Giovani. Pilastri felicità? Benessere fisico e psicologico e buone relazioni

Stare bene con se stessi (23%), godere di buona salute (17,8%), avere una vita familiare soddisfacente (12,7%) e buone relazioni di coppia e amicali (11,1%). Sono i quattro principali fattori capaci di alimentare un sentimento di felicità presso le giovani generazioni, secondo quanto emerge da una indagine a cura dell’Istituto di ricerca Arc dell’università Cattolica […]

Stare bene con se stessi (23%), godere di buona salute (17,8%), avere una vita familiare soddisfacente (12,7%) e buone relazioni di coppia e amicali (11,1%). Sono i quattro principali fattori capaci di alimentare un sentimento di felicità presso le giovani generazioni, secondo quanto emerge da una indagine a cura dell’Istituto di ricerca Arc dell’università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Ecosistema Generatività.it in collaborazione con Beate Vivo Farm, intitolata ‘Stacco Tutto: verso una felicità sostenibile’. L’indagine è presentata nel corso dell’omonimo convegno ‘Stacco Tutto. I Giovani verso una felicità e relazioni Sostenibili’ che si è svolto nell’ambito di Relazionésimo 2030, il primo Expo Summit festival delle relazioni organizzato da Beate Vivo Farm presso la Fiera di Vicenza. La ricerca, condotta su un target di 450 ragazzi dai 18 ai 30 anni, ha indagato una nuova tendenza secondo cui le generazioni più giovani sembrano orientarsi verso la ricerca di un equilibrio interiore, ancorato a uno stile di vita che possa garantire stabilità organizzativa ed emotiva. ‘Staccarsi’ da lavori troppo time spending, da realtà relazionali considerate per sé ‘tossiche’, da contesti abitativi che impongono stili di vita economicamente non sostenibili. L’80% degli intervistati sottolinea come estremamente importante prendersi cura del proprio benessere psico-fisico. La maggioranza del campione, tuttavia, dichiara di tendere a questo modello di vita, senza però riuscire pienamente a farlo proprio: il 41% sostiene ‘ci provo, ma poi desisto’, il 35% ‘ci provo in continuazione, ma con scarsi risultati’. Per migliorare la sostenibilità della quotidianità secondo le giovani generazioni occorre anche essere in grado di cogliere la bellezza dei momenti di ‘ordinaria felicità’: una cena in famiglia, una gita con gli amici o un pomeriggio di tranquillità.

Dall’indagine emerge poi come il lavoro rappresenti un’importante fonte di soddisfazione, ma si ricerca un ambiente professionale motivante e non impattante rispetto alla propria vita personale: l’80% dei giovani del campione adotta strategie per dividere la vita lavorativa da quella privata, il 56% vorrebbe trovare un impiego che garantisca un buon work-life balance e il 43% vorrebbe inserirsi in un team capace di riconoscere le proprie capacità e garantire un percorso di crescita. “Le prossime generazioni aspirano a nuovi modelli di gestione e modellamento della quotidianità, in grado di ridurre lo stress e fronteggiare in maniera efficace le criticità legate al perdurare dello stato di crisi economica, sociale e sanitaria. Compito delle generazioni più adulte è ascoltare queste istanze e mettere a disposizione le risorse e gli strumenti per concretizzare le progettualità proposte, senza giudicarle in base a criteri di valutazione ormai obsoleti e poco validi”, ha ricordato Sara Sampietro, ricercatrice dell’università Cattolica e responsabile del progetto ‘Stacco tutto’.

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