Ma perché troppi perché!?!

(A proposito del crollo definitivo verbale e sostanziale dei politici e dei giornalisti, e alla scomparsa di significato del termine “valori.”) ……Per cominciare non vedo perché i vari antiB. non abbiano inciso su disco le loro comparsate televisive visto che dicono sempre le stesse cose  e con le stesse parole. Ci si stanno invecchiando e […]

(A proposito del crollo definitivo verbale e sostanziale dei politici e dei giornalisti, e alla scomparsa di significato del termine “valori.”)

……Per cominciare non vedo perché i vari antiB. non abbiano inciso su disco le loro comparsate televisive visto che dicono sempre le stesse cose  e con le stesse parole. Ci si stanno invecchiando e semmai deteriorando sempre di più quanto a stile lessicale. Ovviamente, in difesa, anche i governativi si ripetono, mi sembrano però più contenuti sia nella forma che nella sostanza.
E ora do la stura a un po’ di perché:
Perché un giornalista si lascia scivolare nella più vieta volgarità riportando in un suo articolo  fedelmente e con esagerata evidenza il titolo fortemente volgare quanto caustico di un libro ( La Repubblica 26/11/2010 ) titolo che definisce la democrazia in stile berlusconiano un governo  composto… da “figlie di madri ignote”?
Perché un giornale molto quotato lo pubblica sacrificando la serietà dell’informazione a un volgare pruriginoso sarcasmo antigovernativo ovviamente per vendere come di rito sotto l’egida della libertà d’espressione e del diritto-dovere d’informare, ma io aggiungerei dell’omertà lobbistica visto che tanti altri libri certamente più onesti  languono, del tutto fatti ignorare all’opinione pubblica ?
Perché anche una donna piuttosto nota che ha il passi permanente in TV si esprime allo stesso proposito  usando l’analogo termine “puttane”così dimostrando di non aver capito troppo su i rapporti tra la terminologia e il maschilismo? Se costei si concedesse una maggiore riflessione scoprirebbe che tutte le donne sono “signore”nelle loro aspirazioni  ma che sono poi gli uomini a dividerle per categorie ad essi congeniali e di comodo.
Perché gli studenti boicottano il Progetto Gelmini senza averne probabilmente ben analizzato i contenuti e gli intenti così da farci tornare in mente gli studenti del diciotto ex lege per tutti?
Perché a ogni rivendicazione di sacrosanti diritti e di richiesta di finanziamenti non si specifica da quale altra  categoria sociale siano da prelevare le risorse reclamate?
Perché tante manifestazioni protestatarie non vengono indirizzate piuttosto contro gli evasori fiscali e contro la pletora di deputati e senatori? Devo forse sospettare che accanto ai grandi evasori ci sono moltissimi piccoli evasori, e perché i primi ad opporsi alla riduzione dei parlamentari sono forse essi stessi?
Perché non si sciopera contro le auto blu indicando però come salvare dalla disoccupazione tutti i relativi addetti?
Perché a giusta ragione si protesta contro la disoccupazione  però contemporaneamente si pretendono porte spalancate all’immigrazione? Forse perché noi Italiani ci sentiamo troppo signori per sobbarcarci a lavori manuali? E non sarà invece che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e che in tanti casi la quota della cosiddetta incipiente povertà dipenda dal non riuscire più a competere con l’eccesso dell’offerta consumistica?
Perché non chiedersi se i tanti giovani delle discoteche e delle costose adunate oceaniche per i più decantati cantautori sono gli stessi delle manifestazioni di protesta politica  contro la disoccupazione o sono privilegiate eccezioni?
Perché ci sono tanti disoccupati ma risultano vacanti migliaia di dignitosi posti di lavoro perché considerati di scarso prestigio?
Perché le autorità spronano i giovani a impegnarsi nello studio ma non programmano una normativa culturale a favore di chi scegliesse un mestiere  appunto scioccamente considerato di scarso prestigio?
Perché politici e giornalisti non spiegano che lo spronare indiscriminatamente senza un vaglio attitudinale agli studi universitari e senza valorizzare piuttosto tantissimi antichi mestieri però affiancati da una seria cultura generale, produrrebbe più professionisti non sempre di alta competenza che artigiani quali premesse per imprenditorie di qualità, più intellettuali veri o fasulli che operai anche altamente specializzati, con conseguente notevole squilibrio categoriale, e precisassero che il tutto dovrebbe essere rivisto sia come scala di “valori” sia di remunerazioni?
Perché politici e giornalisti e intellettuali in genere e soprattutto conduttori televisivi e autori e gente di spettacolo, insomma l’attuale Gotha cui é attestata (purtroppo) la nostra società, non dicono chiaro e tondo che l’abitudine alla rivendicazione salariale anche se giusta, e allo sciopero come moneta quotidiana, oggi come oggi, potrebbe farci decadere al livello economico più basso nella scala internazionale? E che potremmo di nuovo dover partire altrove con la valigia di cartone legata con lo spago? O addirittura estinguerci come novelli dinosauri salvo nella quota assorbita in  tanti diversi meticciati?
Perché vengono impiegati polizia e carabinieri sterilmente a tutela dei parlamentari anche in pensione, senza emergenza di sorta, quando la società ne ha grande necessità a difesa della loro precaria sicurezza?
Perché non si vuole prendere atto che la politica oggi non è più imbrigliabile in alcuna ideologia essendosi trasformata, in gran parte inconsapevolmente, in una confusa ricerca di un’etica sociale mondiale?, e che cioè nei Parlamenti non possono più sedere agglomerati di persone costantemente omogenee  bensì raggruppamenti dinamici dovuti a settoriali bilanci coscienziali?, e che quindi tutto il dibattito attuale non è che una più attuale versione dei Guelfi e dei Ghibellini, allo scopo di succedere al potere?
Qui mi fermo, mentre sarei in verità appena all’inizio e termino tornando al primo punto, quello dell’infelice titolo (l’articolo non intendo leggerlo), per chiedere al genere maschile quanto segue:
alzino la mano ( non dico scagli la prima pietra, ma lo dovrei dire) gli uomini che non hanno mai maltrattato o offeso o umiliato o picchiato o malmenato o violentato (anche se non con la forza bruta ma con l’inganno) o tradito, non necessariamente mediante commerci sessuali, o che non ne  abbiano subordinato la vita come fatto dovuto impedendone un’attività autonoma, o che non abbiano realizzato carriere brillanti sfruttandone la capacità l’intelligenza e la totale dedizione senza riconoscimento alcuno (si pensi ad Einstein) una compagna o una moglie o comunque una donna?
Non sono quantificabili le mani alzate, però mi sento di poter dire che un Berlusconi pur così incauto superficiale maschilista millantatore è uno dei pochi che potrebbe alzare la mano. Ne ho la convinzione anche se mi è noto l’addebito che sia sua la responsabilità d’aver fatto delle donne delle merci di scambio come costume, imposto dal suo potere mediatico oltre che dal pulpito del suo potere economico. La mia supposizione è che non corrisponda alla realtà, ritengo che sia sua la responsabilità che tale costume sia soltanto esploso allo scoperto
Ma questo è un capitolo molto complesso che coinvolge il rapporto tra perbenismo e comportamenti, tra ipocrisia e veri sentimenti, tra regole maschiliste cui le donne soggiacciono volenti o nolenti e non ultima una inceppata evoluzione femminile.
Infine, perché le autorità, le elite sia vere che fasulle ma di grande potere di diffusione purtroppo più dei fatti che delle idee, e più degli umori che delle idee e dei fatti, non sentono il dovere di parlare ai cittadini dicendo loro la verità e cioè che l’Euro è a rischio, che con esso è a rischio l’Unione Europea, e  che per salvare l’uno e l’altra sono necessari ben altri sacrifici di quelli attuali.
Perché non dicono che qualsiasi alzata di scudi contro il Governo oggi è da imprevidenti , che quel che serve è di riflettere tutti ad un unico scopo, quello di salvare l’Italia dalla totale disfatta nello scacchiere mondiale (e mi duole di non poter dire anche tutta l’UE visto che secondo non pochi chi si salverebbe dal crollo totale sono la Germania e forse la Francia.
Perché allora non puntare in una protesta più allargata possibile, per ridimensionare i criteri del debito pubblico non so come arbitrariamente fissato secondo calcoli dai Paesi più forti, che risulta inconciliabile con i criteri umanitari che dovrebbero caratterizzare una civiltà evoluta?
Da una intervista fatta all’economista Savona da Lucia Annunziata su RAI tre sento e condivido il di lui  utopistico desiderio e cioè che la sola via d’uscita da queste forche caudine sarebbe quella di chiudere tutti i Capi di Stato europei in una stanza  – ( come accade nel conclave per sortire il nuovo Papa ) gettando via la chiave, finché tutti non avessero concordato sulla necessità di una sola UE politica con una unica filosofia e un’unica prassi.
Probabilmente irrealizzabile, ma se ci fermassimo a considerare le energie e il tempo sciupati allo scopo di sfiduciare il Governo, e quindi d’impedirgli di portare a termine il suo mandato senza al contempo proporre alcun programma alternativo se non quello di spartirsi in altro modo il misero bottino a nostra disposizione, e premessimo sull’Unione Europea attraverso i canali ufficiali e non, per una politica comune, e pretendessimo dalle Banche un’etica ben diversa tale da non far pagare alla gente le loro insicurezze o volubilità o corruzione o disfatte finanziarie traendone però per se stesse faraonici impinguamenti (o in altri casi ottenendo cospicui salvataggi statali), non faremmo un’operazione più proficua?

02/11/010                                                                                                                                                     Gloria Capuano

Giornalista di pace

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