Renzi a RTL 102.5, io lobby delle banche? Al massimo dei boyscout

Il Presidente del Consiglio Matto Renzi è intervenuto questa mattina ai microfoni di RTL 102.5 durante “Non Stop News”. Sembra che lei ritenga il suo un governo “ a progetto” e secondo me da qui sta la spiegazione del fatto che lei mette la faccia sul referendum. Ma quello del referendum è un istituto che […]

Il Presidente del Consiglio Matto Renzi è intervenuto questa mattina ai microfoni di RTL 102.5 durante “Non Stop News”. Sembra che lei ritenga il suo un governo “ a progetto” e secondo me da qui sta la spiegazione del fatto che lei mette la faccia sul referendum. Ma quello del referendum è un istituto che ha ancora senso su argomenti di cui il Parlamento è già legittimato ad occuparsi grazie alla delega data dai cittadini al momento del voto?
È un tema interessante ma il punto è che il referendum di cui stiamo parlando non riguarda un singolo argomento, anche banale, ma quaranta articoli della Carta Costituzionale. È chiaro che il mio è un Governo a progetto perché siamo arrivato chiedendo fiducia al Parlamento, anche in modo provocatorio, le dirò. Io sono arrivato al Senato, mi sono messo la mano in tasca e lì forse ho sbagliato perché non sono stato il massimo dell’eleganza e dell’educazione, e ho detto “Sarò l’ultimo Presidente del Consiglio che vi chiede la fiducia, questo è il mio obiettivo”. Vuol dire che io voglio che non ci sia più un Governo che viene al Senato a chiedere la fiducia, che non ci sia più un Senatore pagato dai cittadini ma soltanto la rappresentanza dei territori e quindi non ci sia più il Senato come lo conosciamo adesso. È provocatorio, converrà, perché è come dire al tacchino che vorrei anticipare la Festa del Ringraziamento. Avendo fatto questo, nel momento in cui con sei letture il Parlamento ha approvato questa cosa, a me è sembrato giusto chiedere ai cittadini: siate voi cittadini i depositari della sovranità popolare. Noi abbiamo fatto un grande lavoro, abbiamo cambiato la legge elettorale e ora c’è una legge elettorale chiara, chi vince vince, e non è come prima che vincevano tutti e non perdeva nessuno. Questa volta sarà chiaro che c’è uno che ha vinto e uno che ha perso e per me, nella mia logica, chi perde va a casa, ecco perché dico che bisogna essere molto seri ed onesti con noi stessi. Abbiamo fatto l’abbassamento delle tasse, qualcuno dice che non basta ed è giusto, però ci sono delle regole nuove sulle tasse: non si paga più l’IMU, c’è il super ammortamento al 140%, c’è il credito di imposta al sud, non c’è più l’IMU e l’IRAP agricola, ci sono degli interventi importanti sulle tasse mai fatti prima tutti insieme.

A fronte di questo lavoro qua è evidente che per me il referendum diventa un occasione per discutere nel merito, volete 945 parlamentari o volete ridurli almeno di un terzo? Volete continuare con questo caos delle Regioni? Diciamola tutta, l’ha fatto il centro-sinistra quel caos lì nel 2001, abbiamo sbagliato noi, lo abbiamo fatto noi quell’errore lì perché volevamo rincorrere la Lega e abbiamo fatto un federalismo che non ci permette più di spendere i soldi europei perché tanto è tale e frammentata la situazione politica del Paese che non sai mai di chi è colpa e di chi no quando i soldi non si spendono. A me interessa sbloccare l’Italia, perché vedo un Paese che ha tutto per essere il più forte in Europa, stiamo recuperando credibilità ai tavoli internazionali, finalmente dopo due anni ,stiamo riuscendo a dire la nostra dalle questioni della politica economica basata sulla crescita, alla prudenza che ci vuole quando si parla di guerra, c’è gente che entrerebbe a bombardare senza nemmeno avere un minimo di strategia, noi abbiamo messo grande saggezza, grande prudenza, grande equilibrio italiano, e contemporaneamente la lotta ai terroristi, agli estremisti, continuiamo a cercarli ovunque, avete visto quello che è successo settimana scorsa a Lecco dove abbiamo beccato un pericoloso, potenziale killer. A fronte di tutto questo è evidente che il referendum sono i cittadini che decidono, per me è giusto che sia la gente a dire sì o no. Nelle valanghe di email che ricevo c’è gente che dice “non è che hai fatto tutto bene, su alcune cose non mi convinci, però capisco che questa riforma è talmente grande e importante e ha tanti punti positivi, che io ti do una mano e ci metto la faccia insieme a te” e questo per me è la soddisfazione più grande perché conta vincere in questo referendum, perché De Coubertin lo lasciamo agli appassionati di sport, ma conta anche coinvolgere la gente.

Dai messaggi che ci arrivano c’è una percezione che in realtà queste tasse non si abbattano mai.

La percezione che le tasse siano alte non è una percezione, è la realtà. Io ho detto una verità inconfutabile, cioè che abbiamo ridotto le tasse, ma c’è un’altra verità altrettanto inconfutabile è che le tasse sono ancora troppo alte. Sarebbe ugualmente scorretto dal punto di vista dell’onestà intellettuale dire che non è cambiato niente, perché l’IRAP costo del lavoro era una richiesta storica di chi lavorava nell’impresa, l’IRAP e l’IMU agricola sono un fatto positivo, gli incentivi per assumere è un elemento che comunque aiuta, il superammortamento al 140% e per i cittadini gli 80 euro da un lato e l’IMU e la TASI sulla prima casa sono dei dati di fatto. Poi potete dire che il canone anziché 113 costa 100, che costa comunque troppo, certo, tutto è sempre relativo. Il punti è che le cose le abbiamo fatte, ma non sono sufficienti, io sono il primo a dirlo. Poi qual è l’argomento per cui è più difficile fare impresa, il primo è soggettivo, è italiano, ovvero semplificare le regole e stiamo andando in questa direzione, poi c’è anche altro, diciamo la verità, la rivoluzione digitale sta spingendo fuori dal mercato alcune aziende e sta valorizzando in modo straordinario altre, bisogna essere al passo con i tempi.

Dieci anni fa il mondo della telefonia era totalmente guidato da Nokia e Motorola, oggi da Apple e Samsung, perché in dieci anni la rivoluzione dello smartphone ha totalmente invertito le regole del gioco in uno dei settori., quando si parla di banche è evidente che la gente ora l’home banking se li fa da casa o dal cellulare, appunto. Guardate la FIAT che ha fatto una cosa strepitosa, la Fiat Chrysler sta lavorando con Google per l’auto senza conducente, quindi c’è anche un mondo che sta cambiando velocemente. La mia vera questione è che dovremmo dare agli italiani che vogliono provarci qualche strumento, stiamo studiando per il prossimo decreto competitività, delle misure non soltanto finanziarie o di Pubblica Amministrazione ma di spinta, di incoraggiamento. Il mondo economico intorno a noi sta cambiando a una velocità per cui bisognerebbe dire ai ragazzi di 20-25 anni che vogliono provarci, tò io Stato di do un mano e fino ad oggi molto spesso lo Stato ha dato solo una bella botta nei denti, tra tasse, Pubblica Amministrazione, regole ASL da rispettare prima di partire, quindi il tema di come incoraggiare la crescita c’è, però è anche vero che le tasse sono state abbassate. Gli studi di settore è una questione che stiamo affrontando, spero di poterlo fare già da questa legge di stabilità quella del 2017.

Microsoft poco fa ha annunciato l’acquisizione di una prima start-up italiana, ieri ha debuttato in Borsa Technogym.

Grande operazione quella di Nerio Alessandri, nata in un garage, domani incontro quelli di Cisco che hanno fatto già un investimento in Campania, a Pozzuoli, e continueranno a farli, quelli di Apple stanno partendo su Napoli. C’è una fame di Italia meravigliosa, se smettessimo di lamentarci e  provassimo, certo tenendo la mano a chi non ce la fa, abbiamo messo 700 milioni di euro per la povertà, provassimo a scrollarci un po’ di polvere addosso, caspiterina, abbiamo tutto! Siamo il Paese potenzialmente più attraente del mondo, però dobbiamo uscire dalle nostre polemiche e tiritere. Io per Napoli ho preso su Bagnoli ho detto al sindaco “Fai tu? No? Bene, ti commissario e lo faccio io”perché quel luogo è un potenziale attrattore di ricchezza internazionale pazzesco, però le cose bisogna farle. Ci sono quelli che chiacchierano e quelli che fanno, io voglio stare nella seconda categoria.

Come ha reagito alla decisione di non far quotare la Popolare di Vicenza in queste giornate in cui si parla spesso di banche e viene inseguito dai contestatori, non solo gli autonomi ma anche quelli di Banca Etruria che hanno perso i soldi.

Ho moltissimi contestatori, non darei il monopolio a nessuno, ho anche quelli delle quattro banche che chiedono il rimborso totale dei loro soldi, rimborso che non potrà esserci, perché questi signori, diecimila persone, hanno messo dei soldi in operazioni che erano a rischio. Tre o quattro anni fa se andava in banca le davano dallo 0,5% all’1% se metteva i soldi sul conto corrente, oggi neanche questo perché i tassi sono abbassati. Se lei metteva diecimila eri sul conto corrente le davano l’1% l’anno per fare pari, questi signori prendevano il 7%-8% avevano assunto delle obbligazioni subordinate rischio che però rendevano molto di più. Dopo di che perché prendevano di più? Perché come dicono loro erano stati truffati o altro? Siccome è stata la prima volta che si è verificata una cosa del genere, noi diamo loro una mano, restituiamo per chi ha i titoli fino all’80%, tutte robe concordate in Europa per dare questi nostri concittadini, poi naturalmente se hanno da protestare vadano a fare l’arbitrato e vediamo se riusciranno a provare che avevano ragione loro. Io non sono così convinto che convenga loro fare l’arbitrato ma se lo vogliono fare lo facciano, queste sono diecimila persone a cui va il nostro rispetto, però per rispetto agli altri sessanta milioni di italiani che non hanno messo soldi in quelle operazioni lì, evitiamo di fare racconti meno che esatti. Era nell’aria la decisione di Vicenza nel momento in cui ha raccolto soltanto il 7-8% le dico però che l’operazione Atlante con il decreto legge che il Governo ha approvato e che porta a ridurre dai 6 e 8 anni di oggi ai 6 e 8 mesi di domani i tempi di recupero dei crediti incagliati e deteriorati è sostanzialmente una soluzione di medio e lungo periodo che permetterà alla situazione italiana di uscire dalle secche in cui si è trovata negli ultimi mesi. Siccome siamo stati accusati in passato, Etruria eccetera, di aver avuto atteggiamenti meno che corretti, noi siamo stati molto corretti, severi e duri con tutti, tanto è vero che ci sono commissariamenti, sanzioni di responsabilità, nei confronti delle banche di cui si è parlato fino ad oggi a partire da Etruria, noi non abbiamo guardato in faccia a nessuno.

Mi piacerebbe anche vedere qualche azione di responsabilità in qualche altra banca dove qualcuno ha fatto sparire i soldi e nel silenzio dei grandi commentatori, della grande stampa, dei grandi esperti nazionali, ogni riferimento alle vicende venete è puramente intenzionale e voluto. È un fatto di onestà, ci possono dire tutto, quando mi dicono che sono della lobby delle banche io mi faccio una risata, io sono della lobby dei boyscout, ho un mutuo trentennale, anzi due, come la stragrande maggioranza degli italiani, ma di che parliamo? Siamo persone semplici che stanno governando il Paese e che quindi non guardano in faccia a nessuno, ma quando mi viene detto che il problema è tutto le “lobby del Governo” rispondo di nuovo “Ma de che?”. Si vada a vedere quello che è successo negli ultimi anni in alcuni istituti del nord, e non solo del nord, e si vada a vedere quali sono state le fitte interazioni e connivenze tra un sistema del commento dei professori che facevano gli editoriali, non ce n’è stato uno che abbia scritto sui giornali i problemi che aveva, ad esempio, Vicenza. Vicenza con l’operazione Atlante si salva e credo che sia importante adesso un rinnovo serio e significativo, mi piace dire agli investitori nazionali e internazionali che il mercato è tornato padrone in Italia, questo è il punto fondamentale.

 

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