Scienziati Cnr ed Enea, il freddo questione locale ma la Terra brucia

Il freddo di questi giorni è una questione “abbastanza locale”, ma la Terra sta bruciando. Lo sostengono i due scienziati Luca Fiorani dell’Enea e Antonello Pasini del Cnr a margine della presentazione del libro ‘Il Pianeta che scotta’, di cui sono gli autori. Il gran freddo che avvolge l’Italia, dicono i due esperti, rientra in […]

Il freddo di questi giorni è una questione “abbastanza locale”, ma la Terra sta bruciando. Lo sostengono i due scienziati Luca Fiorani dell’Enea e Antonello Pasini del Cnr a margine della presentazione del libro ‘Il Pianeta che scotta’, di cui sono gli autori. Il gran freddo che avvolge l’Italia, dicono i due esperti, rientra in quella che può essere definita “una fluttuazione meteorologica, e non climatica”. Secondo questo modello, spiegano, si tratta di “una situazione locale” che ci indica la presenza di “una bolla d’aria fredda”. Ma, avvertono, non bisogna farsi ingannare, in altre parti del mondo si ‘suda’: per esempio, gennaio 2010, nonostante il freddo avvertito, è stato “il primo o il secondo più caldo degli ultimi 30 anni”. Nel libro si parla in modo “divulgativo e rigoroso” dei cambiamenti climatici, mantenendo la semplicità per aiutare la comprensione della materia: “Si tenta – dicono Fiorani e Pasini – di offrire una risposta non preconfezionata”. Quanto al nodo della responsabilità antropica del riscaldamento globale, i due ricordano che per “il 97,4% degli scienziati” le attività dell’uomo sono alla base di un aumento di temperatura dovuto all’incremento di gas serra. Secondo Fiorani (sulla base di alcuni studi), al ritmo attuale di incremento di emissioni, la temperatura dovrebbe “salire tra i 2 e i 4 gradi per la fine del secolo”. E per Pasini, che ricorda la posizione su cui si concentra e si trova concorde il dibattito scientifico, “il riscaldamento globale negli 150 anni è generato da una causa antropica”.