Mafia Capitale, Patanè si dimette da presidente della commissione Cultura della Regione Lazio

Eugenio Patane’ si e’ dimesso da presidente della commissione Cultura della Regione Lazio. Lo ha deciso il consigliere Pd, indagato nell’indagine denominata ‘Mondo di mezzo’, al termine di una riunione del gruppo Pd alla Pisana. ALEMANNO: MI AUTOSOSPENDO DA INCARICHI IN FDI-AN – “Cara Giorgia, ti ringrazio per la solidarietà e la fiducia che tu […]

Eugenio Patane' si e' dimessoEugenio Patane’ si e’ dimesso da presidente della commissione Cultura della Regione Lazio. Lo ha deciso il consigliere Pd, indagato nell’indagine denominata ‘Mondo di mezzo’, al termine di una riunione del gruppo Pd alla Pisana.

G. AlemannoALEMANNO: MI AUTOSOSPENDO DA INCARICHI IN FDI-AN – “Cara Giorgia, ti ringrazio per la solidarietà e la fiducia che tu e altri esponenti di vertice del partito avete espresso pubblicamente nei miei confronti. Queste dichiarazioni si uniscono ai messaggi di tantissimi militanti e semplici cittadini che mi sono stati vicini in un momento così difficile per il mio percorso politico e personale. In questo momento il mio impegno principale non può non essere quello di capire realmente la portata di questa inchiesta e di dimostrare in maniera chiara e puntuale, in tutte le sedi, la mia estraneità agli addebiti che mi vengono mossi. Nello stesso tempo mi rendo conto della necessità di evitare facili strumentalizzazioni che potrebbero usare queste vicende per attaccare l’immagine di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, che evidentemente nulla c’entra con tutto ciò. Per questi motivi ti comunico la mia irrevocabile decisione di autosospendermi da tutti gli organi del Partito, fino a quando la mia posizione non sarà pienamente e positivamente chiarita”. Lo scrive Gianni Alemanno in una lettera inviata oggi al Presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni.

COOP SOCIALI NELLA BUFERA. LEGACOOP SOSPENDE BUZZI E ALTRI 4 (Fonte: Redattore Sociale) –  Bufera nel mondo delle cooperative sociali dopo la notizia dall’inchiesta “Mafia Capitale”, che coinvolge molti degli attori impegnati nel mondo dell’associazionismo e in particolare nell’accoglienza ai migranti. Secondo l’indagine, portata avanti dal procuratore Giuseppe Pignatore, a Roma esiste una vera e propria organizzazione mafiosa, che oltre all’estorsione e all’usura e’ dedita al business nato intorno all’emergenza immigrazione. In particolare, in un fascicolo dell’indagine, che parte da Massimo Carminati, ex Nar e a capo, secondo gli inquirenti di una vera e propria cupola, si fa il nome di Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa 29 giugno, aderente a Legacoop e fondata da un gruppo di ex detenuti di Rebibbia nel 1985. Sarebbe stato lui a prendere ordini da Carminati e a fare da tramite con le istituzioni per la spartizione del business dell’accoglienza. In un’intercettazione e’ il presidente della 29 giugno a dire candidamente :”Tuc’ha idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”. Questa mattina Legacoopsociali ha deciso di prendere le distanze dai responsabili coinvolti nell’indagine della magistratura e di sospendere tutti gli operatori. Innanzitutto Salvatore Buzzi, presidente della 29 giugno, ma anche Carlo Maria Guarany, Alessandra Garrone, Paolo Di Ninno e Franco Cancelli, di cooperative collegate alla 29 giugno, nel mirino degli inquirenti. Tutti sono arrestati e indicati come organici all’associazione a delinquere di stampo mafioso che emerge dall’inchiesta romana. Ma il colpo per tutto il mondo della cooperazione sociale e’ durissimo. In un comunicato congiunto Legacoopsociali nazionale e Legacoopsociali Lazio esprimono “sdegno e sgomento dei cooperatori sociali per quanto va emergendo a Roma”. “I fatti che gli organi di informazione stanno riportando sono di gravita’ intollerabile – dichiarano Paola Menetti, Presidente di Legacoopsociali nazionale e Pino Bongiorno, Presidente di Legacoopsociali Lazio – Riaffermiamo la distanza della cooperazione, dell’idea cooperativa, dell’esperienza della cooperazione sociale da tutto questo cumulo d’illegalita’. Confermiamo e ribadiamo l’impegno che ci ha portato a sottoscrivere il “Patto per la legalita’ e il contrasto all’economia criminale”. Mentre si attende di sapere i nuovi particolari dell’inchiesta, Legacoopsociali chiede alla magistratura “di accertare rapidamente e fino in fondo ogni responsabilita’. Simili fatti, ove confermati, non sono compatibili con l’essere cooperatori sociali, e offendono in primo luogo la realta’ quotidiana, faticosa ed onesta delle cooperative sociali che a Roma come in tutto il Paese svolgono un ruolo fondamentale e preziosissimo di servizio e di solidarieta’, e non possono vedere ingiustamente lesi la reputazione e l’onore. Con lo stesso spirito, il nostro pensiero e il nostro sforzo va a sostegno degli oltre mille soci-lavoratori e delle loro famiglie che sono occupati nelle cooperative coinvolte”.