Ambiente. Abruzzo: segnalati sversamenti in fiume Pescara

La macchia nera nel fiume Pescara? Le guardie ambientali del Panda del Wwf avevano segnalato la stranezza gia’ nel novembre 2019 e raccolto la documentazione fotografica. E’ la stessa associazione a ricordarlo dopo la diffusione della notizia ieri e il sopralluogo fatto questa mattina dagli inquirenti in zona San Martino di Chieti dove sono state […]

La macchia nera nel fiume Pescara? Le guardie ambientali del Panda del Wwf avevano segnalato la stranezza gia’ nel novembre 2019 e raccolto la documentazione fotografica. E’ la stessa associazione a ricordarlo dopo la diffusione della notizia ieri e il sopralluogo fatto questa mattina dagli inquirenti in zona San Martino di Chieti dove sono state individuate le acque nere e maleodoranti, proprio nelle vicinanze del depuratore in zona Salvaiezzi. Occasione per consegnare la documentazione raccolta. “Purtroppo – spiega il Wwf – non e’ una notizia nuova: le guardie ambientali stanno seguendo da mesi la questione, segnalata formalmente al Comando Regione dei Carabinieri-Forestali con una nota, corredata da alcune fotografie e da precise indicazioni georeferenziate, inviata attraverso posta elettronica certificata gia’ il 21 novembre dello scorso anno. La scoperta era stata fatta qualche giorno prima, il 18, durante una consueta attivita’ di vigilanza lungo il fiume. Le guardie Wwf – prosegue la nota – avevano avvertito fastidiosi cattivi odori e, seguendone la scia, si erano imbattute in una grossa condotta di scarico dalla quale, citiamo alla lettera dalla segnalazione, nonostante il fiume avesse una portata di piena con acque marroni cariche di sedimenti, fuoriusciva copiosa e abbondante acqua di colore nero e densa che faticava a mescolarsi con le acque di portata del fiume. Da li’ l’odore era insopportabile”. La presidente Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco sottolinea come ad attenzionare l’ambiente siano dei volontari invitando tutti i cittadini a “sorvegliare” il proprio territorio, con la precisa scelta di lavorare senza visibilita’, ma comuicando direttamente con chi deve poi indagare anche per non intralciare il lavoro degli inquirenti.