A New York per raccontare il ritmo quotidiano, l’esperienza perfetta

Luca e Cristina, catapultati a New York direttamente dalla ridente penisola felice, vivono e lavorano a Manhattan dall’Agosto 2007. ”Scrutiamo il mondo che ci circonda con attenzione maniacale, alla ricerca dell’esperienza perfetta. Abbiamo girovagato e conosciuto New York in lungo e in largo, da soli, con amici autoctoni, stranieri e con visitatori italiani.” scrivono nel […]

Luca e Cristina, catapultati a New York direttamente dalla ridente penisola felice, vivono e lavorano a Manhattan dall’Agosto 2007.
”Scrutiamo il mondo che ci circonda con attenzione maniacale, alla ricerca dell’esperienza perfetta. Abbiamo girovagato e conosciuto New York in lungo e in largo, da soli, con amici autoctoni, stranieri e con visitatori italiani.” scrivono nel loro sito iNewYork.it, The first guide to italianize New York è un portale che racconta NY nel suo ritmo quotidiano, un punto di vista meno ”turistico”.

  • Come è iniziata la vostra esperienza a New York?

Dopo essere stati in vacanza a New York nel 2006 ce ne siamo innamorati. Rientrati abbiamo iniziato a riflettere su quali passi avremmo dovuto intraprendere per un eventuale trasferimento. Un anno dopo, Luca e’ stato ammesso all’NYU Medical Center per un dottorato in Medicina Molecolare, e Cristina ha trovato uno stage in una agenzia di Pubbliche Relazioni. Detto, fatto: subito dopo la Laurea Specialistica siamo partiti.

  • Trasferirsi nella grande mela, il sogno di tanti e il coraggio di pochi, lasciare l’Italia per NY, a primo impatto cosa si prova?

Ci siamo trasferiti a New York di Sabato e abbiamo iniziato a lavorare il Lunedì successivo. Tra lavoro nuovo, vita nuova, casa nuova, siamo stati talmente presi all’inizio che non abbiamo avuto tempo per riflettere.
Dopo qualche mese ci siamo accorti che in generale New York e’ una città molto veloce, che non lascia il tempo per pensare: bisogna viverla completamente senza troppi pensieri. Molto spesso ci ritroviamo a guardare il calendario ed esclamare: “Luglio? Siamo già a Luglio? E Maggio e Giugno dove sono finiti?!” – il che ovviamente ha un riscontro positivo: ci sembra di essere tornati in Italia solo un paio di mesi fa, e invece ne sono passati già sette. E torneremo a Natale, che in minuti newyorkesi è proprio dietro l’angolo! Questa nuova concezione del tempo, aggiunta all’ampia offerta di voli aerei per il Bel Paese, Internet e Skype aiutano molto ad accorciare le distanze. Alla fine siamo tutti cittadini del mondo, e il mondo è piccolo – si sa.

  • Cosa consigliate a chi si vuole trasferire a New York? Qual è la migliore età?

Non c’e’ una età consigliata . L’unica cosa e’ esserne convinti. Una delle poche cose certe del vivere a New York è che anche appena atterrati al JFK Airport non si e’ l’ultimo arrivato.
“C’è sempre qualcuno che è qui da meno di te, e, indipendentemente da quale sia il tuo livello di inglese, c’è sempre qualcuno che lo parla peggio di te”, ci è stato detto durante una delle nostre prime settimane nella Grande Mela. New York è il lato positivo della vita, è il sogno che tutti, grandi e piccoli, hanno. Per inseguire i sogni non si è mai troppo giovani o troppo vecchi. 

  • Nel fine settimana com’è la città?

Nei fine settimana la città non e’ molto diversa dagli altri giorni. La Città è cosi ricca di eventi, mostre, iniziative e possibili attività che sembra sempre Sabato. Una cosa è certa, in qualsiasi momento della settimana c’è sempre troppa offerta. Vi renderete subito conto di qual è l’unica qualità che manca all’essere umano: l’ubiquità!

  • Vivere a NY richiede un budget a disposizione elevato?

La vita a New York non è esattamente economica. Gli affitti sono alti (a partire dai $2.000 al mese per un monolocale), il cibo italiano è molto caro ($10 una mozzarella campana fresca) e anche uscire a divertirsi è costoso (il biglietto del cinema costa $12. Se il film è in 3D $16). Tuttavia gli stipendi sono adeguati al costo della vita, e mal che vada ci si può sempre trasferire fuori Manhattan, dove tutto è un poco più economico. 

  • Il miglior periodo per visitare New York?

Diciamo che a New York è sempre il momento giusto per una capatina: c’è talmente tanto da fare e vedere che ogni periodo è unico e particolare. Se proprio dovessimo sbilanciarci diremmo:
– Fine Aprile e inizio Maggio, perchè la città è tutta in fiore e la gente si riversa sulle strade felice di un po’ di tepore dopo il lungo inverno.
– Ottobre, perchè’ e il mese del cambio di colore delle foglie: Central Park e’ all’apice della sua belezza, e poi perchè non vi volete assolutamente perdere la serata più pazza dell’anno: Halloween.
– Dall’8 al 24 Dicembre: a New York il Natale si sente davvero. Neve, alberi di Natale ovunque, piste di pattinaggio su ghiaccio nei parchi, Babbi di Natale con campanelle d’ordinanza, musiche natalizie in ogni dove e soprattutto vetrine scintillanti sulla Fifth Avenue.
Al contrario eviteremmo i mesi di Luglio e Agosto, troppo caldi e umidi. 

  • In Italia ogni settimana si ”festeggia” il giovedì universitario, in America quali sono le attività principali degli studenti?

Gli studenti universitari vivono tutti in dormitori: la festa è tutte le sere! Inoltre le palestre universitarie sono sempre affollatissime, con conseguente alta concentrazione di adoni e muse – esattamente come in Beverly Hills 90210, o per le generazioni più giovani, Gossip Girl!

  • Ottenere un visto è difficile? Voi che visto avete?

Ottenere un visto studenti o per turismo non è affatto difficile: raramente le domande vengono rifiutate.
Ottenere un visto lavorativo è invece molto difficile, complesso e costoso. Tuttavia è possibile partecipare ad una lotteria gratuita per poter vincere la cittadinanza.
Luca ha un visto studente, Cristina un visto lavorativo. 

  • Trovare un lavoro a NY è un’impresa?

Dipende da che lavoro si sta cercando e dalla qualifica che si possiede. Più si è qualificati meglio è – che tradotto in parole povere significa: non pensate di venire a lavorare da McDonald’s, perché ci sono altri milioni di americani che hanno le stesse vostre qualifiche per quel lavoro! La situazione lavorativa in generale non è ancora delle migliori, a causa della recente crisi finanziaria non ancora del tutto passata – ma l’aria di speranza si respira, e le ditte hanno iniziato ad assumere di nuovo.
Se invece siete alla ricerca di un lavoretto di pochi mesi come cameriere o simili con un poco di ricerca e fortuna dovreste trovare lavoro velocemente. Ricordiamo però che lavorare senza permesso lavorativo è illegale. 

  • Qual è il vostro lavoro?

Luca sta svolgendo un Dottorato in Medicina Molecolare, mentre Cristina lavora come Account Executive in una agenzia di Pubbliche Relazioni.

  • L’America è meglio dell’Italia?

No, non lo è. Ma nemmeno l’Italia è meglio dell’America. Come in tutte le cose ci sono fattori positivi e negativi. Quando vivevamo in Italia eravamo soliti criticare aspramente il Bel Paese, lamentandoci di tutte le cose che non andavano.
Vivendo all’estero abbiamo iniziato ad apprezzare di più la nostra Patria, e dopo tre anni dall’espatrio ci ritroviamo sempre di più a difendere l’Italia in discussioni con connazionali e non. Alla fine è facile parlare male dell’Italia, e tutti lo fanno. Ma se non ci pensiamo noi a difenderla, chi lo farà al posto nostro? 

  • Il cibo newyorkese?

Il cibo Newyorkese è il cibo del mondo. Il 35% degli abitanti della City è nata fuori dagli Stati Uniti. Questa grande diversità di provenienza ha reso il panorama culinario della Città estremamente vario e ricco. Spesso iniziamo la serata in un ristorante di tapas spagnolo, ceniamo in un ristorante franco-marocchino e finiamo la serata in un bar-karaoke coreano. La domanda da porsi prima di uscire a mangiare è: “In che posto del mondo vogliamo mangiare oggi?”

  • Quali sono le maggiori attrazioni estive?

I musei: l’aria condizionata vi farà dimenticare l’afa newyorkese!
A parte gli scherzi, oltre ai meravigliosi musei, vi consigliamo uno dei tanti parchi pubblici della città – e se volete fare veramente i newyorkesi lasciate perdere Central Park e rifugiatevi a Madison Square Park, Bryant Park, Battery Park o Governor Island.
Per la sera i Rooftop bar sono un Must!

Manuel Romano

2 risposte a “A New York per raccontare il ritmo quotidiano, l’esperienza perfetta”

  1. Fernandez ha detto:

    Wohau!!!, quasi quasi prendo il primo volo per NY…

  2. Francescameno ha detto:

    è il mio sogno andare a NY!!!!! ..farò di tutto per andarci..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.