Palazzo di Sant’Ivo (RM): restaurato documento su Michelangelo

Nella splendida cornice del Palazzo di Sant’Ivo alla Sapienza a Roma, torna restaurato, il volume del Collegio dei notai capitolini, conservato nell’Archivio di Stato di Roma, comprendente il fondamentale Atto notarile datato 7 settembre 1498, che documenta la presenza a Roma di Michelangelo Buonarroti “statuario fiorentino” in casa del banchiere Giacomo Galli, suo protettore e […]

Nella splendida cornice del Palazzo di Sant’Ivo alla Sapienza a Roma, torna restaurato, il volume del Collegio dei notai capitolini, conservato nell’Archivio di Stato di Roma, comprendente il fondamentale Atto notarile datato 7 settembre 1498, che documenta la presenza a Roma di Michelangelo Buonarroti “statuario fiorentino” in casa del banchiere Giacomo Galli, suo protettore e mecenate. Ad accogliere i presenti, ieri, il Direttore dell’ Archivio di Stato di Roma, Eugenio Lo Sardo, che ha dichiarato: “Il restauro di un protocollo notarile contenente un atto fondamentale per la biografia del sommo artista Michelangelo in relazione ai primi anni del suo soggiorno romano, realizzato grazie al sostegno della Fondazione CittàItalia, che in questa sede intendiamo ringraziare, cade nel 500°anniversario della fine dei lavori di decorazione della volta della Cappella Sistina che si celebra quest’anno. L’Archivio di Stato di Roma per l’occasione dedicherà a Michelangelo una mostra, in collaborazione con la Casa Buonarroti”. “Il volume appena restaurato – ha precisato Lo Sardo – sarà quindi restituito alla vista di un grande pubblico, il vero destinatario dell’importante operazione di recupero. Tale fortunata coincidenza, che si può leggere come un atto d’omaggio alla memoria del sommo artista, si fa quindi auspicio di nuovi futuri interventi volti alla conservazione e alla valorizzazione del nostro patrimonio, secondo quel principio di alleanza tra pubblico e privato che proprio in quest’epoca, così avara di risorse, sembra quello vincente”. Il lavoro di restauro è stato sapientemente realizzato dalla Ditta Restauro San Giorgio di Adriano Pandimiglio, sotto la direzione della Vice Direttrice dell’Archivio di Stato, Orietta Verdi. “E’ la prima volta che la nostra Fondazione promuove il restauro di un prezioso documento conservato nell’Archivio, deposito straordinario della storia dell’Italia. Ne siamo particolarmente lieti proprio perché gli Archivi troppo spesso sono trascurati e navigano in acque tempestose. Il restauro è stato possibile grazie alle donazioni raccolte durante l’evento A.A.A. L’Arte di Amare l’Arte, tenutosi lo scorso ottobre proprio presso l’Archivio di Stato” – ha dichiarato Ledo Prato, Segretario Generale Fondazione CittàItalia. “Grazie a molti artisti contemporanei italiani la Fondazione CittàItalia – ha proseguito il Segretario – riesce a salvare beni culturali altrimenti dimenticati o destinati ad un’irreparabile perdita. Il successo di queste iniziative, nonostante i tempi difficili, è garantito dalla generosità e dell’impegno di molti, ciascuno secondo le proprie possibilità. La cura del patrimonio culturale è possibile se tutti ne diventiamo protagonisti. Vogliamo continuare su questa strada e per questa ragione, già nelle prossime settimane, terremo a Torino una nuova edizione dell’asta benefica A.A.A. L’Arte di Amare l’Arte”.

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