchi, che fino al 20 giugno interesserà le Regioni della dorsale appenninica e durante il quale saranno organizzate iniziative pubbliche, eventi, momenti di educazione ambientale, seminari e convegni sui temi del progetto APE – Appennino Parco d’Europa e della Convenzione degli Appennini, che valorizzeranno di volta in volta le peculiarità del territorio coinvolgendo le aree protette, gli amministratori locali, i cittadini e le scuole.
Conservazione della biodiversità, tutela del patrimonio storico-artistico, valorizzazione delle produzioni tipiche, promozione dei servizi territoriali per lo sviluppo sostenibile locale saranno dunque le parole d’ordine della Carovana degli Appennini.
 «Dopo la presentazione della Campagna, fatta a Sant’Eufemia a Majella, in occasione della festa della Piccola Grande Italia, il 9 maggio scorso – spiega il presidente di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo – la Carovana riparte domani da Pacentro, in occasione dell’inaugurazione da parte del Parco Nazionale della Majella dell’Area Faunistica del Camoscio appenninico. Proseguirà il suo viaggio verso il Parco del Sirente Velino e verso la Riserva Regionale Monte Genzana Alto Gizio, per poi continuare nelle prossime settimane alla volta di Toscana, Marche, Molise, Basilicata e Calabria».
Dopo la partenza da Pacentro, infatti, la Carovana resterà in Abruzzo per altri due giorni. Sabato 15 maggio farà tappa presso l’area faunistica del capriolo a Fontecchio, nel Parco Sirente-Velino, per tutta la giornata a partire dalla mattina, mentre domenica 16 sarà nella Riserva naturale regionale Monte Genzana Alto Gizio, nel comune di Pettorano sul Gizio: il suo passaggio coinciderà con la chiusura del corso di formazione “Tecniche avanzate di monitoraggio della fauna selvatica” rivolto a studenti universitari, laureati, appassionati della natura e professionisti delle discipline attinenti le scienze naturali organizzato nell’ambito delle “Lezioni di campo” del Centro Studi per le Reti Ecologiche. Ogni tappa sarà l’occasione per accendere i riflettori sui temi specifici: dalla tutela del paesaggio, alla valorizzazione dei prodotti tipici, dalla conservazione della biodiversità, alla creazione di reti escursionistiche, dalla tutela delle foreste al marketing territoriale, etc. Nel percorso della Carovana degli Appennini si parlerà anche di cambiamento climatico ed energie rinnovabili, turismo sostenibile, paesaggio, dissesto idrogeologico e si potranno visitare mostre e fare escursioni nelle aree protette.
Dalla Liguria alla Sicilia, la dorsale appenninica è una grande strada verde che connette buona parte delle aree protette del nostro Paese: 13 Parchi nazionali, 43 Parchi regionali, 52 Riserve e decine di altre aree protette. Questo spazio di grande diversità culturale e sociale però, non è sempre valorizzato al meglio e spesso soffre di problematiche gravi come lo spopolamento, la carenza di servizi territoriali e il rischio di frane e alluvioni.
«Gli Appennini rappresentano una risorsa strategica per l’intero “Sistema Paese” – ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente – una miniera di eccellenze su cui impostare politiche innovative che li valorizzino nel loro ruolo chiave nel bacino del Mediterraneo, un luogo di conflitti ma anche ricco di grandi risorse».Gli Appennini hanno infatti un’importante funzione di grande riserva di acqua, foreste, energia e materie prime e possono anche offrire opportunità ricreative e turistiche legate alla vastissima biodiversità che conservano.
«Con questa campagna – prosegue Nicoletti – si promuove l’avvio della seconda fase del progetto APE Appennino Parco d’Europa, e la divulgazione sul territorio della Convezione degli Appennini sottoscritta a L’Aquila nel 2006, per informare i cittadini e le istituzioni sulle problematiche legate agli aspetti di vulnerabilità ambientale, economica e sociale di una ‘area d’eccellenza ambientale’ qual è la dorsale appenninica».
La campagna di Legambiente infatti ha anche lo scopo di valorizzare il sistema delle aree naturali protette, promuovendo in particolare il coordinamento tra i parchi e le altre aree, con gli enti locali, le regioni e le amministrazioni centrali dello Stato.  Campagna patrocinata da: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Conferenza delle regioni e delle province autonome, Corpo forestale dello Stato e Federparchi.

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