Film anti-Islam: Usa evacuano due ambasciate, 50 arresti in Libia

Continuano le manifestazioni islamiste contro gli Usa. Circa cinquanta persone sono state arrestate dalle autorità libiche con l’accusa di essere coinvolte nell’assalto al consolato statunitense a Bengasi, dove ha trovato la morte anche l’ambasciatore americano Christopher Stevens e altri tre funzionari. Intanto gli Usa hanno evacuato due ambasciate, Sudan e Tunisia. L’ambasciatore americano all’Onu, Susan Rice […]

Continuano le manifestazioni islamiste contro gli Usa. Circa cinquanta persone sono state arrestate dalle autorità libiche con l’accusa di essere coinvolte nell’assalto al consolato statunitense a Bengasi, dove ha trovato la morte anche l’ambasciatore americano Christopher Stevens e altri tre funzionari.

Intanto gli Usa hanno evacuato due ambasciate, Sudan e Tunisia. L’ambasciatore americano all’Onu, Susan Rice ha commentato le proteste innescate dalla pellicola contro Maometti affermando che le manifestazioni sono iniziate “spontaneamente non come una risposta premeditata” a un video “molto offensivo” sull’Islam. Poi “alcuni estremisti, equipaggiati con armi più pesanti, ne hanno assunto il controllo” ed è probabile che le loro proteste continueranno. In un’intervista ad Abc, la Rice sottolinea inoltre che coloro che stanno causando le violenze sono una “piccola minoranza” e saranno sconfitti. “Perderanno”, dice, mentre avanza la democrazia.

Arresti anche in Europa, la polizia belga ha fermato 230 persone ad Antwerp, nel nord del Paese, durante gli scontri di sabato con manifestanti islamici che protestavano contro la diffusione della pellicola considerata blasfema. Alcuni dimostranti hanno bruciato bandiere americane. Un poliziotto è rimasto lievemente ferito. Tra gli arrestati c’è il leader del gruppo Sharia4Belgium.

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