Raid Usa in Libia, ucciso uno dei capi di Al Qaeda?

Il terrorista algerino, Mokhtar Belmokhtar, potrebbe essere stato ucciso in un raid aereo avvenuto nella notte tra sabato e domenica contro un summit di al Qaeda, che era in corso nella zona di Agedabia. Lo conferma un deputato libico di Tobruk al sito informativo locale, al Wasat. Secondo questa fonte, un caccia straniero ha colpito […]

Il terrorista algerino, Mokhtar Belmokhtar, potrebbe essere stato ucciso in un raid aereo avvenuto nella notte tra sabato e domenica contro un summit di al Qaeda, che era in corso nella zona di Agedabia. Lo conferma un deputato libico di Tobruk al sito informativo locale, al Wasat. Secondo questa fonte, un caccia straniero ha colpito con precisione un raduno di capi di al Qaeda in una sede del Consiglio dei mujahidin di Agedabia, al quale oltre ai capi del gruppo armato islamico libico erano presenti anche capi stranieri dei gruppi jihadisti. Il governo libico di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha annunciato domenica sera che in un raid aereo americano è rimasto ucciso l’inafferabile capo jihadista, legato ad al-Qaeda. Belmokhtar è il sanguinario terrorista considerato l’organizzatore dell’assalto al sito di gas algerino d’In Amenas, nel 2013, ed è uno delle ‘menti’ dietro le rotte di contrabbando nel nord-Africa. Se la sua morte fosse confermata, sarebbe un duro colpo per al-Qaeda. Il Pentagono si è limitato per ora a far sapere che il terrorista è stato nel mirino di un raid americano nella notte tra sabato e domenica, ma non ha confermato che è morto: “Stiamo continuando a valutare i risultati dell’operazione”, ha dichiarato il portavoce del Pentagono, Steve Warren. Il 43enne Belmokhtar è uno dei più noti terroristi del Nordafrica. Leader del gruppo al Murabitoun, è considerato un esponente di Al Qaeda fedele al suo capo Ayman al-Zawahiri, nonostante la rottura con Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi).

Recentemente si è parlato di un avvicinamento dei suoi uomini all’Isis, poi smentito dal gruppo. Da sempre alla macchia, tanto da guadagnarsi il soprannome di ‘imprendibile’, Belmokhtar è stato dato per morto già diverse volte, l’ultima il 2 marzo del 2013 dalle autorità ciadiane nel nord del Mali. In una nota il governo libico ha sostenuto che il raid è avvenuto in collaborazione con il proprio esecutivo e ha aggiunto che l’azione rientra nel suo impegno nella lotta al terrorismo e nel sostegno offerto alla comunità internazionale in questo settore, chiedendo inoltre nuovi raid e maggiore collaborazione contro lo Stato islamico in Libia.