Egitto. Noury (Amnesty ): “Zaki intrappolato da accuse orwelliane”

“Siamo a 28 mesi, e abbiamo appena saputo che arriveremo a 31, che Patrick Zaki è intrappolato in un meccanismo giudiziario arbitrario che, di rinvio in rinvio, continua a privarlo della sua completa libertà. Uno stillicidio inumano”. Con queste parole il portavoce di Amnesty International Riccardo Noury commenta la notizia del rinvio al 27 settembre […]

“Siamo a 28 mesi, e abbiamo appena saputo che arriveremo a 31, che Patrick Zaki è intrappolato in un meccanismo giudiziario arbitrario che, di rinvio in rinvio, continua a privarlo della sua completa libertà. Uno stillicidio inumano”. Con queste parole il portavoce di Amnesty International Riccardo Noury commenta la notizia del rinvio al 27 settembre dell’udienza di Patrik Zaki, il ricercatore di 31 anni che affronta un procedimento per “diffusione di false notizie” in merito a un articolo pubblicato nel 2018 sulle violenze contro i copti in Egitto. Per il portavoce, la vicenda giudiziara di Zaki, che prosegue dal febbraio 2020, “è un periodo esorbitante, in cui il tempo di Patrick si è fermato, un periodo di tempo che di per sé è una punizione considerato che Patrick è accusato di un reato dal sapore orwelliano: ‘diffusione di notizie false’ per aver scritto la verità”. Il riferimento è al romanzo distopico di George Orwell ‘1984’, dove si narra di una terribile dittatura in cui il ministero della Verità è incaricato di riscrivere la storia cancellando dati ed elementi del passato e del presente, in linea con la narrativa dominante presentata dal regime.

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