USA. Dal Covid ai migranti, l’America di Biden volta pagina

L’ingranaggio dell’amministrazione Biden-Harris e’ scattato, che Trump lo voglia o no. Il presidente uscente non ha infatti ancora riconosciuto la sconfitta perche’ ritiene illegale e scorretto il risultato. Nonostante cio’, Joe Biden – che entrera’ ufficialmente in carica a gennaio – ha annunciato per quest’oggi diverse azioni con cui il neoeletto presidente degli Stati Uniti […]

L’ingranaggio dell’amministrazione Biden-Harris e’ scattato, che Trump lo voglia o no. Il presidente uscente non ha infatti ancora riconosciuto la sconfitta perche’ ritiene illegale e scorretto il risultato. Nonostante cio’, Joe Biden – che entrera’ ufficialmente in carica a gennaio – ha annunciato per quest’oggi diverse azioni con cui il neoeletto presidente degli Stati Uniti d’America intende rovesciare varie decisioni del suo predecessore. La priorita’ e’ la lotta all’epidemia di Covid-19 come aveva gia’ detto la leader dei democratici Nency Pelosi venerdi’ scorso, in un discorso programmatico al Congresso in cui la speaker della Camera ha ricordato con commozione gli oltre 250mila morti. Nelle prossime ore, saranno annunciati i dodici nomi della task force voluta da Biden che avranno l’incarico di implementare azioni efficaci per contenere il diffondersi del virus, che solo negli ultimi giorni ha fatto registrare oltre mezzo milioni di nuovi contagi. Dopodiche’, Biden firmera’ alcuni decreti esecutivi che non richiedono l’approvazione del Congresso, e che prevedono prima di tutto il ritorno degli Stati Uniti nell’Accordo sul clima di Parigi, la cui uscita per ironia della sorte e’ stata ufficializzata solo qualche giorno fa. La nuova amministrazione intende poi annullare l’uscita del Paese dall’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), una decisione assunta da Trump perche’ convinto che l’Agenzia Onu abbia “insabbiato” informazioni fondamentali sul diffondersi della pandemia da Wuhan, favorendo cosi’ “l’alleato cinese”.

Altri due decreti riguarderanno il tema migratorio: si pone fine al cosiddetto ‘Muslim ban’, il divieto di viaggio per i cittadini provenienti da sette paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen) cosi’ come il programma avviato da Barack Obama che permette di accordare un permesso di soggiorno temporaneo ai migranti privi di documenti perche’ sono entrati negli Stati Uniti da bambini (il Deferred Action for Childhood Arrivals, Daca), sospendendo per due anni l’ordine di rimpatrio e, se si raggiungono i requisiti, si puo’ anche ambire al permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Ma le novita’ non finiscono qui: il nuovo inquilino della Casa bianca punta a interventi profondi in economica per frenare la recessione e la disoccupazione, che ha superato i livelli della crisi del 2008. Promessi quindi fondi per sostenere le famiglie, le imprese e gli enti pubblici. Biden ha chiaramente collegato questa sfida alle tensioni razziali e sociali, che vanno spente, combattendo le disuguaglianze. Non a caso che il suo programma ‘Build back better’ richiama per assonanza il movimento ‘Black lives matter’: illustrato sul sito web della campagna – e che oggi Biden illustrera’ nei dettagli – si fonda sull’idea che senza uguaglianza e inclusione non ci puo’ essere un’economia forte. Da qui l’intenzione di garantire “il pieno coinvolgimento nell’economia” di “afroamericani, latinoamericani, nativi, immigranti e donne”.